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Vertigine dell'interpretazione: in Triennale Melotti e Djordjadze

sabato 8 luglio 2017
2' di lettura

Milano (askanews) - Strutturare il lavoro di un altro artista, per moltiplicare le possibilità e creare una vertigine interpretativa. Succede qualcosa di simile nella mostra "Abbandonando un'era che abbiamo trovato invivibile", che, in Triennale a Milano, ripropone gli storici Teatrini di Fausto Melotti intorno ai quali l'artista georgiana Thea Djordjadze ha costruito un sistema architettonico flessibile e site specific, in grado di offrire ulteriori prospettive all'idea stessa di scultura. Allestita in uno spazio in cui le grandi finestre del Palazzo dell'Arte di Giovanni Muzio tornano a giocare un ruolo decisivo, la mostra è curata da Lorenzo Giusti. "L'idea - ha spiegato il curatore ad askanews - è di integrare, di far dialogare, due lavori che per certi aspetti hanno degli elementi comuni, ma che per altri anche divergono, quindi c'è come una sorta di mostra nella mostra, ossia un percorso attraverso la produzione di Fausto Melotti dedicata al concetto di teatrino e questi teatrini sono, come dire, messi in scena su uno scenario che crea in qualche modo un corto circuito, una sovrapposizione di piani e di Da questo confronto, che è fertile e immersivo, pur mantenendo quella misura naturale che è propria dell'idea di lavoro di Melotti, nasce nei fatti una grande installazione nella quale converge - e si interseca - tutto ciò che è il mondo della Triennale: arte più architettura più progettazione e design. "Le strutture di Thea Djordjadze - ha aggiunto Lorenzo Giusti - tendono a integrare strutture portanti e oggetti ed elementi che apparentemente possono sembrare l'elemento scultoreo, ma poi la scultura stessa ingloba anche il supporto, e diventano un meta-scenario per altrettanti palcoscenici, che poi sono gli stessi teatrini di Melotti, che al loro interno presentano piccoli elementi in miniatura, sculture, figure umane che mimano situazioni e sentimenti". La sensazione è quella di scivolare lentamente, senza accorgersene, dentro un vortice di livelli narrativi e una volta presa coscienza di quanto lontano ci si sia spinti viene quasi a mancare il fiato. Perché in fondo i 25 teatrini di Melotti parlano di noi, così come la Triennale del direttore artistico Edoardo Bonaspetti continua a parlare, anche con questa mostra, il linguaggio delle grandi gallerie internazionali, con una coerenza e una visione che ci appaiono solide e multiformi come il magnifico edificio dentro il quale si manifestano i progetti espositivi.

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Evento Consiglio regionale Lazio, "Alzheimer e nuove terapie"

Roma, 29 mag. (askanews) - Alla sede del Consiglio Regionale del Lazio si è tenuta la tavola rotonda "Alzheimer e nuove terapie", promossa dal Consigliere Regionale Roberta Della Casa. Tema dell'incontro l'Alzheimer, evidenziando l'importanza della diagnosi precoce, ma anche di una rete integrata che possa coinvolgere tutti gli attori: dai clinici agli addetti ai lavori, ma anche le associazioni di pazienti e società scientifiche.

L'intervista a Roberta Della Casa, Consigliere Regionale: "È emersa la voglia di curare e di prendere in carico il paziente a 360°. In alcuni casi mancano i mezzi, in altri manca l'organizzazione. Ho proposto a tutti quanti di lavorare insieme per costruire quella che potrebbe essere un'organizzazione ottimale che ci consentirebbe di raggiungere risultati migliori nei confronti dei pazienti, sopratutto nell'immediato e di fare una programmazione anche per investimenti di risorse sul medio-lungo periodo sicuramente più oculata. Quindi io sono a disposizione, questo tavolo deve essere qualcosa di pratico e che porta al risultato."

Proprio nel campo dell'innovazione, il settore si prepara all'arrivo dei nuovi farmaci disease modifying, già in uso in alcune regioni italiane, tra cui il Lazio con alcuni centri. Inoltre, dal dialogo, è emersa l'importanza dell'innovazione in diagnostica con l'arrivo dei test per biomarcatori, con l'auspicio che il loro utilizzo diventi sempre più accessibile e capillare.

Nuovamente Roberta Della Casa, Consigliera Regionale: "C'è tanta innovazione sia in campo di diagnostica che in campo terapeutico. Io penso che nonostante l'innovazione spesso abbia un costo importante, le istituzioni debbano comunque investire. Investire in ricerca e in terapie che possano migliorare la vita dei pazienti e anche in diagnostica che possa dare delle risposte sempre quanto più precise. Questo è un processo di crescita che non possiamo fermare. Ovviamente dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo nella cassa delle pubbliche amministrazioni però possiamo ragionare insieme ai clinici su come valorizzare le risorse a disposizione in favore dei pazienti. L'innovazione non può essere fermata e il futuro dipende da ciascuno di noi."

Accorciare i tempi clinici e definire una rete per la presa in carico dei pazienti con una diagnosi precoce di Alzheimer, con chiari ruoli e responsabilità, su tutto il territorio regionale. Sono queste la priorità della cabina medica, che adesso si trova di fronte ad una grando opportunità: grazie alle risorse disponibili, e al possibile rifinanziamento del Fondo Alzheimer, si può dare un impulso concreto al trattamento della patologia e alla diagnosi precoce, per assicurare un miglioramento della qualità di vita delle persone affette da Alzheimer.

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Teatro Stabile di Torino: "Produzione e internazionalizzazione"

Torino, 29 mag. (askanews) - Una stagione, la settantunesima, all'insegna della produzioni, delle collaborazioni e dello sguardo rivolto anche al mondo. Il Teatro Stabile di Torino ha presentato il proprio 2026-27 che parte da una parola chiave: "Elisir", intesa come racconto del potere del teatro di trasformare questo tempo in gioco, stupore, ironia. "Portiamo 94 titoli tra quello che faremo in sede e quello che faremo in tournée - ha detto ad askanews Alessandro Bianchi, presidente della Fondazione Teatro Stabile di Torino - e di questo ci tengo a dire 21 tra produzione e coproduzione. Lo dico perché produrre per il teatro significa fare nuovo teatro, dare spazio ai drammaturghi, dare spazio ai nuovi registi e a nuovi attori. Il teatro ha bisogno, così come tutta la cultura, di produrre, altrimenti continua a ripetersi. L'altro lato molto importante di questa stagione è l'internazionalizzazione: noi abbiamo tournée che girano tutto il mondo: ne cito soltanto una, il monologo di Matthias Martelli su Dario Fo, che ci consentirà di andare dal Sud America alla Cina e in ottimi teatri europei".

A guidare il progetto produttivo'è il nucleo artistico del teatro che ora, accanto al direttore artistico Valerio Binasco e al direttore artistico junior Diego Pleuteri, vede la presenza anche di Leonardo Lidi come vicedirettore artistico. A loro si affiancano Anna Cremonini, direttrice artistica di Torinodanza, con Kriszta Székely e Silvia Gribaudi nel ruolo di artiste associate. E anche l'immagine guida scelta per "Elisir" esprime un modo di pensare il teatro. "Cosa vuol dire travestirsi? - ha aggiunto il presidente - Vuol dire non solo l'artista che sale sul palco e cambia il proprio aspetto, ma anche in un teatro di ricerca lo spettatore che entra in un modo ed esce in un altro, cioè più ricco, perché no, anche più responsabile rispetto a quello che succede nel mondo".

E proprio la posizione dell'idea di teatro nel mondo è il punto da cui, in fondo, tutto parte. "Abbiamo dato per morto il teatro molte volte - ha concluso Bianchi -: quando è nato il cinema, quando sono nate le piattaforme, in parte quando c'è stato il Covid, ma in realtà noi andiamo controtendenza. Il teatro vivrà probabilmente per sempre, la dimostrazione sono i numeri 172mila biglietti venduti nell'ultima nostra stagione, la settantesima".

Oltre alla programmazione per il palcoscenico, la stagione si articola poi in una proposta di attività e iniziative sul filone della sostenibilità, dell'accessibilità e della partecipazione del pubblico.

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Romania, Putin: serve un'indagine per capire provenienza del drone

Roma, 29 mag. (askanews) - Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che sarà possibile stabilire le responsabilità di quanto avvenuto in Romania solo dopo un'indagine approfondita e completa.

"Nessuno può dire quale sia l'origine di un determinato velivolo finché non viene effettuata un'analisi tecnica del mezzo. Sappiamo infatti che droni ucraini sono entrati anche in Finlandia", ha affermato Putin in una conferenza stampa ad Astana, osservando che "droni ucraini sono entrati anche in alcuni Paesi baltici".

"La prima reazione è stata esattamente la stessa di quella che vediamo ora in Romania: 'allarme, arrivano i russi, i russi attaccano'. Poi, dopo poco tempo, si è scoperto che non avevano nulla a che fare con velivoli russi, ma erano droni di origine ucraina che avevano perso la rotta", ha spiegato il presidente russo.

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Deschamps: ci vedono già in finale ai Mondiali. Non mi piace affatto

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"Non voglio negare che siamo tra i favoriti. Siamo superiori alle altre nazioni, come prima di ogni grande Coppa del Mondo? Logicamente, ci sono 7 o 8 squadre con quell'ambizione, solo una la raggiungerà - ha aggiunto - Non si tratta di scappare; l'ambizione è essenziale, così come la competitività. C'è una parola importante: umiltà"

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