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De Gregori: da dieci anni non scrivo perchè non sento più ispirazione

di TMNews martedì 26 maggio 2026
2' di lettura

Milano, 26 mag. (askanews) - Un docufilm, un album dal vivo, due nuove residenze e tanti altri live, il progetto "Nevergreen (Perfette sconosciute)" è dedicato alle canzoni meno note di Francesco De Gregori, ed è nato con la residenza del cantautore al Teatro Out Off di Milano di due anni fa.

"Nevergreen secondo me può voler dire le canzoni che non sono mai diventate famose e che forse mai diventeranno famose".

Un modo di raccontare intimo e autentico, oltre 50 anni di musica che sono una pietra miliare nella nostra storia, anche se non ci sono nuovi brani.

"Saranno circa dieci anni che non sento più l'ispirazione ribollire dentro di me. Una cosa che mi dispiace, ma non ne faccio un dramma. Tecnicamente sono in grado di scrivere una canzone anche in un pomeriggio se ho l'ispirazione".

Questo non significa smettere di suonare. "Io posso continuare a fare concerti finché mi va di fare concerti anche se non scrivo canzoni perché comunque canto le canzoni che ho scritto che sono tante e questo mi permette di continuare. Questo mestiere in pensione non si va mai, ci si va perché o ti stanchi tu o si stanca il pubblico. Quando succederà una di queste due cose non mi vedrete più, ma non farò nemmeno un grande annuncio prima, semplicemente sparirò".

Sempre capace di stupire e fuori dagli schemi, con eleganza e una punta di ironia, come quando ha scelto di fare un disco e due concerti con Checco Zalone.

"Questo fa parte un po' delle mie stramberie, come dicevo prima, di non essere proprio allineato alle regole del mainstream, perché chi si aspetta De Gregori quello serio che fa canzoni come Generale poi magari non può immaginarsi che faccia un disco con Checco Zalone".

Ha raccontato la guerra e la società e dopo tanti anni le sue canzoni che sono sempre attuali:

"Mi addolora tutto quello che sta succedendo adesso. Non voglio dire che questo l'avessi già previsto quando ho scritto Generale o Il vestito del violinista. Non c'era bisogno di prevederlo, bastava guardarsi intorno, uscire un po' fuori dal nostro recinto dell'Europa per capire che il mondo comunque era coinvolto in guerre, massacri, ingiustizie e cose orribili. Quelle canzoni nascono allora e valgono purtroppo anche per adesso".

Del suo no a Sanremo spiega: da giovane aspirante cantautore ho visto quello che è successo a Tenco e ho promesso a me stesso che non ci sarei mai andato".

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