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Coronavirus, Wuhan un anno dopo lo scoppio della pandemia

di TMNews venerdì 22 gennaio 2021
2' di lettura

Wuhan, 22 gen. (askanews) - A mezzanotte del 22 gennaio 2020 la Cina si isolava dal resto del pianeta dichiarando il primo rigido lockdown per una "strana" ondata di polmoniti: fu così che, esattamente un anno fa, il coronavirus Sars-Cov2 si presentò al mondo.

Le Tv di tutto il pianeta mostravano le immagini di posti di blocco in entrata e in uscita dalla città di Wuhan, nelle provincia di Hubei, una delle più popolose al mondo. Morti sui marciapiedi, negozi chiusi, ospedali al collasso, uomini in tuta bianca e maschere antigas che sanificavano strade insolitamente vuote. Scene apocalittiche e spettrali che sembravano uscite da un film.

Eppure era tutto vero ed era solo l'inizio di quella che, nel giro di poche settimane, sarebbe diventata una delle emergenze sanitarie più tragiche nella storia degli ultimi 50 anni dell'intero pianeta.

L'opinione pubblica cominciò a familiarizzare con parole alle quali non era abituata, come: tampone, pulsossimetro, distanziamento sociale, isolamento fiduciario, indice Rt, ventilatori polmonari, immunità di gregge, new normal e, soprattutto, Covid-19.

Riscoprì l'importanza del volontariato e di un sistema sanitario efficiente e capillare.

Riscoprì l'importanza di Forze armate preparate e addestrate anche per compiti di protezione civile.

Riscoprì una solidarietà che sembrava sopita.

Oggi, a un anno esatto da quel giorno, milioni di contagi e di morti dopo, mentre il mondo continua a lottare contro una pandemia che non sembra volersi arrestare, in Cina contromisure anche brutali ma efficaci e i primi vaccini hanno riportato un po' di normalità nella vita dei cittadini, anche se piccoli lockdown localizzati vengono attivati, di volta in volta all'insorgere di nuovi focolai, per lo più dovuti a casi d'importazione.

In ogni caso, la situazione nel Paese epicentro dell'infezione oggi appare piuttosto sotto controllo, in Cina la gente è tornata a vivere e a ripopolare strade e negozi e anche le discoteche, in attesa che cure e vaccini mettano definitivamente la parola fine alla pandemia di Covid-19.

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