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Psicoterapia e vita si fondono nel libro "Il nome delle cose"

sabato 14 dicembre 2019
2' di lettura

Roma, 10 dic. (askanews) - Raccontare la psicoterapia attraverso le storie di chi l'ha sperimentata, e con gli occhi dello psicologo che queste storie le accoglie, intrecciandole inevitabilmente con la sua vita quotidiana. E' questo l'approccio del libro "Il nome delle cose", dello psicologo palermitano Davide Greco, che mira a restituire una nuova luce ad una figura professionale spesso vista con scetticismo. "Dietro questo libro c è la volontà di far vedere che lo psicologo non è solo ed esclusivamente un dispensatore di consigli, una ulissiana sirena - ha spiegato Greco -. Bensì un professionista con la sua vita privata. Le bollette, i figli da seguire. Una vira normale insomma. E' un po' una specie di urlo liberatorio su chi verso questa posizione pensa che siamo solo dei mistificatori". Il libro è stato presentato nel corso di un recital che ha affollato l'auditorium San Mattia ai Crociferi di Palermo. "Nasce da una serie di racconti molto intimi - ha aggiunto l'autore -. Alla fine la parola romanzo è così mastodontica che solo il pensiero di poterlo creare era lontano anni luce. Invece, tra un bicchiere di vino e un whisky, in questi posti descritti e romanzati, scrivevo, scrivevo e senza rendermene conto sono venute fuori queste 160 pagine. E la cosa più assurda è che l'indomani avevano un senso". Un senso amplificato e accompagnato per tutta la narrazione dalla musica, che nel libro diviene una importante chiave di lettura e d'interpretazione della realtà, tanto per i pazienti del protagonista, che per il protagonista stesso. "Nelle canzoni sono nascoste riposte che noi cerchiamo e non troviamo - ha concluso Greco -. Da qua il titolo, cioè dare il nome alle cose è importante perché magari spesso lo sbagliamo e successivamente ci troviamo anni dopo con problemi senza avere cercato il loro vero nome".

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Guzzanti intervista Albanese: sanzioni "Usa e getta", sospesa sospensione

Roma, 26 mag. (askanews) - "Siamo venuti fino in Tunisia per festeggiare e anche per intervistare Francesca Albanese, uscirà a breve una lunga e articolata intervista. Siamo qui per festeggiare la sospensione delle sanzioni ed oggi è uscita la notizia che gli Stati Uniti hanno sospeso la sospensione": esordisce così in un video pubblicato sul suo profilo Instagram l'attrice e regista Sabina Guzzanti mentre intervista la relatrice speciale Onu sui territori palestinesi occupati Francesca Albanese. Titolo del post "sanzioni Usa e getta".

É uscita la notizia "che l'amministrazione americana ha fatto ricorso contro l'ordine di sospensione delle sanzioni richiesto dal giudice", precisa Albanese.

"E siccome abbiamo l'impressione che le notizie su Francesca Albanese in Italia vengono date con un po' di malizia e approssimazione, spieghiamo che non sono gli Stati Uniti che ci hanno ripensato", ribadisce Guzzanti.

"Quello che so è che il governo americano ha fatto appello e adesso automaticamente dovrebbe scattare la sospensione della sospensione. Ci vogliono 15 giorni affinché il giudice d'appello si pronunci. Continuo ad avere fede nel sistema della giustizia. la saga non è finita", conclude Albanese.

Secondo un'ordinanza emessa venerdì 22 maggio, un collegio di tre giudici della Corte d'Appello degli Stati Uniti del Distretto di Columbia ha sospeso l'ordinanza del tribunale di grado inferiore che aveva bloccato le misure annunciate dal segretario di Stato americano Marco Rubio. La sentenza della corte d'appello consente a Washington di "attuare e far rispettare" la designazione di Albanese come cittadina straniera soggetta a sanzioni mentre la corte esamina il ricorso d'urgenza del governo.

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Sanchez alla FAO a Roma, tra sicurezza alimentare e violenze Flotilla

Roma, 26 mag. (askanews) - Il premier spagnolo Pedro Sànchez in visita a Roma è stato accolto dal direttore generale della FAO, Qu Dongyu, e dalla direttrice esecutiva Cindy Lou, nel quartier generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura. Il leader spagnolo ha preso parte a una riunione sull'impatto di un potenziale blocco prolungato dello stretto di Hormuz sulla sicurezza alimentare e l'alimentazione. Nel corso del suo intervento ha dichiarato:

"Sono stati registrati più di 20.000 attacchi, più di 20.000 attacchi, contro mercati, terreni agricoli e sistemi di distribuzione alimentare solo negli ultimi 8 anni. Ciò accade in molti scenari di guerra, certamente a Gaza, dove alcuni cercano di vincere una guerra sottoponendo quella popolazione alla fame".

"Sono, per inciso, gli stessi che la scorsa settimana hanno umiliato, maltrattato e abusato dei membri di una flotilla che stava solo cercando di consegnare aiuti umanitari", ha aggiunto Sanchez, condannando nuovamente il trattamento riservato da Israele agli attivisti della flotilla.

"La profonda convinzione è che il rispetto del diritto internazionale non sia solo un imperativo diplomatico - cosa che è - ma anche l'unica garanzia che ci permetta, insieme, di raggiungere la prosperità globale. Per questo motivo, caro Direttore Generale, la Spagna condanna fermamente gli attacchi contro la popolazione civile e le infrastrutture critiche, chiede il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario e della libertà di navigazione e sostiene tutti gli sforzi di mediazione volti a porre fine definitivamente alla violenza".

TMNews

De Gregori: da dieci anni non scrivo perchè non sento più ispirazione

Milano, 26 mag. (askanews) - Un docufilm, un album dal vivo, due nuove residenze e tanti altri live, il progetto "Nevergreen (Perfette sconosciute)" è dedicato alle canzoni meno note di Francesco De Gregori, ed è nato con la residenza del cantautore al Teatro Out Off di Milano di due anni fa.

"Nevergreen secondo me può voler dire le canzoni che non sono mai diventate famose e che forse mai diventeranno famose".

Un modo di raccontare intimo e autentico, oltre 50 anni di musica che sono una pietra miliare nella nostra storia, anche se non ci sono nuovi brani.

"Saranno circa dieci anni che non sento più l'ispirazione ribollire dentro di me. Una cosa che mi dispiace, ma non ne faccio un dramma. Tecnicamente sono in grado di scrivere una canzone anche in un pomeriggio se ho l'ispirazione".

Questo non significa smettere di suonare. "Io posso continuare a fare concerti finché mi va di fare concerti anche se non scrivo canzoni perché comunque canto le canzoni che ho scritto che sono tante e questo mi permette di continuare. Questo mestiere in pensione non si va mai, ci si va perché o ti stanchi tu o si stanca il pubblico. Quando succederà una di queste due cose non mi vedrete più, ma non farò nemmeno un grande annuncio prima, semplicemente sparirò".

Sempre capace di stupire e fuori dagli schemi, con eleganza e una punta di ironia, come quando ha scelto di fare un disco e due concerti con Checco Zalone.

"Questo fa parte un po' delle mie stramberie, come dicevo prima, di non essere proprio allineato alle regole del mainstream, perché chi si aspetta De Gregori quello serio che fa canzoni come Generale poi magari non può immaginarsi che faccia un disco con Checco Zalone".

Ha raccontato la guerra e la società e dopo tanti anni le sue canzoni che sono sempre attuali:

"Mi addolora tutto quello che sta succedendo adesso. Non voglio dire che questo l'avessi già previsto quando ho scritto Generale o Il vestito del violinista. Non c'era bisogno di prevederlo, bastava guardarsi intorno, uscire un po' fuori dal nostro recinto dell'Europa per capire che il mondo comunque era coinvolto in guerre, massacri, ingiustizie e cose orribili. Quelle canzoni nascono allora e valgono purtroppo anche per adesso".

Del suo no a Sanremo spiega: da giovane aspirante cantautore ho visto quello che è successo a Tenco e ho promesso a me stesso che non ci sarei mai andato".

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A Roma apre il cinema FCE Majestic: due sale, un caffè e film on demand

Roma, 26 mag. (askanews) - Apre in pieno centro a Roma, all'interno di Palazzo Odescalchi, il FCE Majestic, cinema contemporaneo con due sale, un salotto-caffè che diventa luogo di condivisione prima o dopo le proiezioni, una programmazione fatta di anteprime, prime visioni, incontri con i protagonisti del cinema, e la possibilità, attraverso una app, di vedere film on demand.

La qualità della visione e l'ospitalità sono al centro del progetto guidato da Richard Borg, uno dei protagonisti dell'industria cinematografica italiana sul fronte distribuzione e mercato, insieme al produttore Marco Belardi, con i soci fondatori Luigi Borg e Francesco Bove.

Le due sale, da 33 e 47 posti, offrono tecnologia e confort per un'esperienza immersiva, con schermi e impianto audio di altissima qualità e poltrone recliner personalizzate. La programmazione on demand rappresenta una novità assoluta per l'Italia, come ha spiegato Marco Belardi: "Ci saranno tutti i tipi di film, ci saranno anche i film sottotitolati, e poi la grande novità è che abbiamo un'applicazione dove lo spettatore può registrarsi, può chiedere di vedere un film che non è un film di prime visioni, ma tipo, non so La grande guerra: lui lo indica e se raggiungiamo almeno dieci persone andiamo a programmare anche quel film".

Gli spazi di quello che fu il Teatro d'Arte di Roma diretto da Pirandello, oggi completamente ristrutturati, diventeranno dunque il luogo d'incontro di chi fa il cinema e chi ama il cinema. "L'idea è proprio quella di far partecipare a questo cinema registi, attori, autori, e metterli in contatto con il grande pubblico, con gli spettatori, quindi cercare di fare un club".

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