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Etica e business, nasce Ethos, Osservatorio sull'etica pubblica

domenica 6 ottobre 2019
3' di lettura

Roma, 1 ott. (askanews) - Esaminare le grandi questioni della società contemporanea, sempre più complessa, in una prospettiva etica. È l'obiettivo di Ethos, neonato osservatorio sull'etica pubblica, lanciato il primo ottobre a Villa Blanc, sede della Luiss Business School, a Roma. Tra i tanti ospiti importanti chiamati a tenere a battesimo Ethos, anche la vice-ministra all'istruzione, università e ricerca, Anna Ascani, che alla Luiss sta svolgendo un corso di dottorato: "Si tratta di un osservatorio importantissimo, perché cerca di rimettere l'etica al centro del dibattito pubblico, spesso se ne parla in termini sbrigativi, si parla di come reintrodurre un senso etico nella nostra società fatta spesso di tifosi, di linguaggi violenti, cattivi, l'etica che torna al centro del dibattito pubblico sfida anche la politica e anche per questo per me è un piacere essere qui". L'ideatore di Ethos, il filosofo e accademico Sebastiano Maffettoni, che per contrastare il calo di fiducia dei cittadini nei confronti di politica, media, giustizia e banche, suggerisce: "Ci vorrebbe Superman per riuscirci, quello non sono io. Però siamo molti, siamo coerenti tra di noi, abbiamo idee molto simili. Crediamo che l'etica pubblica possa essere un oggetto di studio, ma anche di pratica, che aiuti a recuperare capitale sociale, senza capitale sociale non si crede nella politica, non si crede nei giornali, non si crede nella televisione, non si crede negli altri, non si può lavorare, non si può vivere bene". Ethos prevede eventi, programmi di formazione e attività di ricerca articolate in 4 macro aree: "La prima è la Business Ethics, il mondo del lavoro e della produzione dal punto di vista etico, la seconda è il Digitale, la terza è l'Arte contemporanea che merita una riflession etica glielo assicuro, poi la Bioetica, uno nostro tema classico, studiando la dipendenza e la disabilità e così via", ha spiegato ancora Maffettoni, giurando di non essersi ispirato a nessun modello estero. "Noi siamo i primi e i più bravi", ha ironizzato. Tra i super ospiti, oltre al giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese, l'ex ministro Claudio de Vincenti, il direttore della Luiss Giovanni Lo Storto, Luciano Violante, ex magistrato ed ex presidente della Camera dei deputati: "Credo che bisogna valorizzare la funzione delle comunità, senza comunità non c'è etica e perché le comunità si sono dissolte in questo momento", ha affermato. "Essere etici non significa essere più buoni, ma più bravi a fare quello che facciamo", è il consiglio che il direttore della Luiss Business School, Paolo Boccardelli, dà ai suoi studenti-futuri manager: "L'etica, la responsabilità, la sostenibilità, non sono una ciliegina sulla torta, non sono qualcosa da far vedere, inquino da una parte e poi finanzio una comunità in Africa, non è questa l'etica e la responsabilità e la sostenibilità. Noi crediamo che l'etica sia come il rum del babà, deve essere qualcosa che dà sapore, che dà sostanza nuova a quella pasta che è il rum e che in qualche modo diventa il dolce straordinario che noi conosciamo. Tutte le organizzazioni senza l'etica, senza la responsabilità e la sostenibilità non possono diventare un dolce straordinario come il babà".

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Nella spirale del tempo: Charrière incontra Canova al Museo Correr

Venezia, 2 mag. (askanews) - C'è sempre una profondità geologica nel lavoro di Julian Charrière, che diventa ragionamento sulle profondità umane, sul nostro essere parte di un tempo e di un luogo che hanno una intensità maestosa. E ora questa profondità torna in una veste inedita al museo Correr di Venezia, in un dialogo con le sculture di Antonio Canova, che partecipano alle sue installazioni e, letteralmente, ne risuonano.

"Io sono particolarmente interessato alla prospettiva del tempo che è contenuta in certi materiali - ha detto Charrière ad askanews - Canova invece è come se volesse fissare l'attimo nelle sue sculture, si tratta di proiettare questa effige del momento sul lungo periodo, mentre il mio lavoro in effetti guarda a come sono le dinamiche dei processi della terra e come tutto sia un flusso. Da questo credo nasca un confronto, che genera una tensione tra il mio e il suo lavoro".

La tensione è percepibile ed è emozionante, cambia la prospettiva sulle storiche sale del museo e apre a nuove possibilità. E per il Correr è un modo di raccontare diversamente anche se stesso, come ci ha detto la direttrice scientifica della Fondazione Musei Civici di Venezia, Chiara Squarcina: "Significa soprattutto, porre l'accento su questo artista, Antonio Canova, che in qualche modo oggi riesce ancora a catturare i talenti di artisti come Julian Charrière e creare un'installazione come questa, che vuole sottolineare soprattutto che l'arte contemporanea e l'arte antica sono in dialogo".

La mostra, intitolata "Spiral Economy", in fondo ragiona sul tempo e i tredici orologi che Charrière ha esposto, corrosi dagli elementi, sono una metafora della nostra relazione con questa grandezza, che per i fisici come tale non esiste e per noi è in fondo incommensurabile. "Qui il tempo è deostruito attraverso i processi geologici - ha aggiunto l'artista franco-svizzero - che alla fine reinventano il modo in cui ci confrontiamo con la durata".

Uno degli intenti del Museo Correr era anche quello di invitare a guardare al Canova con una nuova prospettiva, e la mostra effettivamente la offre. "Le sculture - ha concluso Julian Charrière - stanno facendo da testimoni ai film, da testimoni all'esposizione e quindi diventano come dei partecipanti e questo per me è molto importante, perché offre un'altra dinamica, una sorta di seconda vita all'opera".

La mostra resta aperta al pubblico a Venezia fino al 22 novembre.

TMNews

Usa: via 5.000 soldati dalla Germania dopo critiche Trump a Merz

Milano, 2 mag. (askanews) - Il Segretario alla Difesa USA Pete Hegseth ha ordinato il ritiro di circa 5.000 soldati dalla Germania entro 6-12 mesi, su decisione del Pentagono annunciata venerdì, in un contesto di crescenti frizioni transatlantiche legate alla guerra in Medio Oriente. La mossa segue le critiche del Presidente Donald Trump al Cancelliere tedesco Friedrich Merz, accusato di sottovalutare l'Iran nucleare, e precede l'aumento al 25% dei dazi su auto e camion UE dalla prossima settimana, per presunte violazioni commerciali.

Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha dichiarato venerdì in un comunicato che il ritiro sarà completato entro i prossimi sei-dodici mesi. Questa decisione fa seguito a un'attenta revisione della presenza militare del Dipartimento in Europa ed è dettata dalle esigenze operative e dalle condizioni sul campo, ha aggiunto Parnell.

Durante entrambi i suoi mandati, Trump ha minacciato più volte di ridurre il numero di truppe statunitensi in Germania e in altri alleati europei, affermando di volere che l'Europa si assuma una maggiore responsabilità per la propria difesa, anziché dipendere da Washington.

Trump minaccia riduzioni anche in Italia (12.662 soldati) e Spagna (3.814), punendo il mancato sostegno agli USA nella crisi dello Stretto di Hormuz bloccato dall'Iran. Il Ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul si dice "preparato", difendendo basi chiave come Ramstein, mentre l'UE ribadisce l'importanza della presenza USA per la sicurezza europea. Questa decisione riecheggia le politiche di Trump per spingere l'Europa a una maggiore autonomia difensiva, sullo sfondo del sostegno tedesco all'Ucraina.

TMNews

Fotografia Europea 2026: Ghostland, i fantasmi dell'algoritmo

Reggio Emilia, 2 mag. (askanews) - All'interno della ventunesima edizione di Fotografia Europea Fantasmi del Quotidiano, fino al 14 giungo 2026 nella sede di Palazzo Da Mosto la mostra collettiva Ghostland a cura di Arianna Catania espone opere di Zoé Aubry, Sara Bezovsek, Carolyn Drake, Alisa Martynova, Visvaldas Morkevicius, Mykola Ridnyi, Indr Serpytyt e Vaste Programme. La curatrice ha raccontato ad askanews l'esibizione: "Ghostland è una mostra collettiva che lega il lavoro di otto artisti e artiste che lavorano con le stesse tecnologie che usiamo ogni giorno: dagli algoritmi, alle intelligenze artificiali, alle telecamere di sorveglianza, alle piattaforme social. E navigano questo flusso di immagini dando un senso a questo infinito archivio digitale che si produce ogni giorno. La mostra si interroga su come è cambiata la fotografia e il mondo dell'immagine in un mondo iper-mediato dagli schermi: schermi che non sono più soltanto dispositivi, ma sono strumenti che creano nuovi ambienti cognitivi in cui si trasforma l'identità e si trasforma il nostro modo di guardare a guerre e catastrofi e il nostro modo di interagire. I fantasmi che animano questa mostra non sono presenze evanescenti, ma sono figure concrete. Si presentano attraverso profili, dati, numeri e algoritmi, ma siamo comunque noi che ci interfacciamo. Non è una mostra che vuole essere nostalgica e neanche apocalittica, vuole semplicemente constatare dove siamo e cosa sta succedendo: quello che gli artisti possono fare per decodificare il nostro mondo".

Ghostland propone una riflessione su come osserviamo gli altri e noi stessi, su come gli algoritmi ci sorvegliano, su come costruiamo il senso del pericolo e della fiducia verso un futuro da costruire. Attraverso pratiche artistiche sperimentali, la mostra collettiva invita a riflettere non solo su ciò che vediamo ma soprattutto su ciò che resta fuori dal campo: i punti ciechi, le omissioni, gli spazi dove la realtà continua a sfuggire o a palesarsi soltanto attraverso la cornice dello schermo.

I progetti di Indr Serpytyt e Visvaldas Morkevicius fanno parte del programma Cultura Lituana in Italia 2025-2026, realizzato dall'Istituto di Cultura Lituano e dall'Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana. La ventunesima edizione di Fotografia Europea è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

TMNews

Pecoraro Scanio: "Pannella esempio di buona politica"

Roma, 2 mag. (askanews) - "Nel giorno dell'anniversario della nascita di Marco Pannella, voglio rendere omaggio a una figura che ha dato moltissimo al nostro Paese, segnando in modo profondo le battaglie sui diritti civili, sull'ambiente, sulla legalità e contro la partitocrazia", dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e promotore della rete Ecodigital e da ventenne presidente del partito radicale in Campania e autore del libro "la lezione di Marco" .

"Pannella ha dimostrato che la politica può essere fatta coinvolgendo le persone e creando innovazione, a partire dall'uso dei referendum come strumento di democrazia diretta. Ricordo il mio impegno, già da minorenne giovanissimo, nelle campagne referendarie e nelle raccolte firme dei radicali, contro il nucleare, contro la caccia e per iniziative sul finanziamento pubblico dei partiti, battaglie che nel tempo sono state riprese e condivise da tanti ".

"È stato anche un innovatore nella comunicazione politica, anticipando pratiche che oggi sono diffuse come inserire il nome del leader nel simbolo elettorale . La sua lezione resta attuale: gli incarichi pubblici non sono un fine, ma strumenti per realizzare iniziative concrete e migliorare la vita delle persone e del pianeta".

"Pur avendo avuto anche divergenze su alcuni temi, restano centrali i valori che hanno guidato la sua azione: pace, nonviolenza, democrazia, diritti civili, innovazione ed ecologia".

"È importante - conclude Pecoraro Scanio - che il nostro Paese sappia riconoscere esempi di buona politica. Marco Pannella rappresenta senza dubbio uno di questi".

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