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Due terzi dell'Italia a secco, 2 miliardi di danni per la siccita

sabato 29 luglio 2017
1' di lettura

Milano (askanews) - Due terzi dell'Italia è a secco e 2 miliardi di euro sono i danni della siccità. Sono i numeri delle perdite provocate alle coltivazioni e agli allevamenti da un andamento climatico del 2017 del tutto anomalo, che classifica questo anno tra i primi posti dei piu caldi e siccitosi da oltre 200 anni, come dimostra lo stato di difficoltà di fiumi e laghi. E quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che il Lago di Garda è appena al 34,4% di riempimento del volume mentre il fiume Po al Ponte della Becca a Pavia è circa 3,5 metri sotto lo zero idrometrico. Lo stato del piu grande fiume italiano è rappresentativo dello stato idrico sul territorio nazionale, dove circa i 2/3 dei campi coltivati lungo tutta la Penisola sono senz acqua. Per gli agricoltori - sottolinea la Coldiretti - è sempre piu difficile ricorrere all irrigazione di soccorso per salvare le produzioni: sono coinvolti gli ortaggi e la frutta, i cereali e il pomodoro da industria, ma anche i vigneti e gli uliveti e il fieno per l'alimentazione degli animali per la produzione di latte, che è crollata di circa il 15% anche per il grande caldo.

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"L'Elfo - ha spiegato ad askanews - è un collettivo, è una cosa unica in Italia e riflette questo suo essere un collettivo nella stagione, che è un'esperienza di casa abitata da artisti. Abbiamo 56 spettacoli, ma non è il numero, è la voglia di avere una mappa di tutto quello che accade, soprattutto delle storie che vengono raccontate dagli artisti, con tutte le loro forme, diversissime, il teatro è plurale, un po' come diceva Pasolini, la verità non è in un sogno, ma in molti sogni".

Partendo dall'opera di Valeria Petrone che fa da immagine simbolo della stagione, il programma si muove su più registri. "Teho Teardo ed Elio Germano che portano gli scritti di Gino Strada sulla guerra - ha aggiunto il direttore - poi abbiamo il ritorno alla Politkovskaija di Ottavia Piccolo con un testo di Massini, Parliamo di guerra anche attraverso 'Erano tutti miei figli' di Arthur Miller, che girerà tutta l'Italia, parliamo di arte con 'Amadeus', poi nuove produzioni, di nuovo Miller con 'L'orologio americano', che aprirà la stagione, testo mai rappresentato da tanti anni, che però parla della crisi del 1929 e noi ci siamo dentro in pieno e Ferdinando Bruni invece tornerà su Oscar Wilde con "Il marito ideale" che però è un Wilde anche politico, perché parla di corruzione, di etica nella politica, nella vita, nel rapporto personale. E ancora 'Cuore di tenebra', 'Elephant Man', 'Il ritratto di Dorian Gray', uno spettacolo sulla Russia, molto importante".

L'offerta è ricca e variegata, culturalmente e politicamente, ma si basa su delle consapevolezze più profonde, pur nella loro complessità. "L'arte produce felicità anche di fronte a consapevolezze pesanti a volte da reggere, catarsi impressionanti - ha concluso Elio De Capitani - ma anche una forma di gioia. Perché credi nell'uomo, perché torni a credere nell'uomo".

E partendo da qui, forse, è possibile immaginare qualcosa di diverso e, speriamo, di migliore anche fuori dallo spazio del teatro.

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