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Cpr, i medici indagati per i falsi certificati anti-rimpatrio: "Facciamo il c*** a questi sbirri"

di Redazione mercoledì 4 marzo 2026

2' di lettura

"Bene! Gli facciamo il cul*** a questi maledetti sbirri", si legge in una chat dove a parlare è un medico che si rivolge a una dottoressa, uno degli otto dottori indagati nell'inchiesta della Procura ravennate sui falsi certificati anti rimpatro, per esprimerle soddisfazione di fronte a due certificati di non idoneità ai Cpr. In un'altra conversazione via chat a parlare è uno dei tre medici del reparto di malattie infettive non indagati: "Non sono d'accordo a dare a priori la non idoneità. Se non ci sono ragioni specifiche, io non lo farò", dice in buona sostanza. In un'altra ancora, una dottoressa indagata sostiene invece che "il modo per esprimere dissenso è la non idoneità".

Sono tantissime le chat, e anche qualche intercettazione ambientale, nel materiale che la Procura ravennate ha messo a disposizione degli otto medici indagati per falso ideologico continuato. Materiale, come hanno spiegato i due quotidiani locali, il Resto del Carlino e Corriere di Romagna, depositato in ragione della richiesta di interdizione per un anno dalla professione (l'interrogatorio di garanzia davanti al Gip è previsto per il 12 marzo). Secondo i dati raccolti dalla polizia, dei 64 irregolari accompagnati alle Malattie Infettive tra il settembre 2024 e il gennaio 2026, 10 - secondo le dichiarazioni del medico - si erano rifiutati di sottoporsi a visita di fatto facendo venire meno ogni possibilità di certificazione. E 34 erano stati dichiarati non idonei. Nella richiesta di interdizione cautelare dei Pm Daniele Barberini e Angela Scorza, viene elencato il numero dei reati contestati a 10 dei 34 dopo la certificazione di non idoneità: una ventina. Sempre nelle chat, si capisce che in reparto gira un modulo prestampato per la non idoneità. Ancora una volta il medico non di Ravenna, che era diventato una sorta di referente, chiede: "Fate circolare il modulo preparato per Ravenna?".

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Una delle indagate avverte i colleghi: "Va riadattato non copiato, ci sono stati problemi con la questura". Un collega chiede: "Bisogna riscrivere tutto a mano?". La dottoressa di prima: "Sì, riscriverlo ogni volta modificandolo". I problemi a cui si fa riferimento in chat sono quelli che il 10 luglio 2025 avevano fatto partire l'indagine della squadra Mobile: il certificato aveva in allegato una 'bozza del modulo per la valutazione di non idoneità alla vita nel cpr': lo stesso scaricabile dal sito della Simm, la società di medicina delle migrazioni.

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