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Donne di Kabul: Mary Akrami e il rifugio anti violenza

di TMNews lunedì 16 agosto 2021
1' di lettura

Roma, 16 ago. (askanews) - Un piccolo ristorante di Kabul, un forno tandoori: le donne che lavoravano qui sono sopravvissute di violenza domestica del rifugio creato da Mary Akrami. Vendute come offerte di pace, scambiate per soldi, abusate.

Queste immagini sono dello scorso giugno. Mentre i talebani prendono il controllo di Kabul, cosa succederà di queste donne, come di tutte le altre della capitale.

In giugno, così parlava Mary Akrami: "Vivere in Afghanistan non è senza rischi. Essere una donna non è facile. Essere una donna attivista è un altro rischio. Lo accetto".

"La violenza non succede solo in Afghanistan, succede in tutto il mondo. Ma qui in Afghanistan a causa della guerra, le vittime sono soprattutto le donne".

"La guerra in Afghanistan non è una guerra interna, è la guerra dei poteri a livello internazionale e regionale. Noi come afgani abbiamo pagato un prezzo immenso e ora pagheremo un prezzo immenso per la pace".

"Anche gli uomini sotto i talebani non avevano accesso ai loro diritti. Se vengono con la forza, la domanda è per la comunità internazionale: siete contenti di quello che avete fatto in questi vent'anni in Afghanistan?"

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"La Fratelli Tutti di Papa Francesco - ha aggiunto Zuppi - resta una grande grammatica che raccoglie questi 40 anni di cammino dello spirito di Assisi e lo rilancia. Qui siamo perfettamente in questa stessa direzione. In un mondo che purtroppo, al contrario, facilmente fa crescere le divisioni, la logica della forza, del passare sopra gli altri, del vivere senza gli altri. Questo è un ottimo segnale perché le religioni guardano al futuro senza nessun sincretismo".

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Al più giovane di tutti gli attori quest'anno candidati, Francesco Gheghi è andato il Nastro come migliore attore non protagonista per "40 secondi" di Vincenzo Alfieri, il film sull'omicidio di Willy Monteiro che ha vinto anche per il montaggio a cura dello stesso regista e per il casting director. Il premio per la migliore scenografia è andato a "Duse". Mentre come migliore canzone originale ha vinto "Le cose non dette" eseguita da Mahmood per l'omonimo film di Gabriele Muccino.

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