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Fresi a capo de "Il Regno" in un medioevo alle porte di Roma

di TMNews martedì 23 giugno 2020
2' di lettura

Roma, 23 giu. (askanews) - Stefano Fresi, autista d'autobus romano solitario e insicuro, si ritrova all'improvviso nel Medioevo a capo di una comunità di cui viene proclamato sovrano. Succede nella commedia "Il regno", diretta da Francesco Fanuele, che sarà disponibile dal 26 giugno sulle principali piattaforme streaming (ITunes, Google Play, Chily, Sky prima fila, Rakuten, CGHV, Huawei, Infinity, TIMVISION e #iorestoinSALA).

Il protagonista, Giacomo, viene chiamato dall'avvocato interpretato da Max Tortora per i funerali e la lettura del testamento di suo padre: quell'uomo che lo aveva abbandonato da bambino aveva creato, nella campagna vicino Roma, una comunità coesa, fondata sul baratto, con una vita modesta ma pacifica, senza modernità, tecnologia e senza egoismi.

Dopo il lockdown oggi molti immaginano e idealizzano un mondo così, e Fresi dice: "È molto allettante l'idea di avere un tipo di vita così, però è una scelta anche molto difficile rinunciare a tutto quello che si ha, della vita che si ha adesso in virtù di una vita magari più serena e più tranquilla. E' un atto abbastanza estremo e a me un po' spaventa l'idea di abbandonare tutto".

Tortora invece dice: "Io avrei vissuto bene in un contesto come quello, perché una cosa che avrei trovato lì, nonostante le regole che io da gran ciambellano dovevo impartire e nonostante le gerarchie, è la convivialità: c'è un baccanale meraviglioso, dove si mangia tutti insieme, si ride, si scherza, si beve il vino e non manca niente. Quelli sono rapporti umani, non ce lo dimentichiamo".

Nel film Fotinì Peluso interpreta la sorellastra di Giacomo e Silvia D'Amico la donna di cui si invaghisce. In realtà ben presto si capisce che anche come re Giacomo è vittima delle proprie fragilità e insicurezze e difficilmente riuscirà a governare un popolo che aspetta solo un nuovo leader forte a cui obbedire. Il regista: "Per il personaggio del film è proprio questo il problema principale, quello che si trova ad affrontare sin da subito è proprio questo: ma come, sono diventato re e sono ancora più solo di prima?"

"È una comunità che si sceglie la sua realtà ma sempre con qualcuno che la comandi. Pronta a glorificare questo qualcuno, o ad appenderlo quando il momento lo richiede" conclude Fresi.

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Gerusalemme, 20 mar. (askanews) - La polizia israeliana ha sparato gas lacrimogeni contro i fedeli musulmani radunati a Gerusalemme, che hanno provato a raggiungere la moschea di al Aqsa per celebrare la ricorrenza dell'Eid al-Fitr, la fine del digiuno che segna la conclusione del mese sacro del Ramadan.

Israele ha chiuso la moschea di al Aqsa, uno dei tre luoghi più sacri per l'Islam, dopo l'inizio dell'attacco all'Iran, e i fedeli musulmani sono venuti a pregare vicino alla Città Vecchia.

Abou Najm, fedele musulmano di Beit Hanina, quartiere orientale di Gerusalemme:

"Come musulmani, avremmo dovuto celebrare la preghiera dell'Eid nella moschea di Al-Aqsa", ha spiegato, aggiungendo - ma le forze israeliane "hanno chiuso la moschea di Al-Aqsa negli ultimi venti giorni. Per questo abbiamo deciso di riunirci nel luogo più vicino alla moschea di Al-Aqsa".

Intanto, dopo un allarme missilistico iraniano, i servizi di emergenza sono intervenuti nell'area d'impatto nella città vecchia di Gerusalemme, dove sono caduti i detriti di un missile o di un intercettore, proprio nel quartiere ebraico, vicino al Muro e ai luoghi santi, mentre nelle ultime ore sono state udite diverse forti esplosioni. Le sirene antiaeree hanno risuonato in città, secondo quanto riferito dai giornalisti di Afp sul posto.

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