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Vaccini, Prof. Cauda: "Sì a Sputnik e cinesi, sembrano efficaci"

di TMNews martedì 2 febbraio 2021
1' di lettura

Roma, 2 feb. (askanews) - Buona efficacia e sicurezza, secondo i dati, da parte del vaccino russo, Sputnik V e dei vaccini cinesi. Ne è convinto il professor Roberto Cauda, infettivologo, e ordinario di Malattie Infettive dell'Università Cattolica.

"Tutti noi stiamo osservando una certa difficoltà di approvvigionamento dei vaccini da parte di quelle tre ditte a cui l'Europa si è rivolta. Noi tutti ci auguriamo che questo stop sia temporaneo e che si possa riprendere l'approvigionamento con i ritmi e i tempi prestabiliti. Ma bisogna anche pensare a soluzioni alternative. È chiaro che la vaccinazione non solo ha l'obiettivo di proteggere le persone vaccinate ma anche l'obiettivo di ridurre la circolazione del virus.

"Sappiamo che se il virus continua a circolare ci sono buone probabilità che questo virus possa andare incontro a delle mutazioni che potrebbero generare delle varianti che a lungo andare, in via teorica, potrebbero essere resistenti ai presenti vaccini. Per questo credo che si debbano osservare i risultati dei vaccini prodotti in Russia e in Cina. Hanno la tecnologia del Dna con il supporto dell'adenovirus, mentre c'è un vaccino in Cina costituito da un virus attenuato con una tecnologia molto più simile ai vecchi vaccini. Sulla base dei risultati mostrati sembra che questi vaccini abbiano efficacia e sicurezza".

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"Sono stata picchiata e quello è stato solo l'inizio di quattro giorni di vero e proprio inferno. Ho guardato negli occhi le persone più spietate dell'universo e non ho ricevuto alcuna risposta. Queste persone devono essere fermate. Il regime sionista di Israele, regime genocida e serial killer, deve essere assolutamente smantellato e Albo (Anthony Albanese), dove sei quando abbiamo bisogno di te?", ha raccontato alla stampa Juliet Lamont, chiamando in causa il primo ministro Anthony Albanese,

"Non era nostro compito essere trascinati su una nave-prigione, essere bersagliati da colpi d'arma da fuoco nel Mediterraneo, essere trascinati, legati con cavi, legati come maiali, ricevere così tanta acqua in faccia da pensare di annegare, e quello era solo l'inizio di un processo sistematico, sorvegliato e calcolato per punirci in modo assoluto per aver osato smascherare la loro follia genocida e serial killer", ha aggiunto.

"Loro sparano in strada, lui continua a essere loro amico. Come possiamo vivere, come possiamo vivere in un mondo sicuro quando il nostro governo continua a definire questo Stato un amico e un alleato? Finché questo Paese definisce Israele un amico, come possiamo essere orgogliosi di essere australiani?", ha dichiarato un altro attivista australiano, Zack Schofield.

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