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Incendi L'Aquila, dopo 6 giorni la situazione migliora

di TMNews mercoledì 5 agosto 2020
1' di lettura

Milano, 5 ago. (askanews) - Dopo 6 giorni di lavoro, i Vigili del Fuoco hanno comunicato che la situazione degli incendi in provincia de L'Aquila sta migliorando. I roghi scoppiati intorno al 30 luglio sui monti Pettino e Omo sono in fase di bonifica. Un elicottero sta effettuando lanci di acqua sulla zona di Cansatessa e 19 squadre sono in azione a terra.

Per giorni centinaia di persone fra pompieri, Protezione Civile, alpini e volontari hanno lavorato per evitare che il fronte del fuoco raggiungesse il centro abitato. Sono state notti di paura per gli abitanti dei quartieri più vicini, per cui era già pronto un piano di evacuazione. Che non servirà grazie anche alle piogge che hanno aiutato a spegnere il fuoco ha spiegato il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi.

"I militari dell'esercito e dei Vigili del fuoco sono riusciti a contenere le fiamme e i Canadair hanno fatto il resto". Gli incendi, secondo i primi rilievi sarebbero dolosi.

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A vincere tra le macchine è stato Lightning di Honor, capace di chiudere in 50 minuti e 26 secondi, un tempo inferiore al record umano della mezza maratona. Non solo: i robot hanno occupato tutte le prime posizioni, in una gara con oltre 300 macchine provenienti da più di 100 team.

Un risultato reso possibile da hardware sempre più sofisticati: strutture metalliche avanzate, moduli articolari ad alta potenza e sistemi di equilibrio che permettono ai robot di correre, evitare ostacoli e persino recuperare da cadute senza intervento umano.

Come nel caso del robot D1, lightning di Honor, costruito con 159 componenti strutturali metallici e dotato di articolazioni molto potenti, progettate per sostenere corsa ed equilibrio senza assistenza.

Resta però un limite molto concreto: l'autonomia. Su distanze più lunghe, come una maratona completa, le batterie potrebbero non reggere ancora questi ritmi. La sfida, adesso, non è solo correre più veloce dell'uomo. È riuscire a farlo anche sulle lunghe distanze.

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Il regista giapponese di origini sudcoreane parte dagli anni '60 e racconta l'ascesa artistica, faticosa, di un ragazzo, figlio di un boss della yakuza (la mafia giapponese). Fattosi notare a soli 14 anni per le sue doti, il giovane Kikuo (Ryo Yoshizawa) viene accolto e protetto alla morte del padre da uno dei più grandi attori di Kabuki, Hanjiro Hanai (interpretato da Ken Watanabe), che lo forma con disciplina e severità insieme a suo figlio Shunsuke (Ryusei Yokohama). I due, con sacrifici e dedizione dedicano la loro vita all'arte del kabuki come onnagata, gli attori che interpretano ruoli femminili.

Lee Sang-il partendo dal romanzo omonimo, si è ispirato, ha detto, a un onnagata esistito durante la Seconda guerra mondiale. "Un personaggio bellissimo, ma con delle ombre - ha detto - da una parte anche un po' grottesco e misterioso". "Il Kabuki ha 400 anni e racconta anche una storia di tradizioni che si tramandano, di legami familiari, regole rigide".

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