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Vaccini, il richiamo di Draghi alle Regioni: prima gli 80enni

di TMNews venerdì 26 marzo 2021
2' di lettura

Roma, 26 mar. (askanews) - "Quello che ho detto in Parlamento era una reazione abbastanza spontanea a vedere le differenze nel grado di vaccinazioni nelle varie Regioni su quelli oltre gli 80 anni e forse anche oltre i 70 anni. Come lei sa, la Costituzione attribuisce al Governo le competenze sanitarie in caso di pandemia": lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in una conferenza stampa nella sala polifunzionale della Presidenza.

"Non era quello il motivo del richiamo. Ho anche detto che non si può raggiungere il successo - ha aggiunto - senza una collaborazione Stato-Regioni in nome dell'unità d'Italia. Il mio richiamo era inteso a dire alle Regioni che c'è una linea sul vaccinare le persone più fragili e oltre gli 80 anni e poi andare in ordine di età. Abbiamo detto anche che c'erano categorie che avevano iniziato a essere vaccinate e potevano continuare ma fondamentalmente il criterio dell'età deve tornare a essere centrale. Quello che è difficilmente spiegabile alla gente è che si vedono delle categorie che sono state vaccinate prima e non si vede perché dovrebbero essere più fragili degli ultra 80enni e ultra 70enni, che poi sono i nonni che aspettano i bambini e i nipoti a casa".

Secondo il capo del Governo "la risposta delle Regioni è stata ampiamente positiva, ci sono stati incontri tra la ministra Gelmini e le Regioni, ci sarà un incontro con il governo centrale e le Regioni dove sarò anche io la settimana che viene. Bisogna lavorare tutti insieme, inutile mettere divieti, minacciare misure, nessuno ha mai contestato questo criterio dell'età, si sta lavorando bene", ha concluso Draghi.

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