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Speranza:la stagione dei tagli in sanità è definitivamente chiusa

sabato 7 dicembre 2019
2' di lettura

Roma, 5 dic. (askanews) - Con l'abolizione del superticket, l'aumento di due miliardi di euro del fondo sanitario nazionale e lo sblocco delle risorse per l'edilizia, può dirsi definitivamente chiusa la stagione dei tagli nella sanità. Ora però è necessario un nuovo patto politico e sociale capace di affrontare in maniera vincente non solo la domanda che arriva dal territorio ma anche le esigenze del nostro paese alle prese con una nuova sfida demografica. Sono questi alcuni dei messaggi che il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha lanciato partecipando questa mattina ad un tavolo di lavoro, promosso da Hdrà e dallo studio Di Pardo, insieme al presidente dell'Aifa Domenico Mantoan, e ad Angela Adduce, del ministero dell Economia. Speranza ha ricordato che a breve si raggiungerà l'intesa con le Regioni sul nuovo Patto della Salute, mentre nel decreto fiscale che sta per essere votato dalla Camera, ci sono misure che permetteranno alle Regioni di poter tornare ad assumere personale sanitario. Sull'importanza del nuovo Patto della Salute, si è soffermato anche il presidente dell'Aifa, Domenico Mantoan. "L'impostazione che il ministro ha dato alla formazione di questo patto è di grande apertura e dialogo con le Regioni per andare a definire, all'interno del patto, in maniera condivisa e pattizia, la risoluzione di tutti i problemi che oggi ha un sistema sanitario come il nostro che produce grandi risultati di salute pubblica ma che ha bisogno di essere ammodernato. All'interno del patto credo che ci siano tutte le indicazioni e tutte le motivazioni per ammodernare questo sistema sanitario. Si sta lavorando, sono stati fatti molti incontri, credo che si sia in dirittura d'arrivo e credo che sarà un patto che permetterà di innovare e ammodernare il nostro sistema sanitario". L'intesa tra il Governo e le Regioni sul nuovo patto triennale della salute, definita ormai sui punti principali sia in sede tecnica, sia dal punto di vista politico, dovrebbe essere esaminata dalla prossima riunione Conferenza Stato-Regioni per il via libera definitivo.

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"Da ogni angolo del mondo, e in molti lingue, sono arrivati con un cuore e un obiettivo: raggiungere Gaza con aiuto umanitario", scrive martedì Maghreb Sumud, ricordando che "oggi, sono detenuti, e stiamo ancora aspettando la loro liberazione e rassicurazioni sulla loro sicurezza".

La delegazione dei 10 attivisti (oltre ai due italiani ci sono cittadini di Spagna, Polonia, Stati Uniti, Argentina, Uruguay e Tunisia), aveva tentato di negoziare a Sirte il passaggio del convoglio di aiuti umanitari diretto a Gaza.

Ai due italiani fermati, si aggiungono altri 7 connazionali che in Libia sarebbero stati sgomberati dall'accampamento dove si trovavano a Sirte e accompagnati a Misurata per essere rimpatriati; fonti della Global Sumud Flotilla riferiscono che ripartiranno da Tripoli via Istanbul, con arrivo all'aeroporto di Fiumicino domani alle 9,30. Fonti informate riferiscono che il console generale a Bengasi è in attesa di notizie per poter effettuare una visita consolare ai due militanti italiani arrestati.

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Raid israeliani in Libano, una densa colonna di fumo su Nabatieh

Milano, 26 mag. (askanews) - Una densa colonna di fumo si alza mentre i raid israeliani colpiscono Nabatieh, città del Libano meridionale, e le aree circostanti. Diversi attacchi hanno colpito la zona dopo un avviso di evacuazione senza precedenti emesso da Israele, ha riferito un corrispondente dell'Afp, il giorno dopo che almeno 11 persone sono rimaste uccise in un raid nella parte orientale del Paese. Secondo il media L'Orient-Le Jour sono stati compiuti 33 raid israeliani nel distretto di Nabatieh in un'ora.

L'esercito israeliano ha confermato oggi di aver esteso le sue operazioni di terra contro Hezbollah oltre la "Linea Gialla" stabilita nel Libano meridionale per delimitare un'area sotto il suo controllo.

L'esercito "sta operando in modo mirato oltre la linea di difesa avanzata al fine di eliminare le minacce dirette ai cittadini dello Stato di Israele e ai soldati in conformità con le direttive dei vertici politici".

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"E siccome abbiamo l'impressione che le notizie su Francesca Albanese in Italia vengono date con un po' di malizia e approssimazione, spieghiamo che non sono gli Stati Uniti che ci hanno ripensato", ribadisce Guzzanti.

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