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Linkem, Sara e Toyota puntano sulle smart city del futuro

sabato 21 dicembre 2019
2' di lettura

Roma, 17 dic. (askanews) - Linkem, Sara e Toyota puntano sull'innovazione e sono pronte a rendere smart le città del futuro. Diventano partner di 'Urban Tech WorkLab', il programma di pre-accelerazione promosso da LVenture e Regione Lazio con l'obiettivo di aiutare le startup più promettenti a sviluppare soluzioni innovative per le città del futuro in ottica di 'Open Innovation'. Marco Brachini, direttore Marketing di Sara Assicurazioni, in occasione del gran finale di Urban Tech ha spiegato cosa li spinge a compiere il salto cuturale nella trasformazione tecnologica della vita urbana. "Noi partecipiamo con grande passione a questo tipo di programmi - ha spiegato - perché per noi il tema della tecnologia è un tema attuale su cui ci stiamo impegnando, su cui lavoriamo per cercare di trovare soluzioni che creano valore per tutta la nostra customer base. Lavoriamo ormai da tempo anche con LVenture perché lavorare a contatto con le startup ci permette di essere innanzitutto contaminati da questo spirito imprenditoriale nuovo, giovane e attuale che ci permette di fare quel salto culturale a cui ambiamo per sviluppare al meglio il nostro business ed essere sempre più attuali e moderni". Anche Toyota sta al passo con i tempi e punta a realizzare il passaggio da azienda automobilistica ad azienda di mobilità. Donato Santoro, Head of Innovation Digital e Mobility Toyota: "Il worklab con LVenture è uno dei tanti progetti di Toyota in questo momento. Siamo in una fase di transizione - ha raccontanto - in questo momento ci stiamo trasformando da automotive company ad azienda di mobilità e chiaramente l'innovazione non è qualcosa che programmi e quindi ci siamo aperti verso l'esterno, a partnership di vari tipo e con diversi operatori specializzati nell'ambito della mobilità. Guardare al mondo delle startup, portare dentro nuova linfa, nuove idee semplicemente per essere più vicini ai nostri clienti e migliorare l'efficienza dei nostri processi per noi è assolutamente la base della nostra cultura quotidiana". Linkem, aperta e interessata ai nuovi servizi di telecomunicazioni del futuro, guarda con grande interesse al mondo delle startup. Davide Rota, amministratore delegato di Linkem. "Questa partnership per Linkem è molto importante - ha sottolineato - Linkem è un operatore di telecomunicazioni relativamente giovane, molto focalizzato nell'andare a scoprire i nuovi servizi che possono essere i servizi di telecomunicazione del futuro. Quindi questa partnership fatta con LVenture su Urban Tech è stata un modo molto, molto veloce per vedere le migliori startup in questo ambito, in questo settore e per poter andare ad identificare quelle con cui lavorare. Oltre a questo siamo molto impegnati in questo ambito abbiamo un'unità apposita nell'azienda che si chiama LinkLab che va a selezionare le startup che sono nella fase iniziale della loro vita e che vorremmo aiutare sia con l'apporto aziendale dei nostri asset sia con un pò di aiuto finanziario a crescere come siamo cresciuti noi".

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Occupazione femminile 2025 al 58%, Italia si conferma in ritardo

Milano, 26 mag. (askanews) - L'Italia si conferma in ritardo nella partecipazione femminile al mercato del lavoro, tanto che nel 2025 il tasso di occupazione delle donne si è fermato al 58%, contro il 71,3% della media europea. È uno dei dati emersi durante la seconda edizione del Women's Empowerment Principles Forum, promosso da UN Women Italy, comitato italiano dell'agenzia delle Nazioni Unite dedicata all'uguaglianza di genere, organizzato insieme Deloitte Italia come knowledge partner e ospitato da Carter & Benson a Milano.

"I Wep - ha detto Darya Majidi, Presidente di UN Women Italy - sono i sette principi, Women Emporement principles, che le Nazioni Unite da tempo hanno offerto alle aziende come un framework di riferimento per poter valutare in un modo quantitativo la situazione della gestione della parità di genere non solo nell'azienda, ma anche fuori dall'azienda. Questi sette principi sono diffusi poco in Italia quindi l'obiettivo nostro è far conoscere questo riconoscimento importante delle Nazioni Unite e soprattutto creare una community, un network tra le aziende che hanno già firmato o le aziende che magari sono certificate con altri certificazioni come ISO o UNI e creare un ecosistema sano fra le aziende virtuose".

Nel corso dell'incontro è stato presentato il rapporto "Le aziende Wep in Italia", realizzato da Deloitte con Un Women Italy e Winning Women Institute, che evidenzia come nel mondo abbiano aderito ai Wep oltre 12 mila aziende in più di 190 Paesi, mentre in Italia le imprese firmatarie sono oggi 182.

"Il primo elemento sicuramente è garantire, e dal report questo emerge, un equo accesso al mondo del lavoro. Nel momento in cui lo garantiamo il secondo elemento sul quale è importante lavorare, e nel report emerge molto chiaramente, è un tema di progressione della carriera. L'Italia ha in questo caso un dato medio di board member in quota femminile di più del 44%, superiore alla media europea, grazie a interventi normativi che hanno portato a un'accelerazione del nostro Paese, ma se guardiamo all'interno della composizione solo il 2,9% di donne occupa posizioni in grado di essere driver decisionali" ha evidenziato Silvana Perfetti, Chair Deloitte Central Mediterranean.

C'è poi il mondo delle istituzioni, che oltre a fornire servizi adeguati, deve dare il buon esempio favorendo l'uguaglianza di genere all'interno delle proprie mura.

"Investire sulle risorse umane, in particolare sulla leadership al femminile, è un po' un atout che abbiamo bisogno di coltivare e far sì che diventi strutturale e non solo episodico. Abbiamo lavorato sulla certificazione della parità sul bilancio di genere, ma in generale su tutte quelle esperienze che fanno crescere la consapevolezza di come sia importante oggi creare il contesto per cui uomini e donne insieme possono far crescere il loro percorso personale e la comunità nel suo insieme" ha concluso Anna Scavuzzo, vice sindaco di Milano.

Segnali positivi arrivano infine dal fronte della certificazione di parità di genere: a febbraio 2026 le aziende italiane certificate secondo la UNI/PdR 125 hanno superato quota 12 mila, ben oltre il target fissato dal Pnrr. Un dato che, secondo i promotori, dimostra una crescente attenzione verso strumenti concreti e misurabili per ridurre il divario di genere.

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"Uno scuolabus proveniva da questa strada e si trovava in parallelo con la linea ferroviaria. L'autista ha cercato di attraversare i binari, che in quel momento erano chiusi. È successo alle 8:08. Un treno proveniente da Bruges si è scontrato con l'autobus"

A bordo c'erano in tutto sette bambini, fra loro ci sono due feriti gravi. Tutti illesi, invece, a bordo del treno.

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Energia, Murano (Unem): assemblea 2026 centrale per comprendere

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