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"2040-Salviamo il Pianeta!", film che immagina un futuro migliore

di TMNews lunedì 20 aprile 2020
1' di lettura

Roma, 20 apr. (askanews) - Si può pensare un futuro alternativo per il Pianeta Terra più equo e sostenibile, anche in questi giorni di crisi globale? Il regista australiano Damon Gameau prova a immaginarlo in "2040 - Salviamo il Pianeta!", documentario in onda in prima tv su laF (Sky 135) il 22 aprile, (alle ore 21.10) in occasione della Giornata della Terra.

"2040 è una lettera a mia figlia di 4 anni - ha spiegato il regista - tutto ciò che le mostro e che potrebbe condurre il nostro Pianeta a un 2040 migliore, esiste già. Non è una fantasia utopistica, è un esercizio, un sogno fondato sulla realtà".

Il docufilm è stato presentato in anteprima al Festival di Berlino 2019 e in Australia ha registrato tra i più grandi incassi di sempre nel suo genere. Sicuro che il nostro futuro nel 2040 potrebbe essere equo, positivo e sostenibile se decidessimo di adottare le soluzioni e le tecnologie già disponibili, Gameau ha fatto un viaggio attorno al mondo incontrando esperti e innovatori in diversi settori, come agricoltura, acquacoltura, sostenibilità, logistica, educazione, alimentazione, impegnati concretamente nella lotta ai cambiamenti climatici. Ha incontrato anche quasi 100 bambini da diverse parti della Terra, per capire i loro desideri e speranze e per andare oltre la propria visione del futuro.

Il suo messaggio, punto cardine del film, è: "Credo sia arrivato il momento di raccontare una nuova storia, una storia che si focalizzi sulle soluzioni e non sui problemi".

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Sotto accusa il governo di Miguel Dìaz-Canel, ma anche il blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti che ha fermato l'arrivo di greggio dal Venezuela del deposto Maduro, che si aggiunge all'embargo economico imposto da Washington da decenni.

Il presidente Donald Trump ha più volte detto esplicitamente di volere un cambio di regime all'Avana dichiarando che Cuba il prossimo obiettivo.

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In questa situazione il turismo, importante fonte di reddito per l'isola caraibica, è in crisi totale e gli arrivi sono quasi azzerati.

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Iran, Trump a Nato su Stretto Hormuz: futuro negativo se non aiuta

Washington, 16 mar. (askanews) - Donald Trump ha di nuovo chiesto con insistenza supporto per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, una via strategica per il trasporto del petrolio, ritenendo che il futuro sarebbe "molto negativo" per la Nato in caso di rifiuto di assistenza da parte dei suoi alleati. E annunciato che potrebbe rinviare la sua visita in Cina se Xi Jinping e Pechino non risponderanno positivamente.

"È normale che quanti traggono profitto da questo stretto contribuiscano a fare in modo che non accada nulla di spiacevole laggiù", ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti ricordando che Europa e Cina dipendono fortemente dal petrolio del Golfo, a differenza degli Stati Uniti. Teheran sta prendendo di mira lo Stretto di Hormuz come rappresaglia contro gli attacchi israelo-americani, con l'obiettivo di renderlo impraticabile: una strategia che mira a danneggiare l'economia mondiale per fare pressione su Washington, mentre i prezzi del petrolio continuano a salire.

Dalla Cina un invito a fermare immediatamente le operazioni militari nell'area dello stretto di Hormuz, dopo le dichiarazioni di Trump sulla possibile creazione di una coalizione internazionale incaricata di scortare le navi attraverso il passaggio strategico del Golfo Persico.

"La Cina invita ancora una volta tutte le parti a fermare immediatamente le operazioni militari a Hormuz, ed evitare un'ulteriore escalation delle tensioni e prevenire un deterioramento della situazione regionale che potrebbe avere conseguenze ancora più gravi per l'economia globale", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.

In occasione del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles i ministri degli Esteri Ue discutono delle difficili situazioni in Medio Oriente. Secondo l'Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas l'Unione europea valuta l'ipotesi di un'iniziativa internazionale per garantire il passaggio di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz, ispirata all'accordo che durante la guerra in Ucraina ha consentito l'esportazione di grano dal Mar Nero.

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