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"Città Irreale", romanzo di formazione di una donna a Londra

sabato 8 giugno 2019
2' di lettura

Roma, 4 giu. (askanews) - È un romanzo di formazione del XXI secolo "Città Irreale" di Cristina Marconi, unica esordiente in lizza per il Premio Strega 2019. Il romanzo, che ha già vinto il Premio Rapallo Opera Prima, racconta Londra attraverso gli occhi di Alina, una ragazza romana di 26 anni che decide di andare a vivere nella metropoli britannica "dove tutto succede". Qui, fra la leggerezza dell'avventura e la profondità dell'amore, la vicenda della protagonista diventa un modo per esplorare la distanza della Manica che separa il continente dalle isole, mentre l'ombra incombente della Brexit si fa sempre più minacciosa. L'autrice, che vive a Londra dal 2011 dove scrive di politica, economia e cultura per il Messaggero e Il Foglio, ha deciso di non limitarsi ai reportage per affrontare il fenomeno degli "expat": "In questi nove anni a Londra, ma anche nei precedenti sei a Bruxelles ho sempre pensato che quello che avevamo davanti era un grande romanzo di formazione collettivo, a me piace chiamarlo un romanzo di formazione di libera circolazione, perché ha come presupposto uno dei pilastri dell'Unione europea che è quello di poter andare da un'altra parte senza doverti massacrare di burocrazia. Per me era la maniera per raccontare questa generazione". Il fatto che la protagonista sia una donna risponde a una scelta ben precisa: troppo spesso i romanzi di formazione hanno come protagonisti i maschi. Così, attraversando tutti canoni del genere, ne vengono rovesciati però molti altri. "Pensiamo anche a Jane Austen, al romanzo ottocentesco e vittoriano in cui l'eroina si deve realizzare necessariamente attraverso l'amore e se leggerete il romanzo vedrete che lei lo fa ma quando decide lei nel senso che anche davanti alla proposta perfetta, non sentendosi lei bilanciata e radicata o quantomeno definita nella maniera in cui vuole esserlo nel suo nuovo mondo non si ferma, non si sposa. Secondo me c'era ancora molto lavoro di modernizzazione dei personaggi femminili da fare e per questo ho scelto di fare di Alina una donna, non perché sia un mio riflesso necessariamente". Sullo sfondo resta una megalopoli affascinante e un Paese in preda a una crisi d'identità, che si riflette nella decisione della protagonista Alina di cercare di entrare nella "britannicità" dall'esterno: "Mi incuriosiva descrivere la relazione fra una ragazza normale, perché Alina non è un cervello in fuga, è una ragazza intelligente ma non è un fisico nucleare chiamato a Cambridge o un mago della finanza, è una persona normale che viene da un quartiere normale di Roma, da una famiglia come tante, e che si ritrova a innamorarsi di un ragazzo che invece ha molti dei caratteri dei britannici come siamo abituati a pensarli, cioè un ragazzo molto riservato, una persona ripettosa del prossimo ai limiti della distanza e per descrivere quest'interazione fra questi due personaggi che poi se vuoi è anche un po', in grande, l'interazione fra il paese e i suoi immigrati."

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Il trailer di "Ritorno al tratturo", docu di Cordio con Elio Germano

Roma, 11 mar. (askanews) - "Ritorno al tratturo", il documentario scritto e diretto da Francesco Cordio, con la partecipazione straordinaria di Elio Germano sarà presentato in anteprima nella sezione "Per il cinema italiano" - fuori concorso - alla 17esima edizione del BIF&ST - Bari international film & Tv festival.

La proiezione si terrà lunedì 23 marzo alle 19.30 al Multicinema Galleria di Bari (Corso Italia 15G), alla presenza del regista e dei produttori per un Q&A. Il film, da un'idea di Francesco Cordio, Elio Germano e Filippo Tantillo, prodotto e distribuito da Own Air, arriverà nelle sale italiane dal 29 aprile.

Girato interamente in Molise, tra le province di Isernia e Campobasso, "Ritorno al tratturo" è un viaggio intimo e collettivo nelle aree interne della regione. Il tratturo - un ampio sentiero erboso largo un centinaio di metri e lungo centinaia di chilometri, storicamente utilizzato per la transumanza - ha messo in comunicazione per secoli le popolazioni d'Europa con quelle del Mediterraneo.

Elio Germano, attore di origini molisane, esplora e attraversa i luoghi, incontra le persone e le ascolta tra le montagne affusolate di Frosolone e i sentieri di Pietracupa; con la sua voce si fa narratore e illustra la complessità degli interventi in atto sul territorio. In cammino con lui Filippo Tantillo, autore e ricercatore territorialista e Silvia Di Passio, community manager delle aree interne, sono impegnati nella ricerca costante di opportunità reali e possibili trasformazioni ai "margini" del continente.

Il Molise, tra le regioni più piccole d'Italia per numero di abitanti, teatro naturale di contrasti, tra radici e modernità, spesso evocato come metafora dell'oblio, diventa frame dopo frame, un luogo che esiste e resiste, dove storie reali e concrete di contadini, allevatori, artigiani, piccoli imprenditori, librai, ristoratori, camminatori, studenti possono parlare a nome di tutta Italia e di tutta Europa. Le reti locali e le piccole comunità che emergono nel film danno voce, forza, futuro e speranza ai territori, ponendosi come fulcro della narrazione.

Le aree interne rappresentano oltre la metà dei comuni italiani, ma ospitano circa il 20% della popolazione. L'85% di questi ha meno di 5.000 abitanti. Sono territori segnati da spopolamento, emigrazione giovanile, bassi tassi di natalità, invecchiamento della popolazione e carenza di servizi essenziali - mobilità, istruzione, sanità - ma ricchi di cultura e risorse naturali che ne rappresentano il potenziale sviluppo. A queste aree sono destinati centinaia di milioni di euro tra fondi nazionali, europei e PNRR.

Il documentario è quindi un racconto corale capace di restituire la complessità di quell'Italia composta da 13 milioni di persone che abita il 60% del territorio nazionale ma resta emarginata dal dibattito pubblico e dalle scelte strategiche.

"Ritorno al Tratturo", rimanda sia sul piano semantico che stilistico a Ritorno al futuro di Robert Zemeckis (1985) rovesciandone però la direzione del viaggio, un ritorno a una dimensione più lenta e sostenibile come alternativa alla velocità che ha progressivamente svuotato molti luoghi. Il film intreccia immagini, parole e musica in una narrazione poetica e politica insieme anche grazie al brano Vento, scritto dal cantautore Luca Bussoletti e Leonardo Polla De Luca e cantato da Lavinia Mancusi. Nella canzone, su tutte le piattaforme digitali dal 13 marzo, il vento simboleggia una forza trasformatrice ma anche un compagno di viaggio: trascina lungo i territori sconfinati delle aree interne lasciando, non la solitudine, ma la consapevolezza di appartenere a qualcosa di più grande e universale.

TMNews

Parla il re dei bunker su misura: forte aumento con guerra in Iran

Houston, 11 mar. (askanews) - Da quando è iniziata la guerra in Medio Oriente, quasi due settimane fa, il telefono dell'azienda di rifugi antiaerei di Ron Hubbard, presidente di Atlas Survival Shelters in Texas non ha smesso di squillare. Clienti stranieri e statunitensi si stanno precipitando ad acquistare i suoi bunker, secondo la logica del 'tutto può succedere', ovvero in caso di raid aerei, ricadute nucleari o apocalisse. Con gli Stati Uniti d'America e Israele che colpiscono l'Iran e Teheran che risponde con attacchi in tutta la regione, Hubbard ha visto la domanda per il suo prodotto aumentare vertiginosamente, soprattutto da parte di clienti nel Golfo.

"Abbiamo assistito a un forte aumento dopo la guerra in Iran, principalmente dai paesi del Golfo, Bahrein, Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Ironicamente, abbiamo aperto i nostri uffici a Dubai il 26 febbraio, 48 ore prima dell'inizio della guerra. Quindi il nostro tempismo è stato perfetto", dice Hubbard.

Un semplice bunker da giardino che ospita quattro persone sottoterra per un massimo di una settimana, proteggendole dalle esplosioni di bombe e dalle radiazioni, costa circa 5.000 dollari. I modelli più sofisticati, progettati per soggiorni di anni, possono costare milioni di dollari a seconda della quantità di cibo, energia e acqua di cui sono provvisti. Ma con i missili iraniani che colpiscono obiettivi statunitensi in Medio Oriente e la violenza in aumento in patria, anche gli americani sono preoccupati. Una mattina di recente, un cliente della Florida ha chiamato Hubbard per chiedere informazioni su un rifugio antiaereo per 10 persone.

Sebbene Hubbard mantenga riservata la sua lista clienti, alcuni acquirenti di alto profilo, come il controverso influencer Andrew Tate e lo YouTuber e filantropo MrBeast, hanno pubblicamente ammesso di aver acquistato i suoi bunker. Nel 2021, ha preso parte a un programma televisivo con l'imprenditrice Kim Kardashian, dove ha costruito un bunker per la sua casa in California. "Ho molti clienti di alto profilo. Ovviamente, sono vincolato da un obbligo di riservatezza con i più importanti, di cui non posso parlare. Ma posso parlare di quelli che sono stati resi pubblici, (...) ad esempio il famoso bunker di Mark Zuckerberg", spiega Hubbard.

A seconda del budget, l'interno può assomigliare a un piccolo appartamento, con soggiorno e TV, una camera da letto, una cucina, una lavanderia e un bagno. E alcuni modelli includono un deposito per le armi.

TMNews

Bibbiano, dopo le assoluzioni restano i danni del processo mediatico

Modena, 11 mar. (askanews) - Bambini strappati alle famiglie, assistenti sociali dipinti come orchi, una comunità intera messa alla gogna. Il caso Bibbiano - l'inchiesta "Angeli e Demoni" del 2019 che accusava operatori e psicologi di affidi illeciti - si è chiuso con undici assoluzioni e condanne marginali. Ma i conti con i danni restano aperti. Se ne è parlato a Modena in occasione di un seminario promosso dal Centro culturale Ferrari e dedicato a Vittorio Reggiani, consigliere comunale scomparso un anno fa. Un fallimento dell'iter giudiziario sin dalle indagini, come ricorda Luca Bauccio, avvocato di Claudio Foti, lo psicoterapeuta finito al centro dell'inchiesta sugli affidi in Val d'Enza.

"Bibbiano ha dimostrato come tutti questi capisaldi del processo penale, ma anche della nostra Costituzione, si siano liquefatti, si siano frantumati di fronte alla furia impetuosa dei media e quella a seguire del popolo aizzato, il popolo istruito a odiare, il popolo istruito a credere alla chimera, alla leggenda, alla superstizione".

Una strumentalizzazione politica con effetti concreti e duraturi: famiglie affidatarie ritiratesi, servizi sociali paralizzati dalla paura di denunce. E la lezione non sembra ancora appresa. Come racconta la giornalista del Dubbio, Simona Musco, che descrive l'inchiesta nel libro e nel podcast "Demoni & Angeli". "Vorrei poter dire che si impara dagli errori, però purtroppo le cronache del momento ci insegnano che non è così. Possiamo vederlo con la casa nel bosco, per rimanere su un tema affine a quello di Bibbiano. La gogna è un'abitudine che non ci siamo tolti".

A tenere banco anche la storia silenziosa di Bibbiano stessa: il sociologo Gino Mazzoli descrive come i suoi abitanti abbiano portato per anni il peso di uno stigma immeritato, senza cedere alla tentazione della rivincita.

"La sentenza mediatica è un'alluvione, un'orda che ha travolto l'immaginario, e l'immaginario non lo rimetti a posto con un libro, con una sentenza, con un intervento in TV. Ci vogliono anni, anni e anni di contro-comportamenti di tenuta. È giusto mettersi in un'ottica di un lavoro meno chiassoso, dove ci si persuade con pazienza anche tra posizioni diverse".

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"Save the date-Incontri, Arti e Cultura" è l'agenda culturale di Rai Cultura

Milano, 11 mar. (askanews) - Una nuova puntata del programma "Save the date - Incontri, Arti e Cultura" l'agenda culturale di Rai Cultura, di RaiCultura in onda questo giovedì su Rai3 in terza serata.

La puntata si apre con il teatro con "People, Places & Things", al Teatro Ambra Jovinelli di Roma fino al 15 marzo 2026, testo di Duncan Macmillan diretto da Pierfrancesco Favino e interpretato da Anna Ferzetti, che racconta in modo intenso e frammentato il percorso di recupero da dipendenze, mescolando il dramma personale a elementi metaforici e teatrali.

Il racconto si apre poi alla danza, con Roberto Bolle, protagonista di una stagione che alterna il Gala Bolle & Friends ai nuovi progetti come "Caravaggio" con coreografia di Mauro Bigonzetti: appuntamenti che attraversano Lugano, Milano, Verona, Hong Kong e Bologna, tra giovani promesse e grandi interpreti internazionali.

Dal Piccolo Teatro Strehler Claudio Longhi e Lino Guanciale rievocano la "favola bella" di De Sica e Zavattini, "Miracolo a Milano", uno spettacolo sospeso tra realismo magico, memoria e immaginario cittadino.

In ambito di fotografia invece un approfondimento sui dieci anni di attività di Camera - Centro Italiano per la Fotografia di Torino, un centro espositivo e di ricerca che negli anni ha costruito un dialogo vivo con pubblico, artisti e istituzioni, tra mostre, laboratori, workshop e programmi formativi dedicati all'immagine.

La puntata prosegue a Napoli, con la mostra "Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento", fino al 22 marzo alle Gallerie d'Italia, a cura di Antonio Ernesto Denunzio, Raffaella Morselli, Giuseppe Porzio ed Eve Straussman-Pflanzer, dedicata al ruolo delle donne nelle arti del Seicento a Napoli. Sessantanove opere tra disegni, sculture, dipinti e manoscritti riportano al centro del racconto le protagoniste del secolo, ampliando lo sguardo ben oltre la sola figura di Artemisia Gentileschi grazie a ricerche d'archivio e campagne fotografiche recenti.

Da qui l'itinerario si sposta a Bergamo, dove fino al 2 giugno all'Accademia Carrara si potrà seguire un viaggio lungo secoli nella storia dei tarocchi dalle corti rinascimentali alla creatività contemporanea, visitando la più ampia e completa mostra mai dedicata alla storia dei tarocchi, a cura di Paolo Plebani.

A chiudere, lo spazio dedicato ai libri con Dacia Maraini e il suo "Scritture segrete", un viaggio nella genealogia delle scrittrici che hanno cambiato il mondo con la parola, dalle mistiche medievali alle voci contemporanee che hanno trasformato immaginari e libertà.

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