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Spagna, Sanchez bocciato una seconda volta: elezioni più vicine

sabato 27 luglio 2019
2' di lettura

Madrid, 25 lug. (askanews) - Con solo 124 voti a favore, 155 contrari e 67 astenuti le Cortes hanno bocciato per la seconda volta l'investitura del socialista Pedro Sanchez alla guida del governo spagnolo: scattano quindi i due mesi previsti dalla Costituzione per negoziare un nuovo incarico, sempre che un nuovo dibattito di investitura abbia esito positivo entro il 23 settembre. Lo spauracchio di un ritorno alle urne si fa più vicino, senza che siano stati risolti - e neanche affrontati - i numerosi problemi economici, territoriali e istituzionali del Paese. Nonostante un'offerta dell'ultimo minuto del leader di Unidas Podemos, Pablo Iglesias, i negoziati per un accordo di governo fra le sinistre sono naufragati definitivamente, mentre è iniziata la guerra delle responsabilità. "Rinunciamo al ministero del Lavoro se ci darete le competenze per dirigere le politiche attive del lavoro in questo paese. Abbiamo fatto una nuova proposta, siamo ancora in tempo per salvare questa sessione di investitura e avere un governo di coalizione. Se lei non accetta la nostra proposta, torno a tenderle la mano: non porti gli spagnoli alle elezioni. Negozi con noi, con rispetto". "Lei continua, signor Iglesias, a non voler capire che ci serve un governo: un governo coerente e coeso, non due governi in uno". L'obiettivo dei socialisti di Sanchez sarebbe riconquistare l'egemonia della sinistra, mettendo all'angolo Podemos fino a trasformarla in una forza residuale e tornare di fatto a una situazione di bipolarismo istituzionale con la destra. Ma nonostante la vittoria elettorale del 28 aprile scorso e i 124 deputati ottenuti, il Psoe non ha i numeri per tornare a governare da solo e serve un accordo di coalizione o un appoggio esterno della sinistra o degli indipendentisti catalani di Esquerra Republicana: entrambe condizioni che non appaiono facili da realizzare.

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