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Formazione medici con simulazione hi tech contro tumore al rene

sabato 16 dicembre 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - La terapia del tumore al rene passa anche per la formazione dei medici attarverso la realtà virtuale. Parte oggi da Roma la prima tappa del progetto Maestro presso l IPSE CENTER - Interactive Patient Simulation Experience - del Policlinico Universitario A. Gemelli, centro di simulazione interattivo nel quale gli operatori della salute sono chiamati a seguire percorsi di simulazione diagnostico/terapeutica nelle stesse situazioni operative e di stress del loro ambiente di lavoro, interagendo in tempo reale con un paziente virtuale e vivendo immediatamente il risultato delle loro decisioni. Insomma anche gli operatori sanitari possono aggiornarsi con la simulazione, proprio come i piloti degli aerei. Spiega Giovanni Schinzari, Oncologo della Cattolica: "Abbiamo un paziente virtuale che grazie a una tecnologia molto sofisticata risponde alle domande dei medici come se fosse un paziente vero. Non ha risposte precompilate,non è un computer, risponde in maniera assolutamente veritiera, simile a quello che avverrebbe in un ambulatorio. "Questa è la prima tappa di questo progetto cbe poi verrà portato in tutte le città d'Italia perché la prima edizione che parte oggi qui sta suscitando enorme interesse da parte dei partecipanti, la discussione è animata, ciascuno esprime la propria idea e non c'è il rischio di commettere errori, approfondiamo le singole tematiche e questo ci servirà perché poi trasferirle negli ambulatori sarà più facile avendole già affrontate in un mondo non reale ma assolutamente fedele alla realtà e avendo avuto il conforto del confronto con i colleghi. Nelle prossime settimane il tour coinvolgerà gli oncologi di diverse città italiane, portando sul territorio questa metodologia didattica". Il tumore al rene è un killer silenzioso che in Italia colpisce 13.600 persone l'anno, ma una gestione ottimale del paziente oggi consente di puntare a percentuali di sopravvivenza sempre più alte, come spiega Giuseppe Fornarini, Oncologo al Irccs San Martino di Genova: "Il trattamento del tumore del rene deve giovarsi di un team multidisciplinare cioè di un gruppo di lavoro con più specialisti che possano dare il loro apporto nel management del singolo malato. Ogni singolo malato diventa oggettondi discussione e oggetto poi di scelta terapeutica questo al fine di ottimizzare non solo la qualità di cura ma anche per un risparmio di risorse perché si tratta di farmaci molto costosi".

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Viaggio a bordo della USS Alabama, la nave che ha fermato il tempo

Mobile (Alabama, Usa), 29 apr. (askanews) - Il tempo si è fermato per la USS Alabama. Ancorata nel Battleship Memorial Park a Mobile, in Alabama, e consigliata da Travel South USA, Visit Mobile e Sweet Home Alabama, si presenta come un museo galleggiante che conserva intatta la sua identità originaria. E permette un salto indietro nella storia, intraprendendo un viaggio nel passato militare americano.

Varata nel 1942 e detta "Lucky A", questa nave da battaglia della classe South Dakota operò nel Pacifico durante la Seconda guerra mondiale, proteggendo le portaerei americane e partecipando a diverse offensive contro il Giappone. Era una macchina bellica imponente, progettata per colpire a grande distanza e resistere agli attacchi. Oltre ad aver preso parte, dopo il secondo conflitto mondiale all'Operazione Magic Carpet , riportando a casa circa 700 uomini dall'ex zona di guerra

Trasformata in museo, la corazzata si visita attraversando spazi rimasti quasi intatti: corridoi stretti, cabine essenziali, sale operative dense di strumenti rigorosamente e ovviamente analogici. Tra dettagli tecnici e ricostruzioni, emergono anche tracce più personali, come le foto di starlette dell'epoca appese dai marinai o ritratti di famiglia in bianco e nero, piccoli frammenti di quotidianità e tenerezza in mezzo alla guerra.

Intorno alla nave, aerei militari e mezzi corazzati completano un percorso che non glorifica, ma invita a osservare da vicino cosa significasse vivere e combattere a bordo. Non più una nave da guerra, USS Alabama, salvata dalla demolizione e preservata, oggi è un luogo che conserva, senza troppi filtri, tutto il peso della sua storia. E il suo silenzio parla più di quanto facessero i suoi cannoni.

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Precarietà e diritti: l'Italia raccontata da The Care

Milano, 29 apr. (askanews) - Un'Italia che lotta tra precarietà e disuguaglianze, ma che prova anche a reagire attraverso partecipazione e impegno civico. È il quadro che emerge da The CARE, il progetto promosso da ActionAid Italia e Fondazione Realizza il Cambiamento: in tre anni sono state coinvolte oltre 180 organizzazioni, 69 progetti e più di 33 mila persone.

Dai giovani alle prese con un lavoro instabile, ai riders spesso invisibili, fino alle comunità delle aree interne: storie diverse, unite dalla richiesta di diritti e opportunità. Un percorso che punta a rafforzare le comunità partendo dal basso.

"Il progetto The CARE è un progetto finalizzato alla promozione dei diritti e dei valori dell'Unione Europea, attraverso il supporto delle organizzazioni e della società civile. Si struttura in tre assi di intervento, supporto a dei progetti, capacity development, quindi formazione e sviluppo delle capacità e competenze dell'organizzazione e networking, ossia la creazione di un ambiente di autoaiuto tra le organizzazioni stesse" ha dichiarato Cosimo Chiesa, Responsabile The Care per ActionAid.

Non solo fondi, ma formazione, rete e strumenti per trasformare fragilità in partecipazione attiva con risulti concreti, visibili e duraturi nel tempo.

"In base alle diverse componenti del progetto, abbiamo raggiunto questi obiettivi. In termini di supporto finanziario, sono state raggiunte più di 33.000 persone. In termini di formazione, ogni organizzazione ha ricevuto 189 ore di formazione in diversi ambiti, che vanno dalla raccolta fondi alla comunicazione. In termini di attività di networking, è stato creato un percorso di elaborazione di un manifesto dell'organizzazione e della società civile, dove le organizzazioni stesse hanno buttato giù dei punti di miglioramento, di finanziamento alle piccole organizzazioni e di riforma del terzo settore." ha aggiunto Chiesa.

Un progetto che lascia un segno concreto: comunità più forti e cittadini più consapevoli. Perché il cambiamento, oggi, passa proprio da chi vive e costruisce ogni giorno i territori.

The CARE - Civil Actors for Rights and Empowerment è un progetto promosso da ActionAid Italia e Fondazione Realizza il Cambiamento, cofinanziato dall'Unione europea nell'ambito del programma CERV.

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Iran, Von der Leyen: spesa import combustibili aumentata di 27 mld

Strasburgo, 29 apr. (askanews) - "In soli 60 giorni di conflitto, la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro, senza che ciò abbia comportato un solo kilowattora di energia in più". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen parlando alla plenaria a Strasburgo.

"La strada da seguire è quindi evidente. Dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra offerta di energia pulita a prezzi accessibili, dalle fonti rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica", ha aggiunto.

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Ue contro Meta: inefficaci i controlli sugli under 13

Milano, 29 apr. (askanews) - La Commissione europea accende i riflettori su Meta: Bruxelles ha rilevato in via preliminare che Instagram e Facebook violano la legge sui servizi digitali (Dsa) per non aver diligentemente identificato, valutato e mitigato i rischi di accesso ai loro servizi da parte di minori di 13 anni.

"I nostri risultati preliminari indicano che, durante la creazione di un account, i minori di 13 anni possono aggirare con estrema facilità le restrizioni di età. Abbiamo inoltre concluso che lo strumento per segnalare i minori di 13 anni non è di facile utilizzo e spesso non prevede un adeguato follow-up", ha affermato la commissaria europea per la sovranità tecnologica, Henna Virkkunen.

Secondo la Commissione, tra il 10 e il 12% dei bambini sotto i 13 anni nell'Unione utilizza comunque le piattaforme, esponendosi a contenuti non adatti. Se le violazioni saranno confermate, Bruxelles potrà imporre a Meta una multa fino al 6% del fatturato globale annuo.

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