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Ken Loach a Roma: dopo la Brexit più dura la vita dei lavoratori

sabato 21 dicembre 2019
2' di lettura

Roma, (askanews) - A 83 anni Ken Loach non molla e nel nuovo film, "Sorry we missed you", nei cinema dal 2 gennaio, denuncia lo sfruttamento dei lavoratori. Il protagonista consegna pacchi a domicilio per una ditta in franchise, guidato da una macchinetta che ne controlla movimenti, orari, e traccia tutta la merce: 14 ore al giorno, senza garanzie, senza ferie né permessi malattia, con spese a suo carico per ogni inconveniente. Nessuna traccia di sindacati, le regole le detta la legge del profitto e la tecnologia è il suo braccio armato. Il regista, a Roma per presentare il film spiega: "Due terzi dei lavori negli ultimi dieci anni sono diventati precari, i lavoratori hanno molti meno diritti, ed è colpa dei sindacati e della sinistra perché non hanno lottato contro tutto questo. Nel nostro Paese c'è stato il catastrofico fallimento di Tony Blair, che ha anche contribuito alla morte di migliaia di persone in Iraq, e ha contribuito alla perdita dei diritti dei lavoratori. E' l'ala destra del partito social democratico, che purtroppo è in tutta Europa. Ecco perché siamo a questo punto, e dobbiamo lottare per una diversa analisi e un diverso programma". Nel Paese dove hanno appena trionfato i conservatori secondo Loach il futuro dei lavoratori sarà ancora più cupo: "Con un governo di estrema destra il business governerà tutto e l'accordo commerciale con l'America renderà ancora più dura la vita dei lavoratori perché il valore delle importazioni in America sarà più economico, e se vogliamo competere sui prezzi anche il lavoro dovrà costare di meno". E alla domanda cosa ne pensi dei movimenti di protesta che ci sono oggi in Europa, da quelli per la protezione dell'ambiente, ai gilet jaune in Francia alle Sardine in Italia, Loach risponde: "Credo sia bellissimo che esistano questi movimenti, li appoggio. La domanda è perché succedono queste cose, e quale è il programma politico ora: è una cosa che richiede analisi, discussioni, coinvolgimento democratico. Devono andare oltre una semplice manifestazione, altrimenti il rischio è che il programma venga imposto dall'esterno. Una manifestazione può essere un buon punto d'inizio ma non può essere il punto finale".

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De Gregori: da dieci anni non scrivo perchè non sento più ispirazione

Milano, 26 mag. (askanews) - Un docufilm, un album dal vivo, due nuove residenze e tanti altri live, il progetto "Nevergreen (Perfette sconosciute)" è dedicato alle canzoni meno note di Francesco De Gregori, ed è nato con la residenza del cantautore al Teatro Out Off di Milano di due anni fa.

"Nevergreen secondo me può voler dire le canzoni che non sono mai diventate famose e che forse mai diventeranno famose".

Un modo di raccontare intimo e autentico, oltre 50 anni di musica che sono una pietra miliare nella nostra storia, anche se non ci sono nuovi brani.

"Saranno circa dieci anni che non sento più l'ispirazione ribollire dentro di me. Una cosa che mi dispiace, ma non ne faccio un dramma. Tecnicamente sono in grado di scrivere una canzone anche in un pomeriggio se ho l'ispirazione".

Questo non significa smettere di suonare. "Io posso continuare a fare concerti finché mi va di fare concerti anche se non scrivo canzoni perché comunque canto le canzoni che ho scritto che sono tante e questo mi permette di continuare. Questo mestiere in pensione non si va mai, ci si va perché o ti stanchi tu o si stanca il pubblico. Quando succederà una di queste due cose non mi vedrete più, ma non farò nemmeno un grande annuncio prima, semplicemente sparirò".

Sempre capace di stupire e fuori dagli schemi, con eleganza e una punta di ironia, come quando ha scelto di fare un disco e due concerti con Checco Zalone.

"Questo fa parte un po' delle mie stramberie, come dicevo prima, di non essere proprio allineato alle regole del mainstream, perché chi si aspetta De Gregori quello serio che fa canzoni come Generale poi magari non può immaginarsi che faccia un disco con Checco Zalone".

Ha raccontato la guerra e la società e dopo tanti anni le sue canzoni che sono sempre attuali:

"Mi addolora tutto quello che sta succedendo adesso. Non voglio dire che questo l'avessi già previsto quando ho scritto Generale o Il vestito del violinista. Non c'era bisogno di prevederlo, bastava guardarsi intorno, uscire un po' fuori dal nostro recinto dell'Europa per capire che il mondo comunque era coinvolto in guerre, massacri, ingiustizie e cose orribili. Quelle canzoni nascono allora e valgono purtroppo anche per adesso".

Del suo no a Sanremo spiega: da giovane aspirante cantautore ho visto quello che è successo a Tenco e ho promesso a me stesso che non ci sarei mai andato".

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A Roma apre il cinema FCE Majestic: due sale, un caffè e film on demand

Roma, 26 mag. (askanews) - Apre in pieno centro a Roma, all'interno di Palazzo Odescalchi, il FCE Majestic, cinema contemporaneo con due sale, un salotto-caffè che diventa luogo di condivisione prima o dopo le proiezioni, una programmazione fatta di anteprime, prime visioni, incontri con i protagonisti del cinema, e la possibilità, attraverso una app, di vedere film on demand.

La qualità della visione e l'ospitalità sono al centro del progetto guidato da Richard Borg, uno dei protagonisti dell'industria cinematografica italiana sul fronte distribuzione e mercato, insieme al produttore Marco Belardi, con i soci fondatori Luigi Borg e Francesco Bove.

Le due sale, da 33 e 47 posti, offrono tecnologia e confort per un'esperienza immersiva, con schermi e impianto audio di altissima qualità e poltrone recliner personalizzate. La programmazione on demand rappresenta una novità assoluta per l'Italia, come ha spiegato Marco Belardi: "Ci saranno tutti i tipi di film, ci saranno anche i film sottotitolati, e poi la grande novità è che abbiamo un'applicazione dove lo spettatore può registrarsi, può chiedere di vedere un film che non è un film di prime visioni, ma tipo, non so La grande guerra: lui lo indica e se raggiungiamo almeno dieci persone andiamo a programmare anche quel film".

Gli spazi di quello che fu il Teatro d'Arte di Roma diretto da Pirandello, oggi completamente ristrutturati, diventeranno dunque il luogo d'incontro di chi fa il cinema e chi ama il cinema. "L'idea è proprio quella di far partecipare a questo cinema registi, attori, autori, e metterli in contatto con il grande pubblico, con gli spettatori, quindi cercare di fare un club".

TMNews

Caldo storico in Francia, temperature previste fino a 39 gradi

Parigi, 26 mag. (askanews) - La Francia resta nella morsa di un'ondata di caldo eccezionale per il mese di maggio. Dopo il record nazionale registrato ieri, Météo-France avverte che le temperature potranno salire ancora nei prossimi giorni, con punte locali fino a 38 o 39 gradi. Il caldo riguarda anche gran parte dell'Europa occidentale ed è legato a una cupola di aria calda arrivata dal Nord Africa.

Lo spiega Adrien Warnan, meteorologo di Météo-France: "Non c'è davvero un picco a livello nazionale: sarà soprattutto una questione regionale. Ma questo mostra chiaramente il carattere precoce e soprattutto duraturo di questa ondata di caldo. Giovedì le temperature più alte si sposteranno leggermente verso est, verso il sud e l'est. Potremmo avere, molto localmente, 38 o anche 39 gradi in alcune zone, in particolare nel Languedoc. Sono regioni più abituate al forte caldo rispetto al nord-ovest, per esempio, ma anche per un mese di maggio tutto questo è completamente inedito".

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Gros-Pietro (Intesa Sanpaolo): da Orsini e Meloni grande concretezza

Roma, 26 mag. (askanews) - Le due relazioni, del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni oggi all'assemblea degli industriali "hanno avuto in comune una grande concretezza che io ho apprezzato molto. E' un riconoscimento dei problemi che attualmente esistono e, diciamo, una critica dell'insufficiente capacità di affrontare questi problemi da parte dell'Europa". Lo ha affermato il presidente di Intesa SanPaolo, Gian Maria Gros-Pietro a margine dell'assemblea di Confindustria a Roma.

"Insufficiente perché troppo burocrazia e non sufficiente riconoscimento delle emergenze. Da cui una serie di proposte che sono state richiamate, sia dal presidente di Confindustria, sia dal capo del governo. E, appunto, una è meno burocrazia e soprattutto meno rigidità - ha aggiunto Gros-Pietro -. Due, più attenzione alle emergenze e al problema alla rilevanza di questi problemi per i cittadini nell'immediato e per il futuro. Basta parlare di giovani senza fare qualcosa per loro: questo deve essere un punto chiave".

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