La capitale del Mare 2026 è Ravenna. L'annuncio è stato dato dal ministro per la Protezione civile e per le politiche del Mare Nello Musumeci nel corso della cerimonia alla sala monumentale della presidenza del consiglio dei ministri. Al Comune vincitore sarà assegnato un contributo di un milione di euro per finanziare le attività di promozione della cultura marittima. "La proclamazione di Ravenna come Capitale del Mare 2026, annunciata oggi dal Ministro Nello Musumeci, rappresenta una notizia straordinaria e un’opportunità fondamentale per il futuro della nostra città e dell’intera Romagna", hanno commentato in una nota congiunta la senatrice di Fratelli d’Italia Marta Farolfi e il consigliere regionale Alberto Ferrero. La senatrice Farolfi sottolinea come questo riconoscimento premi la storia di Ravenna e il suo legame indissolubile con l’Adriatico, confermando la centralità del territorio nelle politiche del Governo Meloni per la valorizzazione dell'economia blu e della cultura marittima: “è una sfida che dobbiamo cogliere per potenziare il turismo, la ricerca e la sostenibilità legata al nostro Mare". Alberto Ferrero evidenzia come questo titolo debba segnare l’inizio di un percorso di crescita strutturale: “Ravenna ha nel Mare il suo cuore pulsante, dal porto alle nostre spiagge. Essere Capitale del Mare nel 2026 non è solo un fregio simbolico, ma un volano economico concreto che permetterà di attrarre investimenti e visitatori, rafforzando la nostra economia. Lavoreremo affinché ogni euro stanziato sia investito per lasciare un’eredità duratura alla città, trasformando questa occasione in una crescita tangibile per imprese e cittadini". I due esponenti di Fratelli d’Italia concludono rivolgendo un ringraziamento al Ministro Musumeci e a tutte le realtà locali che hanno creduto in questa candidatura, sottolineando come Ravenna abbia vinto grazie a una visione che mette il Mare al centro dello sviluppo nazionale e che sia giunto il momento di remare tutti nella stessa direzione per onorare al meglio questo prestigioso riconoscimento.