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Mottarone, Giovannini: sui tre fermati gravi indizi colpevolezza

di TMNews giovedì 27 maggio 2021
2' di lettura

Roma, 27 mag. (askanews) - "Una grande ferita per il paese". Così il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, intervenendo alla Camera per un'informativa sul disastro della funivia Stresa-Mottarone ed esprimento il profondo cordoglio del governo nei confronti dei famigliari delle vittime".

Tre i fermati per la strage nella notte del 25 maggio: Luigi Nerini, amministratore unico della Srl Ferrovie del Mottarone, Gabriele Tadini, operaio con mansione di caposervizio ed Enrico Perrocchio ingegnere e direttore di esercizio. Su di loro, ha detto Giovannini, "gravi indizi di colpevolezza":

"Nel corso dell'attività di indagine a carico dei tre fermati sarebbero emersi gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di rimozione o omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, dal quale sarebbe derivato il disastro".

"In particolare - ha proseguito - l'attività investigativa ha

permesso di accertare gravi e concreti elementi di responsabilità in capo a Tadini, il quale, pur consapevole dei potenziali rischi, con l'assenso di Perrocchio e Nerini ha consentito la messa in funzione dell'impianto con la presenza, su una delle due cabine, del dispositivo cosìddetto forchetta, che impedisce l'eventuale attivazione del sistema di frenaggio di emergenza, al fine di evitare il continuo blocco dell'impianto causato proprio dal ripetuto azionamento, apparentemente ingiustificato, del

dispositivo frenante, che da circa un mese presentava anomalie".

"La presenza del suddetto dispositivo a forchetta, accertata in

fase di rilievi tecnici eseguiti dal personale del Nucleo

investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Verbania -

ha spiegato il ministro - ha impedito, all'atto della rottura del cavo traente, l'arresto della cabina che in quel momento stava salendo in vetta, con conseguente verificarsi dei fatti".

(immagini Camera Web tv Youtube)

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