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Carter e i suoi nuggets: il tweet più ritwittato di sempre

sabato 13 maggio 2017
2' di lettura

Roma, 9 mag. (askanews) - Un sedicenne americano ha battuto il record di Ellen DeGeneres e il suo famoso selfie della notte degli Oscar, fino ad ora il tweet più ritwittato di sempre, davanti a quello dell'abbraccio tra Barack e Michelle Obama per festeggiare il rinnovo del mandato alla Casa Bianca. Ma Carter Wilkerson (@carterjwm), con la richiesta d'aiuto su Twitter per ottenere una fornitura gratuita di nuggets della catena di fast food Wendy's per un intero anno, è arrivato a 3,42 milioni di Retweet, sorpassando i 3,4 milioni di Ellen. Una sfida partita quasi per gioco, quando Carter i primi di aprile, aveva chiesto quanti retweet sarebbero stati necessari per avere i loro famosi bocconcini di pollo fritti garantiti per un anno. Nel tweet di risposta, Wendy's ne chiedeva 18 milioni e il ragazzo ha accettato la sfida, rispondendo "Consider it done" ("Consideratelo già fatto"). Così è partita la campagna per arrivare al traguardo. Twitter ha risposto alla sua richiesta in modo sorprendente. Anche giganti come Microsoft, Google e Amazon e personaggi pubblici, come il senatore della Florida Marco Rubio (@marcorubio) o l'attrice Kathy Griffin (@kathygriffin) sono scesi in campo per sostenerlo. Il ragazzo è diventato sempre più popolare: se il primo aprile il suo account contava 138 followers, ora ne ha più di 100mila e l'hashtag #NuggsForCarter ha un'Emoji dedicata, con una scatola di nuggets di Wendy's. La catena di fast food gli fornirà una gift card per nuggets gratuita valida un anno, oltre a una donazione di 100mila dollari a nome di Carter a favore della Dave Thomas Foundation for Adoption, che trova e assegna una casa e una famiglia ai bambini in affidamento. Una causa per cui lo studente sta raccogliendo denaro anche sul suo sito nuggsforcarter.com.

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Francia, anziani e giovani a casa insieme contro l'isolamento

Arcueil (Francia), 28 ago. (askanews) - Ad Arcueil, vicino Parigi, la Maison d'Aspasie ospita persone dai 2 agli 82 anni. È una residenza intergenerazionale: appartamenti separati, spazi comuni, attività condivise. Un modello che in Francia il governo vuole sviluppare per rispondere all'isolamento degli anziani.

Qui vive Michèle, 80 anni, in un bilocale. Non voleva una casa abitata solo da persone anziane: "Vivere con i giovani ti fa sentire giovane. Se vivi con i vecchi, ti senti vecchio. E io, questa cosa... la vecchiaia mi fa paura. Quindi sono contenta, ci sono bambini, ci sono mamme. È fantastico".

Nella residenza vivono oggi 37 persone. I 22 alloggi, a canone sociale, sono destinati a giovani in inserimento professionale, famiglie con bambini e anziani. Chi arriva si impegna a partecipare alla vita comune, senza obbligo di prendere parte a tutte le attività.

"Quello che abbiamo davvero a cuore nelle nostre missioni è lottare contro l'isolamento. L'isolamento degli anziani, certo, ma anche quello di tutti. Perché alla fine tutti possiamo ritrovarci abbastanza isolati in una città vicina a Parigi", spiega Céline Banet-Rivet, responsabile della Maison d'Aspasie.

La coabitazione intergenerazionale esiste anche nelle case private. A Montreuil, Fanny, 86 anni, vive dal 2024 con Rania, 22. Sono state messe in contatto dal Pari solidaire, che permette agli over 60 di ospitare a basso costo una persona sotto i 30 anni.

"Lei mi porta la sua giovinezza, cose che io non conosco. E poi cucina molto bene, quindi è perfetto. Forse apriremo un ristorante insieme. No, no, davvero, ciascuna porta all'altra le proprie conoscenze", dice Fanny, coinquilina di Rania

"Mi sono sentita come a casa, era come mia nonna. In realtà, io sono per metà italiana, Fanny è italiana, quindi le origini ci hanno un po' unite".

In Francia le soluzioni di abitare condiviso riguardano quasi 275mila persone, tra cui 13mila residenze intergenerazionali. E mentre un francese su quattro avrà più di 60 anni nel 2030, il governo punta a raddoppiarne il numero entro il 2040.

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Venezia, la pittura dal vivo di Angelo Pregoni racconta la cura

Venezia, 28 ago. (askanews) - Una grande tela che prende forma sotto gli occhi del pubblico in dieci giorni. L'artista Angelo Orazio Pregoni, nell'ambito del padiglione nazionale della Tanzania alla Biennale di Venezia dipinge dal vivo una tela monumentale di tre metri per due. Una performance in cui il tempo della pittura diventa racconto della vita, della malattia e della rigenerazione.

"Raccontiamo la cura - ha spiegato Pregoni - lo facciamo in tre modi. Il primo mettendo la fatica performativa sulla tela con i ripensamenti, con i cambiamenti, con il ritorno indietro e l'andare avanti. Lo facciamo anche raccontando la solidarietà, in questo caso di Icone del Novecento, un malato. La solidarietà che serve per riportarlo alla vita, la socializzazione. In più raccontiamo la cura che dovremmo prenderci del nostro secolo, un secolo che ha imparato dal novecento solo lezioni della nostalgia, ma commette gli stessi errori che ha commesso il secolo scorso".

La performance pittorica di Pregoni si tiene fino al 6 settembre presso la Gervasuti Foundation at Supernova, sede del Padiglione Nazionale della Repubblica Unita della Tanzania, in Fondamenta della Sensa a Canareggio.

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Finlandia, coste in allerta per il rischio di marea nera

Kotka (Finlandia), 28 ago. (askanews) - Sulle isole del Golfo di Finlandia, a meno di cento chilometri dal confine russo, gli operai forano le scogliere e installano ancoraggi permanenti nella roccia. Serviranno ad agganciare rapidamente le barriere antinquinamento in caso di sversamento di petrolio, prima che il greggio raggiunga la costa.

Secondo la Guardia costiera finlandese, il rischio è aumentato con le petroliere della flotta ombra russa, i problemi ai sistemi di navigazione e gli attacchi ucraini con droni contro i porti petroliferi russi.

Ogni giorno nel Golfo transitano tra cinque e dieci grandi petroliere cariche di greggio. È una rotta stretta e poco profonda, usata dalle esportazioni russe nonostante le sanzioni occidentali. Nella parte orientale del Golfo saranno installati 350 punti di aggancio. In futuro il piano potrebbe estendersi lungo tutta la costa meridionale finlandese.

"Oggi, da quando i russi hanno attaccato l'Ucraina, ci sono le flotte ombra, ci sono problemi Gnss e ci sono i ghiacci marittimi che interferiscono - spiega Jukka-Pekka Lumilahti, Guardia costiera del Golfo di Finlandia - quindi il rischio è molto più alto di prima. E adesso ci sono anche i droni ucraini, con attacchi nei porti russi, nei porti petroliferi, nei porti normali. Quindi il rischio di una grande catastrofe petrolifera nel Golfo di Finlandia è molto alto in questo momento".

Ulla Rosenstrom, John Nurminen Foundation, spiega che "lo scopo del progetto è installare un sistema permanente di ancoraggi nella roccia nel Golfo di Finlandia. Ora siamo nella parte orientale del Golfo di Finlandia e qui vogliamo che questo sistema sia pronto nel caso in cui dovesse esserci uno sversamento di petrolio". "Ci sono molte specie - prosegue - animali e piante, abbastanza rare e molto specifiche di quest'area. Potrebbe anche accadere che alcune si estinguano in parte, perché se il petrolio arriva nel momento sbagliato dell'anno, quando nidificano, sarebbe terribile per alcuni uccelli marini che nidificano qui e sono piuttosto minacciati".

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Sinalunga, una residenza per artisti come spazio di comunità

Sinalunga, 28 ago. (askanews) - A Sinalunga in provincia di Siena La CAP Re-Hub e Ipercubo hanno lanciato le Residenze Lievito, un progetto per artisti e curatori under 36 dedicato allo sviluppo di ricerca e creazione contemporanea. Quest'anno il tema si concentra su "Corpi, immagini, narrazioni in movimento".

"Residenze Lievito - ha spiegato ad askanews Matteo Graniti, co-founder e direttore di Ipercubo - è nato con lo spirito di restituire lo spazio di ascolto del territorio, una sorta di processo critico e di calma, che oggi è un po' difficile anche per un artista e per un curatore trovare nella frenesia del giorno d'oggi. cui durante queste residenze gli artisti si troveranno all'interno di questi spazi per poter riflettere e arrivare a una restituzione finale, che sarà il 12 dicembre qui a Sinalunga, potranno restituire quello che è stato questo percorso di residenza".

I residenti sono cinque e per sei mesi lavoreranno alle proprie pratiche nell'ambito del progetto. Che ha anche un'importante componente di apertura al pubblico e di relazione con la comunità locale. "Ciascuna residenza - ha aggiunto Silvia Giordano, direttrice de La CAP Re-Hub - ha un tema specifico, una suggestione che diamo agli artisti, in questo caso è 'Ripensare l'aia', cioè l'idea di ripensare le relazioni sociali oggi in un luogo che un tempo era un luogo di lavoro e abbiamo pensato di dare questo nome anche a una serie di attività che si svolgono per gli artisti residenti e con i residenti, aprendole al pubblico e invitando la comunità in una serie di appuntamenti. Appuntamenti che sono lezioni dedicate agli artisti che si aprono anche al pubblico, talk e momenti conviviali che esperti, artisti, registi o personaggi di settore internazionale e nazionale vengono qui e condividono sia con i residenti che con la comunità".

Tra scuola, visioni e movimenti, il progetto di residenze si intreccia con gli spazi de La CAP Re-Hub e del suo stare all'interno di un territorio così come di una prospettiva culturale. "Mi piacerebbe che diventasse un punto di riferimento - ha aggiunto Silvia Giordano - un luogo dove si va per stare, ma anche un luogo dove si va per ripartire".

E anche la parola lievito gioca un ruolo importante. "Il lievito - ha concluso Graniti - è un qualcosa che ha bisogno di un tempo di fermentazione, un tempo lento, una creazione che poi restituisce delle forme che sono anche inaspettate". Quel tempo che, in una società frenetica di cui anche il sistema dell'arte è uno specchio inquieto, può rivelarsi prezioso sia per sviluppare le ricerche sia per riportare il tutto a prospettive più umane.

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