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Immigrazione, la battaglia della Finanza: ferma uno scafista a settimana

di Francesco Storace mercoledì 24 giugno 2026

3' di lettura

Ogni settimana un trafficante di uomini viene beccato dalla Guardia di Finanza. Sulle rotte migratorie si sono intensificati i controlli a tutela delle coste nazionali. E la riprova sta nel numero degli sbarchi, che sono crollati stando ai dati presenti sul “cruscotto” del Viminale: dal 2003 col picco di 157mila ai 66mila del 2024 ripetuto nel 2025 ai meno di diecimila di quest’anno fino all’inizio di giugno. Una tendenza generale in forte diminuzione, dunque, oltre la metà dell’anno precedente. Se nel corso dell’anno gli sbarchi dovessero proseguire con lo stesso ritmo si arriverebbe a quota trentamila al massimo, ovvero il livello più basso degli ultimi anni.

Poi, il grande lavoro - reso noto ieri - svolto dalla Guardia di Finanza. Da gennaio 2025 a oggi, si registra un gran fermento delle attività del dispositivo aeronavale del Corpo. L’impegno degli uomini della Gdf ha permesso di intercettare, lungo le rotte migratorie del Mediterraneo, ben 41.474 persone in 901 eventi, nell’ambito dei quali sono stati complessivamente arrestati 74 responsabili di favoreggiamento all’immigrazione clandestina (in media uno a settimana) e sequestrati 421 natanti.

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Un bilancio di assoluto valore che mette in difficoltà i criminali che puntano a scorrazzare verso l’Italia per fare una valanga di quattrini puntando sulla disperazione. È quanto emerge dal bilancio operativo relativo al periodo 1 gennaio 2025 al 31 maggio 2026 presentato in occasione del 252esimo anniversario della fondazione delle Fiamme Gialle. In sostanza, la Gdf sta proiettando all’estero molte sue attività per frenare gli arrivi clandestini sul territorio nazionale di migranti partiti dai Paesi del Nord Africa. Dalla Libia, dove è presente un contingente del Corpo con il compito di incrementare le capacità di pattugliamento marittimo delle omologhe istituzioni preposte al controllo delle frontiere, si è registrato un aumento di oltre il 38% del flusso migratorio rispetto all’annualità precedente (42.279 migranti nel 2024 a fronte di 58.408 nel 2025). Di qui l’aumento del contrasto ai trafficanti di uomini.

Ma non finisce qui: proprio ieri si è appreso che un egiziano di 29 anni è stato fermato, stavolta dalla Squadra Mobile di Siracusa, con l’accusa di essere lo scafista - molto attrezzato tecnologicamente di un gruppo di migranti approdato sulle coste locali. Il provvedimento, eseguito nel pomeriggio di sabato, è stato convalidato dal gip, che ha disposto la custodia cautelare in carcere. L’indagine era scattata dopo lo sbarco autonomo, avvenuto il 20 giugno a Portopalo di Capo Passero, di 21 migranti di diverse nazionalità. Durante le procedure di identificazione condotte dalla Polizia Scientifica e dall’Ufficio Immigrazione, gli investigatori hanno raccolto elementi ritenuti gravi a carico del ventinovenne, già noto per precedenti legati a violenza sessuale e reati in materia di immigrazione.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo sarebbe partito dalle coste libiche di Homs nella serata del 18 giugno. L’uomo avrebbe condotto l’imbarcazione per l’intera traversata fino all’arrivo in Sicilia. A rafforzare il quadro indiziario sarebbero state le dichiarazioni raccolte dai migranti e il materiale rinvenuto nello zaino dell’indagato: un telefono satellitare, un dispositivo Gps e un terminale Starlink utilizzato per il collegamento satellitare e la connessione wi-fi durante la navigazione. Si risponde colpo su colpo, lo Stato c’è.

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