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Alimentare la sostenibilità: a Parma mostra di Fondazione Barilla

martedì 14 gennaio 2020
3' di lettura

Milano, 13 gen. (askanews) - Il cibo è cultura, e capire il legame che c'è tra quello che mettiamo ogni giorno nel piatto, la nostra salute e l'ambiente è un modo di fare cultura. Per questo la Fondazione Barilla ha promosso la mostra "Noi, il cibo, il nostro Pianeta: alimentiamo un futuro sostenibile", la cui inaugurazione ha coinciso con l'avvio delle celebrazioni di Parma 2020 Capitale Italiana della Cultura. L'esposizione parte dal alcuni paradossi globali legati alla produzione e distribuzione del cibo che la Fondazione Barilla ha studiato e approfondito in questi anni. Luca Barilla, vicepresidente del gruppo. "Barilla ha allestito questa mostra che è il frutto di dieci anni di lavoro, eseguito in collaborazione con personaggi molto importanti del mondo scientifico internazionale Questa mostra è la sintesi di un lavoro immenso che è stato fatto. Barilla vive questo anno con grande emozione e trepidazione, anche perchè ha cercato di fare la sua parte dando il suo contributo alla città in termini di lavoro". Insieme al sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, Luca Barilla ha partecipato al taglio del nastro che ha segnato l'apertura dell'anno di Parma capitale della cultura italiana e in concomitanza della mostra della Fondazione Barilla, una occasione per Pizzarotti per sensibilizzare cittadini e turisti ai problemi che riguardano la produzione e il consumo di cibo: "Abbiamo scelto il cibo insieme a fondazione Barilla perchè quelle del cibo sono temi fondamentali anche a livello culturale. Perchè cultura non è solamente arte ma anche tutto quello che ogni giorno ci dà la conoscenza di interpretare il mondo". La produzione di cibo è l'attività dell'uomo che contribuisce di più al cambiamento climatico, superando il riscaldamento degli edifici e i mezzi di trasporto. Di qui la necessità di ripensare i sistemi di produzione e consumo di cibo. E questa mostra, che resterà aperta fino al 13 aprile prossimo, è uno stimolo in questa direzione. Marco Cattaneo, direttore del National Geographic Italia che ha collaborato all'allestimento della mostra, spiega l'idea che c'è dietro questo progetto: "Si visita la mostra partendo dall'idea che da qui al 2050 ci saranno 10 miliardi di bocche da sfamare sul pianeta e imparando ad essere consapevoli del nostro impatto sull'ambiente quando mangiamo, produciamo il nostro cibo e quando viene trasportato dall'altra parte del mondo, attraverso quello siamo in grado di moderare e modificare i nostri comportamenti per cercare di ridurre l'impatto ambientale e la sua impronta". Nella prima parte della mostra, negli gli spazi della Galleria San Ludovico, balzano all'occhio i paradossi del sistema alimentare: fame versus obesità, cibo versus produzione di carburante, spreco verso malnutrizione. Mentre sotto i Portici del Grano è possibile ammirare gli scatti della mostra, sviluppata con National Geographic Italia, dedicati ai mille volti delle culture del cibo nel mondo. Tra le tante attività proposte nella sezione interattiva dell'esposizione il piatto virtuale, che sul finale del percorso misura la sostenibilità della nostra dieta per noi e per l'ambiente. "Ti viene chiesto di selezionare un primo, un secondo e un contorno con frutta tra le voci di un menù abbastanza ricco per valutare due cose: quanto hai mangiato in termini di calorie e quindi di salute personale e la seconda quanto hai consumato in termini di CO2 per la salute dell'ambiente. Far capire che il nostro modo di consumare cibo e l'ambiente sono legati credo sia il grande obiettivo della mostra che possa essere raggiunto da grandi e piccini".

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Evento Consiglio regionale Lazio, "Alzheimer e nuove terapie"

Roma, 29 mag. (askanews) - Alla sede del Consiglio Regionale del Lazio si è tenuta la tavola rotonda "Alzheimer e nuove terapie", promossa dal Consigliere Regionale Roberta Della Casa. Tema dell'incontro l'Alzheimer, evidenziando l'importanza della diagnosi precoce, ma anche di una rete integrata che possa coinvolgere tutti gli attori: dai clinici agli addetti ai lavori, ma anche le associazioni di pazienti e società scientifiche.

L'intervista a Roberta Della Casa, Consigliere Regionale: "È emersa la voglia di curare e di prendere in carico il paziente a 360°. In alcuni casi mancano i mezzi, in altri manca l'organizzazione. Ho proposto a tutti quanti di lavorare insieme per costruire quella che potrebbe essere un'organizzazione ottimale che ci consentirebbe di raggiungere risultati migliori nei confronti dei pazienti, sopratutto nell'immediato e di fare una programmazione anche per investimenti di risorse sul medio-lungo periodo sicuramente più oculata. Quindi io sono a disposizione, questo tavolo deve essere qualcosa di pratico e che porta al risultato."

Proprio nel campo dell'innovazione, il settore si prepara all'arrivo dei nuovi farmaci disease modifying, già in uso in alcune regioni italiane, tra cui il Lazio con alcuni centri. Inoltre, dal dialogo, è emersa l'importanza dell'innovazione in diagnostica con l'arrivo dei test per biomarcatori, con l'auspicio che il loro utilizzo diventi sempre più accessibile e capillare.

Nuovamente Roberta Della Casa, Consigliera Regionale: "C'è tanta innovazione sia in campo di diagnostica che in campo terapeutico. Io penso che nonostante l'innovazione spesso abbia un costo importante, le istituzioni debbano comunque investire. Investire in ricerca e in terapie che possano migliorare la vita dei pazienti e anche in diagnostica che possa dare delle risposte sempre quanto più precise. Questo è un processo di crescita che non possiamo fermare. Ovviamente dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo nella cassa delle pubbliche amministrazioni però possiamo ragionare insieme ai clinici su come valorizzare le risorse a disposizione in favore dei pazienti. L'innovazione non può essere fermata e il futuro dipende da ciascuno di noi."

Accorciare i tempi clinici e definire una rete per la presa in carico dei pazienti con una diagnosi precoce di Alzheimer, con chiari ruoli e responsabilità, su tutto il territorio regionale. Sono queste la priorità della cabina medica, che adesso si trova di fronte ad una grando opportunità: grazie alle risorse disponibili, e al possibile rifinanziamento del Fondo Alzheimer, si può dare un impulso concreto al trattamento della patologia e alla diagnosi precoce, per assicurare un miglioramento della qualità di vita delle persone affette da Alzheimer.

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Teatro Stabile di Torino: "Produzione e internazionalizzazione"

Torino, 29 mag. (askanews) - Una stagione, la settantunesima, all'insegna della produzioni, delle collaborazioni e dello sguardo rivolto anche al mondo. Il Teatro Stabile di Torino ha presentato il proprio 2026-27 che parte da una parola chiave: "Elisir", intesa come racconto del potere del teatro di trasformare questo tempo in gioco, stupore, ironia. "Portiamo 94 titoli tra quello che faremo in sede e quello che faremo in tournée - ha detto ad askanews Alessandro Bianchi, presidente della Fondazione Teatro Stabile di Torino - e di questo ci tengo a dire 21 tra produzione e coproduzione. Lo dico perché produrre per il teatro significa fare nuovo teatro, dare spazio ai drammaturghi, dare spazio ai nuovi registi e a nuovi attori. Il teatro ha bisogno, così come tutta la cultura, di produrre, altrimenti continua a ripetersi. L'altro lato molto importante di questa stagione è l'internazionalizzazione: noi abbiamo tournée che girano tutto il mondo: ne cito soltanto una, il monologo di Matthias Martelli su Dario Fo, che ci consentirà di andare dal Sud America alla Cina e in ottimi teatri europei".

A guidare il progetto produttivo'è il nucleo artistico del teatro che ora, accanto al direttore artistico Valerio Binasco e al direttore artistico junior Diego Pleuteri, vede la presenza anche di Leonardo Lidi come vicedirettore artistico. A loro si affiancano Anna Cremonini, direttrice artistica di Torinodanza, con Kriszta Székely e Silvia Gribaudi nel ruolo di artiste associate. E anche l'immagine guida scelta per "Elisir" esprime un modo di pensare il teatro. "Cosa vuol dire travestirsi? - ha aggiunto il presidente - Vuol dire non solo l'artista che sale sul palco e cambia il proprio aspetto, ma anche in un teatro di ricerca lo spettatore che entra in un modo ed esce in un altro, cioè più ricco, perché no, anche più responsabile rispetto a quello che succede nel mondo".

E proprio la posizione dell'idea di teatro nel mondo è il punto da cui, in fondo, tutto parte. "Abbiamo dato per morto il teatro molte volte - ha concluso Bianchi -: quando è nato il cinema, quando sono nate le piattaforme, in parte quando c'è stato il Covid, ma in realtà noi andiamo controtendenza. Il teatro vivrà probabilmente per sempre, la dimostrazione sono i numeri 172mila biglietti venduti nell'ultima nostra stagione, la settantesima".

Oltre alla programmazione per il palcoscenico, la stagione si articola poi in una proposta di attività e iniziative sul filone della sostenibilità, dell'accessibilità e della partecipazione del pubblico.

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Romania, Putin: serve un'indagine per capire provenienza del drone

Roma, 29 mag. (askanews) - Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che sarà possibile stabilire le responsabilità di quanto avvenuto in Romania solo dopo un'indagine approfondita e completa.

"Nessuno può dire quale sia l'origine di un determinato velivolo finché non viene effettuata un'analisi tecnica del mezzo. Sappiamo infatti che droni ucraini sono entrati anche in Finlandia", ha affermato Putin in una conferenza stampa ad Astana, osservando che "droni ucraini sono entrati anche in alcuni Paesi baltici".

"La prima reazione è stata esattamente la stessa di quella che vediamo ora in Romania: 'allarme, arrivano i russi, i russi attaccano'. Poi, dopo poco tempo, si è scoperto che non avevano nulla a che fare con velivoli russi, ma erano droni di origine ucraina che avevano perso la rotta", ha spiegato il presidente russo.

Putin ha proposto che i frammenti del drone vengano consegnati alla Russia: "Ce li consegnino e faremo un'indagine obiettiva", ha concluso.

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Deschamps: ci vedono già in finale ai Mondiali. Non mi piace affatto

Clairefontaine-en-Yvelines (Francia), 29 mag. (askanews) - "La gente sta già pensando al 19 luglio, e questo non mi piace affatto", ha dichiarato Didier Deschamps, allenatore della nazionale francese, che sta iniziando la preparazione per i Mondiali del 2026 al centro di allenamento di Clairefontaine, aggiungendo che "prima di pensare a tutto ciò che accadrà lassù, ci sono passi importanti da compiere".

"Non voglio negare che siamo tra i favoriti. Siamo superiori alle altre nazioni, come prima di ogni grande Coppa del Mondo? Logicamente, ci sono 7 o 8 squadre con quell'ambizione, solo una la raggiungerà - ha aggiunto - Non si tratta di scappare; l'ambizione è essenziale, così come la competitività. C'è una parola importante: umiltà"

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