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Occupazione femminile 2025 al 58%, Italia si conferma in ritardo

di TMNews martedì 26 maggio 2026
3' di lettura

Milano, 26 mag. (askanews) - L'Italia si conferma in ritardo nella partecipazione femminile al mercato del lavoro, tanto che nel 2025 il tasso di occupazione delle donne si è fermato al 58%, contro il 71,3% della media europea. È uno dei dati emersi durante la seconda edizione del Women's Empowerment Principles Forum, promosso da UN Women Italy, comitato italiano dell'agenzia delle Nazioni Unite dedicata all'uguaglianza di genere, organizzato insieme Deloitte Italia come knowledge partner e ospitato da Carter & Benson a Milano.

"I Wep - ha detto Darya Majidi, Presidente di UN Women Italy - sono i sette principi, Women Emporement principles, che le Nazioni Unite da tempo hanno offerto alle aziende come un framework di riferimento per poter valutare in un modo quantitativo la situazione della gestione della parità di genere non solo nell'azienda, ma anche fuori dall'azienda. Questi sette principi sono diffusi poco in Italia quindi l'obiettivo nostro è far conoscere questo riconoscimento importante delle Nazioni Unite e soprattutto creare una community, un network tra le aziende che hanno già firmato o le aziende che magari sono certificate con altri certificazioni come ISO o UNI e creare un ecosistema sano fra le aziende virtuose".

Nel corso dell'incontro è stato presentato il rapporto "Le aziende Wep in Italia", realizzato da Deloitte con Un Women Italy e Winning Women Institute, che evidenzia come nel mondo abbiano aderito ai Wep oltre 12 mila aziende in più di 190 Paesi, mentre in Italia le imprese firmatarie sono oggi 182.

"Il primo elemento sicuramente è garantire, e dal report questo emerge, un equo accesso al mondo del lavoro. Nel momento in cui lo garantiamo il secondo elemento sul quale è importante lavorare, e nel report emerge molto chiaramente, è un tema di progressione della carriera. L'Italia ha in questo caso un dato medio di board member in quota femminile di più del 44%, superiore alla media europea, grazie a interventi normativi che hanno portato a un'accelerazione del nostro Paese, ma se guardiamo all'interno della composizione solo il 2,9% di donne occupa posizioni in grado di essere driver decisionali" ha evidenziato Silvana Perfetti, Chair Deloitte Central Mediterranean.

C'è poi il mondo delle istituzioni, che oltre a fornire servizi adeguati, deve dare il buon esempio favorendo l'uguaglianza di genere all'interno delle proprie mura.

"Investire sulle risorse umane, in particolare sulla leadership al femminile, è un po' un atout che abbiamo bisogno di coltivare e far sì che diventi strutturale e non solo episodico. Abbiamo lavorato sulla certificazione della parità sul bilancio di genere, ma in generale su tutte quelle esperienze che fanno crescere la consapevolezza di come sia importante oggi creare il contesto per cui uomini e donne insieme possono far crescere il loro percorso personale e la comunità nel suo insieme" ha concluso Anna Scavuzzo, vice sindaco di Milano.

Segnali positivi arrivano infine dal fronte della certificazione di parità di genere: a febbraio 2026 le aziende italiane certificate secondo la UNI/PdR 125 hanno superato quota 12 mila, ben oltre il target fissato dal Pnrr. Un dato che, secondo i promotori, dimostra una crescente attenzione verso strumenti concreti e misurabili per ridurre il divario di genere.

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De Gregori: da dieci anni non scrivo perchè non sento più ispirazione

Milano, 26 mag. (askanews) - Un docufilm, un album dal vivo, due nuove residenze e tanti altri live, il progetto "Nevergreen (Perfette sconosciute)" è dedicato alle canzoni meno note di Francesco De Gregori, ed è nato con la residenza del cantautore al Teatro Out Off di Milano di due anni fa.

"Nevergreen secondo me può voler dire le canzoni che non sono mai diventate famose e che forse mai diventeranno famose".

Un modo di raccontare intimo e autentico, oltre 50 anni di musica che sono una pietra miliare nella nostra storia, anche se non ci sono nuovi brani.

"Saranno circa dieci anni che non sento più l'ispirazione ribollire dentro di me. Una cosa che mi dispiace, ma non ne faccio un dramma. Tecnicamente sono in grado di scrivere una canzone anche in un pomeriggio se ho l'ispirazione".

Questo non significa smettere di suonare. "Io posso continuare a fare concerti finché mi va di fare concerti anche se non scrivo canzoni perché comunque canto le canzoni che ho scritto che sono tante e questo mi permette di continuare. Questo mestiere in pensione non si va mai, ci si va perché o ti stanchi tu o si stanca il pubblico. Quando succederà una di queste due cose non mi vedrete più, ma non farò nemmeno un grande annuncio prima, semplicemente sparirò".

Sempre capace di stupire e fuori dagli schemi, con eleganza e una punta di ironia, come quando ha scelto di fare un disco e due concerti con Checco Zalone.

"Questo fa parte un po' delle mie stramberie, come dicevo prima, di non essere proprio allineato alle regole del mainstream, perché chi si aspetta De Gregori quello serio che fa canzoni come Generale poi magari non può immaginarsi che faccia un disco con Checco Zalone".

Ha raccontato la guerra e la società e dopo tanti anni le sue canzoni che sono sempre attuali:

"Mi addolora tutto quello che sta succedendo adesso. Non voglio dire che questo l'avessi già previsto quando ho scritto Generale o Il vestito del violinista. Non c'era bisogno di prevederlo, bastava guardarsi intorno, uscire un po' fuori dal nostro recinto dell'Europa per capire che il mondo comunque era coinvolto in guerre, massacri, ingiustizie e cose orribili. Quelle canzoni nascono allora e valgono purtroppo anche per adesso".

Del suo no a Sanremo spiega: da giovane aspirante cantautore ho visto quello che è successo a Tenco e ho promesso a me stesso che non ci sarei mai andato".

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A Roma apre il cinema FCE Majestic: due sale, un caffè e film on demand

Roma, 26 mag. (askanews) - Apre in pieno centro a Roma, all'interno di Palazzo Odescalchi, il FCE Majestic, cinema contemporaneo con due sale, un salotto-caffè che diventa luogo di condivisione prima o dopo le proiezioni, una programmazione fatta di anteprime, prime visioni, incontri con i protagonisti del cinema, e la possibilità, attraverso una app, di vedere film on demand.

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Le due sale, da 33 e 47 posti, offrono tecnologia e confort per un'esperienza immersiva, con schermi e impianto audio di altissima qualità e poltrone recliner personalizzate. La programmazione on demand rappresenta una novità assoluta per l'Italia, come ha spiegato Marco Belardi: "Ci saranno tutti i tipi di film, ci saranno anche i film sottotitolati, e poi la grande novità è che abbiamo un'applicazione dove lo spettatore può registrarsi, può chiedere di vedere un film che non è un film di prime visioni, ma tipo, non so La grande guerra: lui lo indica e se raggiungiamo almeno dieci persone andiamo a programmare anche quel film".

Gli spazi di quello che fu il Teatro d'Arte di Roma diretto da Pirandello, oggi completamente ristrutturati, diventeranno dunque il luogo d'incontro di chi fa il cinema e chi ama il cinema. "L'idea è proprio quella di far partecipare a questo cinema registi, attori, autori, e metterli in contatto con il grande pubblico, con gli spettatori, quindi cercare di fare un club".

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Caldo storico in Francia, temperature previste fino a 39 gradi

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