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L'addio di De Rossi: la Roma non lo rinnova, finisce un'era

sabato 18 maggio 2019
2' di lettura

Roma, 14 mag. (askanews) - "Il distacco un po' sì, perché io volevo giocare e loro non vogliono, un minimo di differenza di vedute ci sta; è inevitabile, non posso essere felice". Maglia numero 16, diciotto anni in campo con i colori giallorossi, 615 partite. Lo chiamavano Capitan Futuro; Daniele De Rossi se ne va e i tifosi piangono. Ultima partita Roma-Parma, l'addio. La decisione è della società che non gli ha rinnovato il contratto, anche se l'ad Fienga spiega, gli abbiamo chiesto di restare ad altro titolo, come dirigente. "Forse non me lo immaginavo, mi immaginavo io coi cerotti zoppo e loro che mi dicevano 'no no continua...". Non è andata proprio così ma devo accettarlo, se no mi faccio male da solo. Lui dice che io sono già un bravo dirigente, ma io a un giocatore come me lo avrei rinnovato il contratto". De Rossi però non intende gettare fango sulla squadra di cui per tanti anni è stato il simbolo a fianco di Francesco Totti: "Mi è stato comunicato ieri ma io ho quasi 36 anni, non sono scemo avevo capito, se nessuno ti chiama per rinnovare il contratto la direzione è quella..." E il futuro, dopo l'ultima partita in giallorosso? Per ora nessuna decisione, ma De Rossi vuole giocare. "Per quanto riguarda il 27 maggio io alle 3 ciò un aereo, vado in vacanza, cosa che anche quella mi è mancata". "Probabimente dovrò pensare a qualcosa di nuovo a trovarmi una squadra" Ma forse è solo un arrivederci e De Rossi lancia un amo per il futuro: preferirei fare il mister, ma se tornerò a fianco di Totti nella società, le cose qui dovranno cambiare; per ora in questa società si può incidere troppo poco. "Per ora faccio fare il lavoro sporco a Francesco" (Totti). Poi se cambierò idea tornerò perché penso sia vero quello che dice l'ad, che mi accoglieranno a braccia aperte". E sulla sua carriera, cita Jovanotti: "Sono un ragazzo fortunato, ho fatto il lavoro che mi piaceva nella squadra che continuo ad amare tantissimo con dei ragazzi stupendi e anche con avversari stupendi li voglio ringraziare. Sono contento di aver avuto anche dei nemici sportivi che si identificavano in me perché significa che ero un simbolo per qualcuno".

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Iran, Tajani: dialogo aperto. Obiettivo rapida fine delle ostilità

Roma, 6 mar. (askanews) - "In questo momento noi crediamo che si debba continuare a parlare: il dialogo deve rimanere sempre aperto", ha osservato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina, rappresentando la situazione in Medio Oriente.

"Il nostro obiettivo è quello di raggiungere, nel tempo più rapido possibile, la fine delle ostilità", ha specificato Tajani. "Continueremo a lavorare e a coordinarci a livello europeo, ma la priorità è quella di far sì che il maggior numero possibile di italiani possa rientrare in Italia", ha precisato il ministro.

"Non è un'operazione facile, ma sono tantissimi e diciamo che fino a ieri eravamo riusciti a fare qualcosa in più di 10.000. Oggi continuiamo con ritmi alti, per quanto possibile. Abbiamo chiesto aiuto anche a charter della Difesa", ha affermato Tajani, specificando che si cercherà "di far partire il maggior numero possibile dei nostri connazionali, dando la priorità ai più deboli - quindi donne, bambini, malati - in modo che si possa veramente dare una risposta rapida ed efficace".

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Key, Iran ed energia: le tensioni globali sfidano la transizione

Rimini, 6 mar. (askanews) - L'attacco su Teheran risuona anche in fiera. KEY 2026, la kermesse internazionale della transizione energetica, si chiude a Rimini con le tensioni in Medio Oriente che pesano come un macigno su mercati e strategie. Tre giorni di dibattito aperti con il ministro Pichetto Fratin, grandi gruppi industriali ma anche startup innovative: l'urgenza di accelerare non è mai stata così evidente.

"Sappiamo che la transizione energetica non è solo un tema ambientale, è un tema anche di sicurezza, di stabilità e di competitività delle nostre imprese - spiega Marco Carniello, Global Exhibition Director di Ieg -. Ed è per questo che le aziende qui cercano soluzioni tipicamente integrate perché le tecnologie più o meno le abbiamo. Adesso si tratta di metterle a terra e in velocità".

Ventiquattro padiglioni, dall'eolico allo storage, dall'idrogeno alla mobilità elettrica, con una grande novità: per la prima volta uno spazio dedicato al financing e agli EPC Contractors, perché far quadrare i conti è la vera sfida. Tra i temi caldi, il boom dei data center - in Italia potrebbero assorbire fino al 13% dei consumi elettrici entro il 2035 - e l'intelligenza artificiale come leva di decarbonizzazione.

"Noi siamo molto soddisfatti della visitazione - continua Carniello - è una visitazione che comunque è anche internazionale e questa manifestazione è leader in Europa, ma vuole essere regista anche della transizione in tutta l'area del Mediterraneo che ha enormi potenzialità per affrontare questa trasformazione industriale e non solo ambientale. Per cui ci vediamo l'anno prossimo e a Vicenza (per il Ssec, Storage & Solar expo conference, il 22 2con buone ulteriori prospettive di crescita".

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In anteprima il trailer de "Il Vangelo di Giuda", dal 2 aprile in sala

Roma, 6 mar. (askanews) - In anteprima il trailer del film "Il Vangelo di Giuda" di Giulio Base, con Giancarlo Giannini, Rupert Everett, Tomasz Kot, Paz Vega, Abel Ferrara, Vincenzo Galluzzo, Ada Roncone, Darko Peric e John Savage, in uscita nelle sale dal 2 aprile (distribuito da Minerva).

Sua madre faceva la prostituta e una chiromante le predisse che avrebbe partorito un diavolo; la donna rimane incinta di un cliente sconosciuto ma muore dando alla luce un bimbo a cui le altre ragazze del bordello danno nome: Giuda. Giuda è ancora un bambino quando uccide l'uomo tenutario del postribolo che tenta di violentarlo. Il ragazzo diventa poi grande presto, il dolore lo indurisce e lo trasforma nel protettore del luogo dove è nato e cresciuto: si arricchisce vendendo donne. Quando un giovane chiamato Gesù salva Maria Maddalena (sua sorella ma anche una delle sue 'protette') dalla lapidazione, Giuda ne rimane rapito, lascia tutto e prende a seguire quel 'guaritore'. Giuda il peccatore, Giuda lo sfruttatore, Giuda il ruffiano, è l'ultimo fra gli apostoli a essere chiamato.

Seguono gli anni della predicazione e del vagabondaggio di Gesù e dei suoi discepoli, gli anni di un'ininterrotta convivenza, dei successi, delle sconfitte, dei trionfi, della paura. Giunge la fatidica ultima cena e i fatti della Passione che conosciamo ma il vangelo secondo Giuda è diverso. È una lunga confessione straziante. Lui si sente uno strumento fondamentale perché si adempia la Scrittura, ma deve trasformarsi in uno dei peggiori malvagi di sempre, seppur sia fra i più generosi: infatti dona la sua vita. Tradisce Gesù condannando sé stesso alla dannazione purché si compia ciò ch'è scritto. Di tutti gli apostoli Giuda è l'unico a morire con Gesù. Lui che ha vissuto vendendo donne, muore vendendo un uomo.

"C'è un frammento di Giuda in ciascuno di noi - ha spiegato il regista Giulio Base - nelle scelte sbagliate, nei silenzi vigliacchi, nei tradimenti grandi o piccoli che segnano il nostro passaggio nel mondo. L'idea del film nasce da qui: dal riconoscere Giuda non in un altro, ma in una parte di me. Non è solo un film su di lui, ma su ciò che rappresenta, una figura che ci mette in discussione a distanza di secoli, come uno specchio che non smette di rifletterci".

"Dal punto di vista del linguaggio cinematografico ho scelto una forma radicale - ha detto Base - Giuda non appare mai. Eppure, aleggia. In un film che rinuncia quasi del tutto ai dialoghi, il racconto si affida al flusso della sua coscienza, in una voce che si fa liturgia laica, invocazione, talvolta bestemmia. Una coscienza che dubita, si interroga, accusa, sbaglia e implora, in un viaggio interiore che spero perturbante. In chiave teologica invece mi auguro che questo lavoro si collochi su una soglia che mi è cara, quella dell'attenzione agli ultimi, agli esclusi, agli sbagliati, quindi al senso più rivoluzionario del messaggio evangelico".

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"Non restare in silenzio", l'Unicef contro la violenza di genere

Roma, 6 mar. (askanews) - In occasione della Giornata Internazionale della Donna (l'8 marzo), l'Unicef Italia lancia la campagna "Non restare in silenzio" dedicata al contrasto alla violenza di genere. Il messaggio è rivolto in particolare alle adolescenti: un invito a cogliere alcuni campanelli d'allarme che a volte vengono sminuiti. Perché nelle relazioni affettive - sostiene l'organizzazione - l'abuso e la violenza psicologica e fisica possono essere normalizzate e talvolta addirittura romanticizzate, può capitare di non dare il giusto peso ad alcune azioni e parole e si può rischiare di rimanere in silenzio e isolarsi.

Secondo un recente rapporto Unicef, quasi una donna su tre - 840 milioni stimate a livello globale (dato 2023) - ha subìto violenza da parte del partner o violenza sessuale nel corso della propria vita. In Italia, secondo gli ultimi dati dell'Istat, 6 milioni 400 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una forma di violenza fisica o sessuale (il 31,9% delle donne tra i 16 e i 75 anni). In particolare, il 26,5% delle donne ha subìto violenza fisica o sessuale da parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti. Benché il dato medio resti invariato, si registrano importanti aumenti delle violenze subite dalle giovanissime (16-24 anni) e dalle studentesse legati alla violenza psicologica, digitale e relazionale.

"In Italia, la violenza di genere rappresenta ancora oggi una delle più gravi violazioni dei diritti umani e un ostacolo strutturale alla piena realizzazione dei diritti delle donne in generale e, in particolare, di bambine e ragazze. La campagna 'Non restare in silenzio' vuole sottolineare proprio questo", ha dichiarato Nicola Graziano presidente dell'Unicef Italia.

Anche la pallavolista Alessia Orro ha deciso di sostenere la campagna con un suo speciale video appello che lancerà l'8 marzo.

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