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Brexit, Gibilterra: la Spagna minaccia di non firmare l'accordo

sabato 24 novembre 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - L'approvazione unanime dell'accordo dell'Ue con Londra sulla Brexit da parte dei Ventotto Stati membri non è affatto scontata: è il messaggio che la Spagna, attraverso il suo premier Pedro Sanchez, sta mandando a Bruxelles. Il motivo è sempre lo stesso: la piccola e strategica rocca di Gibilterra, ceduta nel 1713 alla Gran Bretagna col trattato di Utrecht, ma che Madrid continua tuttora a rivendicare sostenendo di non averne mai ceduto formalmente la sovranità, ma soltanto la proprietà. La Rocca è stata anche nel recente passato fonte di periodiche tensioni fra Londra e Madrid, che lamenta forme di concorrenza fiscale sleale da parte del "Penòn", nome con cui Gibilterra è nota in Spagna. Ora Sanchez è tornato sul tema in termini minacciosi: "Non possiamo accettare che quel che succederà a Gibilterra in futuro dipenda da un negoziato fra Gran Bretagna e Unione europea: deve essere qualcosa di definito, negoziato e accordato fra Gran Bretagna e Spagna. Questo, da 72 ore non è garantito, non nella bozza di accordo sulla Brexit. Pertanto, stando così le cose, mi dispiace dover dire che un governo pre-europeo come quello spagnolo voterà, se non ci sono cambiamenti, 'no' alla Brexit". Una minaccia che Sanchez ha ribadito malgrado il fatto che Madrid e Londra abbiano negli ultimi giorni sottoscritto un accordo provvisorio bilaterale per gestire a livello pratico una situazione che rischia di diventare critica per entrambe le parti: circa 10.000 lavoratori spagnoli attraversano il confine ogni giorno per lavorare a Gibilterra, e moltissime imprese spagnole già hanno sede legale a Gibilterra per pagare meno tasse grazie al regime di sconti fiscali vigente nella Rocca; d'altra parte l'economia di Gibilterra è fortemente dipendente da quella della Spagna, con cui condivide il suo unico confine terrestre. Ma la bozza di accordo su Brexit non prevede negoziati bilaterali fra Gran Bretagna e Spagna, bensì fra Gran Bretagna e Ue nel suo insieme, e non è affatto chiaro che Londra sia intenzionata ad accettare il principio di negoziare la questione sul piano bilaterale. La premier britannica Theresa May, che sta già facendo molta fatica a far accettare l'accordo di Brexit dal Parlamento di Londra, è stata piuttosto netta in proposito: "Stiamo cercando un accordo che funzioni per tutta la famiglia del Regno Unito, e quell'accordo deve funzionare anche per Gibilterra. Sono contenta che abbiamo sottoscritto un protocollo su Gibilterra, che farà parte di un pacchetto più ampio di accordi fra Regno Unito, Spagna e governo di Gibilterra, che definisce l'impegno alla cooperazione fra le parti. Ma sono stata chiara, non escluderemo Gibilterra dai nostri negoziati sulla relazione futura (con l'Ue, ndr). Vogliamo un accordo che funzioni per tutta la nostra famiglia, e questa comprende Gibilterra".

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Il trailer di "Ritorno al tratturo", docu di Cordio con Elio Germano

Roma, 11 mar. (askanews) - "Ritorno al tratturo", il documentario scritto e diretto da Francesco Cordio, con la partecipazione straordinaria di Elio Germano sarà presentato in anteprima nella sezione "Per il cinema italiano" - fuori concorso - alla 17esima edizione del BIF&ST - Bari international film & Tv festival.

La proiezione si terrà lunedì 23 marzo alle 19.30 al Multicinema Galleria di Bari (Corso Italia 15G), alla presenza del regista e dei produttori per un Q&A. Il film, da un'idea di Francesco Cordio, Elio Germano e Filippo Tantillo, prodotto e distribuito da Own Air, arriverà nelle sale italiane dal 29 aprile.

Girato interamente in Molise, tra le province di Isernia e Campobasso, "Ritorno al tratturo" è un viaggio intimo e collettivo nelle aree interne della regione. Il tratturo - un ampio sentiero erboso largo un centinaio di metri e lungo centinaia di chilometri, storicamente utilizzato per la transumanza - ha messo in comunicazione per secoli le popolazioni d'Europa con quelle del Mediterraneo.

Elio Germano, attore di origini molisane, esplora e attraversa i luoghi, incontra le persone e le ascolta tra le montagne affusolate di Frosolone e i sentieri di Pietracupa; con la sua voce si fa narratore e illustra la complessità degli interventi in atto sul territorio. In cammino con lui Filippo Tantillo, autore e ricercatore territorialista e Silvia Di Passio, community manager delle aree interne, sono impegnati nella ricerca costante di opportunità reali e possibili trasformazioni ai "margini" del continente.

Il Molise, tra le regioni più piccole d'Italia per numero di abitanti, teatro naturale di contrasti, tra radici e modernità, spesso evocato come metafora dell'oblio, diventa frame dopo frame, un luogo che esiste e resiste, dove storie reali e concrete di contadini, allevatori, artigiani, piccoli imprenditori, librai, ristoratori, camminatori, studenti possono parlare a nome di tutta Italia e di tutta Europa. Le reti locali e le piccole comunità che emergono nel film danno voce, forza, futuro e speranza ai territori, ponendosi come fulcro della narrazione.

Le aree interne rappresentano oltre la metà dei comuni italiani, ma ospitano circa il 20% della popolazione. L'85% di questi ha meno di 5.000 abitanti. Sono territori segnati da spopolamento, emigrazione giovanile, bassi tassi di natalità, invecchiamento della popolazione e carenza di servizi essenziali - mobilità, istruzione, sanità - ma ricchi di cultura e risorse naturali che ne rappresentano il potenziale sviluppo. A queste aree sono destinati centinaia di milioni di euro tra fondi nazionali, europei e PNRR.

Il documentario è quindi un racconto corale capace di restituire la complessità di quell'Italia composta da 13 milioni di persone che abita il 60% del territorio nazionale ma resta emarginata dal dibattito pubblico e dalle scelte strategiche.

"Ritorno al Tratturo", rimanda sia sul piano semantico che stilistico a Ritorno al futuro di Robert Zemeckis (1985) rovesciandone però la direzione del viaggio, un ritorno a una dimensione più lenta e sostenibile come alternativa alla velocità che ha progressivamente svuotato molti luoghi. Il film intreccia immagini, parole e musica in una narrazione poetica e politica insieme anche grazie al brano Vento, scritto dal cantautore Luca Bussoletti e Leonardo Polla De Luca e cantato da Lavinia Mancusi. Nella canzone, su tutte le piattaforme digitali dal 13 marzo, il vento simboleggia una forza trasformatrice ma anche un compagno di viaggio: trascina lungo i territori sconfinati delle aree interne lasciando, non la solitudine, ma la consapevolezza di appartenere a qualcosa di più grande e universale.

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Parla il re dei bunker su misura: forte aumento con guerra in Iran

Houston, 11 mar. (askanews) - Da quando è iniziata la guerra in Medio Oriente, quasi due settimane fa, il telefono dell'azienda di rifugi antiaerei di Ron Hubbard, presidente di Atlas Survival Shelters in Texas non ha smesso di squillare. Clienti stranieri e statunitensi si stanno precipitando ad acquistare i suoi bunker, secondo la logica del 'tutto può succedere', ovvero in caso di raid aerei, ricadute nucleari o apocalisse. Con gli Stati Uniti d'America e Israele che colpiscono l'Iran e Teheran che risponde con attacchi in tutta la regione, Hubbard ha visto la domanda per il suo prodotto aumentare vertiginosamente, soprattutto da parte di clienti nel Golfo.

"Abbiamo assistito a un forte aumento dopo la guerra in Iran, principalmente dai paesi del Golfo, Bahrein, Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Ironicamente, abbiamo aperto i nostri uffici a Dubai il 26 febbraio, 48 ore prima dell'inizio della guerra. Quindi il nostro tempismo è stato perfetto", dice Hubbard.

Un semplice bunker da giardino che ospita quattro persone sottoterra per un massimo di una settimana, proteggendole dalle esplosioni di bombe e dalle radiazioni, costa circa 5.000 dollari. I modelli più sofisticati, progettati per soggiorni di anni, possono costare milioni di dollari a seconda della quantità di cibo, energia e acqua di cui sono provvisti. Ma con i missili iraniani che colpiscono obiettivi statunitensi in Medio Oriente e la violenza in aumento in patria, anche gli americani sono preoccupati. Una mattina di recente, un cliente della Florida ha chiamato Hubbard per chiedere informazioni su un rifugio antiaereo per 10 persone.

Sebbene Hubbard mantenga riservata la sua lista clienti, alcuni acquirenti di alto profilo, come il controverso influencer Andrew Tate e lo YouTuber e filantropo MrBeast, hanno pubblicamente ammesso di aver acquistato i suoi bunker. Nel 2021, ha preso parte a un programma televisivo con l'imprenditrice Kim Kardashian, dove ha costruito un bunker per la sua casa in California. "Ho molti clienti di alto profilo. Ovviamente, sono vincolato da un obbligo di riservatezza con i più importanti, di cui non posso parlare. Ma posso parlare di quelli che sono stati resi pubblici, (...) ad esempio il famoso bunker di Mark Zuckerberg", spiega Hubbard.

A seconda del budget, l'interno può assomigliare a un piccolo appartamento, con soggiorno e TV, una camera da letto, una cucina, una lavanderia e un bagno. E alcuni modelli includono un deposito per le armi.

TMNews

Bibbiano, dopo le assoluzioni restano i danni del processo mediatico

Modena, 11 mar. (askanews) - Bambini strappati alle famiglie, assistenti sociali dipinti come orchi, una comunità intera messa alla gogna. Il caso Bibbiano - l'inchiesta "Angeli e Demoni" del 2019 che accusava operatori e psicologi di affidi illeciti - si è chiuso con undici assoluzioni e condanne marginali. Ma i conti con i danni restano aperti. Se ne è parlato a Modena in occasione di un seminario promosso dal Centro culturale Ferrari e dedicato a Vittorio Reggiani, consigliere comunale scomparso un anno fa. Un fallimento dell'iter giudiziario sin dalle indagini, come ricorda Luca Bauccio, avvocato di Claudio Foti, lo psicoterapeuta finito al centro dell'inchiesta sugli affidi in Val d'Enza.

"Bibbiano ha dimostrato come tutti questi capisaldi del processo penale, ma anche della nostra Costituzione, si siano liquefatti, si siano frantumati di fronte alla furia impetuosa dei media e quella a seguire del popolo aizzato, il popolo istruito a odiare, il popolo istruito a credere alla chimera, alla leggenda, alla superstizione".

Una strumentalizzazione politica con effetti concreti e duraturi: famiglie affidatarie ritiratesi, servizi sociali paralizzati dalla paura di denunce. E la lezione non sembra ancora appresa. Come racconta la giornalista del Dubbio, Simona Musco, che descrive l'inchiesta nel libro e nel podcast "Demoni & Angeli". "Vorrei poter dire che si impara dagli errori, però purtroppo le cronache del momento ci insegnano che non è così. Possiamo vederlo con la casa nel bosco, per rimanere su un tema affine a quello di Bibbiano. La gogna è un'abitudine che non ci siamo tolti".

A tenere banco anche la storia silenziosa di Bibbiano stessa: il sociologo Gino Mazzoli descrive come i suoi abitanti abbiano portato per anni il peso di uno stigma immeritato, senza cedere alla tentazione della rivincita.

"La sentenza mediatica è un'alluvione, un'orda che ha travolto l'immaginario, e l'immaginario non lo rimetti a posto con un libro, con una sentenza, con un intervento in TV. Ci vogliono anni, anni e anni di contro-comportamenti di tenuta. È giusto mettersi in un'ottica di un lavoro meno chiassoso, dove ci si persuade con pazienza anche tra posizioni diverse".

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"Save the date-Incontri, Arti e Cultura" è l'agenda culturale di Rai Cultura

Milano, 11 mar. (askanews) - Una nuova puntata del programma "Save the date - Incontri, Arti e Cultura" l'agenda culturale di Rai Cultura, di RaiCultura in onda questo giovedì su Rai3 in terza serata.

La puntata si apre con il teatro con "People, Places & Things", al Teatro Ambra Jovinelli di Roma fino al 15 marzo 2026, testo di Duncan Macmillan diretto da Pierfrancesco Favino e interpretato da Anna Ferzetti, che racconta in modo intenso e frammentato il percorso di recupero da dipendenze, mescolando il dramma personale a elementi metaforici e teatrali.

Il racconto si apre poi alla danza, con Roberto Bolle, protagonista di una stagione che alterna il Gala Bolle & Friends ai nuovi progetti come "Caravaggio" con coreografia di Mauro Bigonzetti: appuntamenti che attraversano Lugano, Milano, Verona, Hong Kong e Bologna, tra giovani promesse e grandi interpreti internazionali.

Dal Piccolo Teatro Strehler Claudio Longhi e Lino Guanciale rievocano la "favola bella" di De Sica e Zavattini, "Miracolo a Milano", uno spettacolo sospeso tra realismo magico, memoria e immaginario cittadino.

In ambito di fotografia invece un approfondimento sui dieci anni di attività di Camera - Centro Italiano per la Fotografia di Torino, un centro espositivo e di ricerca che negli anni ha costruito un dialogo vivo con pubblico, artisti e istituzioni, tra mostre, laboratori, workshop e programmi formativi dedicati all'immagine.

La puntata prosegue a Napoli, con la mostra "Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento", fino al 22 marzo alle Gallerie d'Italia, a cura di Antonio Ernesto Denunzio, Raffaella Morselli, Giuseppe Porzio ed Eve Straussman-Pflanzer, dedicata al ruolo delle donne nelle arti del Seicento a Napoli. Sessantanove opere tra disegni, sculture, dipinti e manoscritti riportano al centro del racconto le protagoniste del secolo, ampliando lo sguardo ben oltre la sola figura di Artemisia Gentileschi grazie a ricerche d'archivio e campagne fotografiche recenti.

Da qui l'itinerario si sposta a Bergamo, dove fino al 2 giugno all'Accademia Carrara si potrà seguire un viaggio lungo secoli nella storia dei tarocchi dalle corti rinascimentali alla creatività contemporanea, visitando la più ampia e completa mostra mai dedicata alla storia dei tarocchi, a cura di Paolo Plebani.

A chiudere, lo spazio dedicato ai libri con Dacia Maraini e il suo "Scritture segrete", un viaggio nella genealogia delle scrittrici che hanno cambiato il mondo con la parola, dalle mistiche medievali alle voci contemporanee che hanno trasformato immaginari e libertà.

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