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Filippine, Duterte annuncia il ritiro dalla politica

di TMNews sabato 2 ottobre 2021
1' di lettura

Roma, 2 ott. (askanews) - Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte lascia la politica. "Oggi annuncio ufficialmente il mio ritiro dalla vita politica" ha detto parlando al suo popolo a Manila.

Duterte si ritira al termine del suo mandato, aprendo la strada alla successione da parte della figlia Sara, sindaco di Davao. Il presidente uscente ha anche escluso di volersi presentare candidato alla vicepresidenza nel 2022, una soluzione che per la maggioranza dei filippini violerebbe il limite di mandato imposto dalla Costituzione.

Duterte stesso lo ha sottolineato. "Il sentimento schiacciante dei filippini è che non sono qualificato e sarebbe una violazione della costituzione per aggirare la legge, lo spirito della costituzione".

Il suo stretto collaboratore, invece, il senatore Christopher Lawrence "Bong" Go, ha annunciato di essersi registrato per correre per la posizione di vicepresidente. Nei sondaggi Duterte è quasi popolare come quando è stato nominato nel 2016 con la promessa di liberare il Paese dalla droga, ma non può costituzionalmente correre per il secondo mandato.

L'annuncio del ritiro è arrivato a sorpresa nel luogo in cui era previsto che registrasse la sua candidatura a vicepresidente. Il duro leader non ha ancora comunque annunciato il suo successore, ma molti si aspettano che sarà sua figlia, che probabilmente lo proteggerà dalle accuse penali nelle Filippine e dai procuratori della Corte penale internazionale che indagano sulla sua durissima guerra alla droga, che i gruppi per i diritti umani stimano abbia ucciso decine di migliaia di persone.

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Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Question Time alla Camera, rispondendo a un'interrogazione di Azione. Tajani ha ricordato che la condanna a sei mesi è stata confermata in appello e che il legale egiziano ha presentato ricorso in Cassazione.

Resta aperta anche la partita sull'affidamento della figlia Aisha, per la quale permane il divieto di espatrio. "Nessy Guerra e la piccola Aisha non saranno lasciate sole". "La vicenda - ha detto il ministro - resta ancora complessa anche sul piano giudiziario: è stata confermata in appello la condanna a sei mesi di detenzione per adulterio. Nelle scorse settimane, il legale egiziano della connazionale ha depositato il ricorso in Cassazione. È inoltre ancora aperto il giudizio sull'affidamento della bambina, per la quale permane il divieto di espatrio. La connazionale ha recentemente deciso di conferire mandato a due nuovi legali, rispettivamente per il giudizio in Cassazione, e per un procedimento volto alla revoca del divieto di espatrio di Aisha. In relazione alla condanna per adulterio, la nostra Ambasciata ha inoltre formalmente consegnato alle Autorità egiziane una richiesta di grazia presidenziale. La nostra Sede diplomatica al Cairo sta infine collaborando con le Autorità giudiziarie italiane nell'ambito delle richieste di estradizione del Signor Hamouda".

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Università, Giachetti contro Bernini: prezzi studentati inaccessibili

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"Per essere chiari, il punto non è se nei canoni saranno comprese le utenze o altri servizi, il punto è che stiamo parlando di alloggi costruiti grazie a un contributo pubblico di circa 20.000 euro per posto letto e quei finanziamenti erano destinati a ridurre il costo dell'abitare per studenti, non a consentire modelli tariffari più alti del mercato. Ma chi l'ha detto che uno studente vuole la mensa? Ma se quello vuole mangiare un panino e vuole spendere di meno?"

"C'è un secondo elemento che deve essere chiarito. I bandi consentono nei periodi di sospensione dell'attività didattica l'utilizzo delle strutture per finalità turistico-ricettive a prezzi di libero mercato. È una scelta che rischia di snaturare la funzione di un investimento finanziato con risorse pubbliche e pensato per garantire il diritto allo studio", ha sottolineato ancora Giachetti.

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"Il target PNRR sui posti letto - ha precisato - non è stato ridotto, ciò che ha detto l'onorevole Giachetti semplicemente non è giusto: sono e rimangono 60.000, 30.000 realizzati con il bando Housing universitario ed altri 30.000 con lo strumento finanziario introdotto dall'ultima legge di bilancio su espressa domanda dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, con cui abbiamo fatto un accordo di collaborazione, e dei soggetti pubblici che ci hanno chiesto di avere più tempo. Quindi non esistono soggetti privati che hanno avuto dei vantaggi indebiti".

"Quanto ai canoni, gli studentati pubblici e il mercato privato semplicemente non sono comparabili, perché il mercato privato per gli studenti semplicemente non esiste. Il prezzo delle stanze PNRR comprende servizi essenziali e servizi extra. Gli studentati PNRR si trovano nelle principali città italiane e sedi di università, dove le tariffe per il diritto allo studio riservate al 30% degli studenti che vi accedono devono essere applicate dal gestore pubblico o privato, anche nel caso in cui l'ente per il diritto allo studio non sia in grado di collocare un numero corrispondente di studenti attraverso proprie graduatorie. In tal caso il gestore, pubblico o privato, deve formare autonomamente la propria graduatoria alle stesse condizioni previste dall'ente per il diritto allo studio con tariffe inferiori al valore di mercato che vanno dai 150 ai 300 euro, non esattamente una tariffa di lusso. Sono dati certificati", ha concluso Bernini.

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