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Pozzi: ricerca, sicurezza, comunità, la Sostenibilità secondo PPG

sabato 9 febbraio 2019
1' di lettura

Milano 4 feb. (askanews) - Proteggere e colorare il mondo per renderlo più bello: nel claim che accompagna il logo PPG non c'è solo il richiamo al core business aziendale (PPG è un colosso mondiale della chimica che produce vernici, smalti, rivestimenti e materiali speciali), ma anche l'indirizzo che l'azienda ha voluto dare alla sua strategia di Corporate social responsibily. Alessandra Pozzi, coordinatrice delle iniziative di Csr in Italia per il gruppo PPG ha spiegato la visione che anima i diversi progetti di sostenibilità già realizzati dall'azienda in cui opera partecipando alla tappa torinese del Salone della Csr. Attiva da 135 anni e presente in Italia con sei siti produttivi, la multinazionale statunitense ha presentato la propria esperienza sulla Csr, mostrando di affrontare senza esitazione la responsabilità di operare in un settore industriale - quello chimico - particolarmente delicato e dalle molteplici criticità, a cominciare da quella ambientali. Importanti in tal senso gli investimenti in ricerca e sviluppo finalizzati alla sicurezza dei lavoratori e degli impianti, e dei prodotti in chiave ecosostenibile. Ma accanto all'innovazione, in Italia hanno avuto particolare riscontro proprio i progetti che coinvolgono i dipendenti con le comunità dei territori dove sono dislocati gli impianti, come il Colourful Communities che vede i lavoratori delal multinazionale adoperari per ridipingere e ripristinare scuole, ospdali monumenti delle comunità vicine agli impianti produttivi. In Piemonte, infine, nel 2018 PPG ha dato vita con altre aziende all'Alessandria Sustainability Lab, network di imprese del territorio per l'Agenda 2030. ( luca.ferraiuolo@askanews.it )

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Un anno dopo "Filiere d'Impatto": come procede il progetto SIMEST

Capua, 18 giu. (askanews) - 10 accordi firmati con imprese champions e grandi prospettive di crescita. Ad un anno dal suo avvio, il progetto "Filiere d'Impatto", promosso da SIMEST coadiuvato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, tira le somme. Obiettivo centrale di Simest, è il sostegno alle imprese del nostro territorio. Aerosoft è l'esempio concreto che meglio descrive il lavoro di Simest.

L'intervento dell'amministratore delegato di Aerosoft, Valentina Floro Flores: "La società Aerosoft nasce circa 40 anni fa ed è stata fondata nei primi anni Ottanta da mio padre, Francesco Floro Flores. Come società di fornitura, all'interno di importanti filiere avanzate tecnologicamente, ci collochiamo come un partner che riesce a seguire tutte le fasi di definizione di nuovi prodotti in uscita sul mercato. A partire da aspetti anche complessi sotto il punto di vista tecnico e tecnologico, riuscendo a coprire più fasi fino alla messa in produzione per conto dei nostri grandi clienti. Nei primi anni 2000 abbiamo iniziato un processo di internazionalizzazione che ci ha portato prima in America, poi successivamente abbiamo fatto scelte durature e definitive, acquisendo una società in Francia, a Tolosa. Ci siamo spostati anche in Germania per il comparto Motiv e oggi, oltre a una società di ingegneria, siamo anche una società di produzione."

La collaborazione consolidata con alcune delle principali imprese capofiliera del settore ha rappresentato per Aerosoft un importante fattore di accesso agli strumenti di supporto all'internazionalizzazione messi a disposizione da SIMEST.

Il commento di Andrea D'Aguanno, responsabile finanziamenti agevolati area centro-sud Simest: "Grazie alla collaborazione con Leonardo e Fincantieri, Aerosoft ha potuto accedere alla misura Africa, un finanziamento agevolato per le imprese, o le loro filiere, collegate al territorio africano".

L'intervento dell'amministratore delegato di Aerosoft, Valentina Floro Flores: "Noi abbiamo avuto merito creditizio per un finanziamento di un milione di euro. Simest, in qualità di partner finanziario strategico, ha supportato Aerosoft nella crescita, ma ha anche garantito la possibilità di destinare risorse a condizioni agevolate a investimenti su nuovi impianti e al consolidamento di impresa."

Le parole di Andrea D'Aguanno, responsabile finanziamenti agevolati area centro-sud Simest: "Da oltre un anno abbiamo avviato il progetto filiere con l'obiettivo di collaborare con i principali champions di settore e di supportarne l'intera catena del valore."

Nuovamente l'amministratore delegato di Aerosoft, Valentina Floro Flores: "Simest ha un valore strategico importante come partner finanziario, anche per i suoi connotati istituzionali: ha un mandato e svolge il proprio lavoro con un'attenzione molto forte al tessuto industriale italiano. Molto spesso questi strumenti sono ritagliati e adattati a misura, affinché aziende italiane all'estero possano vivere la competizione senza alcun tipo di gap. In questo modo le imprese italiane vengono poste nei mercati esteri in una capacità competitiva che nulla deve invidiare all'estero."

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Come cambia la politica green

Roma, 18 giu. (askanews) - La transizione sostenibile rappresenta il nuovo terreno della competizione economica globale. Tuttavia, emerge un forte disallineamento tra politica e imprese sugli strumenti messi a disposizione dai governi e, soprattutto, un'eccessiva complessità normativa che compromette l'efficacia delle azioni. È quanto emerge dal Rapporto Strategico 2026 "Le priorità non negoziabili per le imprese e il futuro della transizione sostenibile", realizzato da TEHA Group in collaborazione con Erion e presentato in occasione del Forum Erion 2026 presso il Palazzo della Cancelleria a Roma.

Per questo, nonostante l'imprevedibilità dell'attuale scenario regolatorio europeo, oltre il 75% delle aziende ritiene opportuno mantenere o incrementare i propri impegni in materia di sostenibilità. Ma quali sono le principali criticità che imprese e istituzioni devono affrontare e quali le indicazioni che le istituzioni italiane ed europee dovrebbero raccogliere per sostenere in modo più efficace la competitività del nostro sistema produttivo?

Le parole di Danilo Bonato, Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali Erion: "Questo periodo che stiamo attraversando viene definita l'era dei predatori. E' un momento molto complicato: predatori politici, predatori tecnologici e le imprese si muovono in questa fase di instabilità. Ci sono due criticità sopra tutte le altre. La prima è che i mercati e i sistemi dei prezzi non sembrano riconoscere gli investimenti in sostenibilità e quindi le imprese sono confuse. L'altro aspetto invece riguarda le difficoltà che le imprese incontrano quando devono prendere decisioni o pianificare degli investimenti oggi, perché c'è molta più complessità, molta più incertezza rispetto al passato"

A cosa le aziende non vogliono rinunciare in materia di sostenibilità per continuare a competere e cos'è la Transizione Competitiva?

L'intervista a Carlo Cici, Partner & Head of Sustainability di TEHA Group: "Le aziende non rinuncerebbero mai alle attività su efficienza energetica, attenzione, salute e sicurezza sul lavoro e soprattutto sull'economia circolare. Quindi anche il pensare che semplificare, togliere sia qualcosa che aiuti le aziende, in realtà questo non è il risultato del nostro ascolto che abbiamo fatto delle aziende con una survey e con un focus group. Noi ci aspettiamo che le istituzioni nei prossimi cinque anni non spingeranno di più sulla sostenibilità, allo stesso tempo in un mercato insostenibile le aziende non faranno profitti."

La sfida per l'Europa e per l'Italia, consiste nel costruire un nuovo patto competitivo, in cui sostenibilità e crescita siano obiettivi integrati della stessa strategia industriale. In questo scenario, sistemi collettivi come quelli dell'ecosistema Erion possono e devono, contribuire a rendere la transizione più efficace, supportando le imprese nella gestione delle risorse, nello sviluppo dell'economia circolare e nel raggiungimento degli obiettivi ambientali europei.

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Milano, 18 giu. (askanews) - L'emittente pubblica iraniana annuncia che l'Iran e gli Stati Uniti hanno firmato un accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente. "Il testo del Memorandum d'intesa per porre fine alla guerra tra gli Stati Uniti e il regime sionista contro la Repubblica islamica dell'Iran è stato firmato nelle prime ore di giovedì 18 giugno tra i presidenti degli Stati Uniti e dell'Iran", afferma un conduttore televisivo mentre vengono mostrate le foto del presidente iraniano Masoud Pezeshkian che tiene in mano il documento firmato.

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