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Si può dire cancro? Un video dei The Jackal contro il tabù

di TMNews giovedì 5 novembre 2020
3' di lettura

Milano, 5 nov. (askanews) - I The Jackal e Pfizer Oncologia insieme per affrontare uno dei tabù più difficili: chiamare il cancro con il suo nome. Una campagna video che, con il contributo di autorevoli esperti e tono leggero, invita a superare l imbarazzo di nominare in modo diretto il cancro. E in un momento storico come quello attuale che, a causa della pandemia di Covid-19 crea ulteriori difficoltà per i malati oncologici, mira a offrire un segno di vicinanza e di supporto a loro e ai familiari. E a ricordare che la vita non deve fermarsi.

Una malattia che si trova sempre modo e maniera di non nominare, utilizzando spesso perifrasi, di solito ispirate al concetto di battaglia, o peggio guerra, "il brutto male" per definizione, come se gli altri mali non lo fossero. Quattro esperti. Il più famoso gruppo italiano di content creator. Sono questi gli ingredienti della campagna video promossa da Pfizer Oncologia partita oggi con un primo episodio, cui faranno seguito altri tre nei prossimi tre mesi. Diffusi sul canale YouTube e i social media dell azienda, i video sono stati progettati partendo dalla riflessione che in un contesto come quello attuale, in cui tutto è più complesso, gli equilibri già instabili dei pazienti oncologici e dei loro familiari subiscono una spinta ulteriore, le criticità oggettive del quotidiano aumentano: la fatica della cura, i piccoli gesti di vicinanza, le strategie da attuare per non scivolare nella negatività, per non avere paura di curarsi, per non dimenticare che la vita va avanti, perché - come dirà una delle esperte - "la malattia non è la vita e la vita non deve fermarsi a causa del cancro".

"Crediamo che mai come in questo momento storico sia fondamentale che i malati di cancro e quanti sono loro vicini sentano di non essere soli, che siano consapevoli che la ricerca va avanti e che tutto il mondo medico-scientifico continua nel suo impegno di garantire le migliori cure possibili", commenta Alberto Stanzione, Direttore Oncologia di Pfizer in Italia.

"È però altrettanto importante abbandonare i cliché tradizionalmente utilizzati nella comunicazione relativa a questi temi e trovare nuove modalità che, con un linguaggio nuovo e apparentemente un po sopra le righe, siano in grado di trasmettere concetti e messaggi finalizzati ad una gestione quanto più serena possibile della convivenza con questa malattia".

In questo solco è nata dunque l idea di collaborare con i The Jackal affiancando loro, per ogni episodio, specialisti in materia oncologica in aree di trattamento differente: Gabriella De Benedetta, psico-oncologa; Adriana Carotenuto, biologa nutrizionista; Antonietta Rozzi, Presidente Sarva Yoga International; Valentina Vecellio, istruttrice certificata in terapia del movimento per pazienti oncologici OTT.

La creatività sviluppata dai The Jackal e il concetto "Si può dire cancro" sono stati una naturale evoluzione del pensiero e della sfida che è stata loro posta. Per affrontare il tema e individuare i giusti messaggi da trasmettere con il loro linguaggio e lo stile, grazie ai quali sono così seguiti e amati, hanno messo a fattor comune la difficoltà che per primi si sono trovati a dover gestire. "Spesso ci è capitato di lavorare a campagne di comunicazione istituzionali o che trattano temi che solitamente vengono veicolati in una modalità molto convenzionale. E puntualmente proviamo a ribaltare il punto di vista dando una visione originale e anticonvenzionale" commenta Vincenzo Piscopo, Head of Branded content & originals di Ciaopeople - questa volta ci sembrava davvero complicato, ma abbiamo fortemente voluto accettare la sfida. L insight che viene sviluppato all'interno di tutti i contenuti parte da una presa di coscienza, ovvero quella di affrontare la malattia e gli ostacoli fisici e psichici che essa comporta. Da qui nascono le quattro pillole video di "Si può dire cancro" con l intento di coniugare informazione scientifica con l intrattenimento".

"La proposta degli autori ci ha conquistato, perché abbiamo colto immediatamente la potenza di questo approccio, confermata anche da tutti gli esperti coinvolti", aggiunge Alberto Stanzione. "Definire la malattia con il suo nome, senza giri di parole, è il primo fondamentale passo per affrontare con maggiore forza e determinazione sia la diagnosi che il successivo percorso di cura".

Ognuna delle esperte ha fornito, in uno scambio a due con i The Jackal sotto forma di intervista, brevi indicazioni di comportamento e alcuni suggerimenti pratici, anche in ottica di restrizioni causa Covid19, affinché sia i pazienti sia i caregiver possano applicarli nel quotidiano.

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