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"Formidabile Boccioni": un documentario sull'artista futurista

di TMNews venerdì 14 ottobre 2022
3' di lettura

Milano, 14 ott. (askanews) - Il 19 ottobre 1882 nasceva a Reggio Calabria Umberto Boccioni, esponente di spicco della più importante Avanguardia artistica del primo Novecento in Europa: il Futurismo. Ed è proprio per celebrare il 140esimo anniversario dalla nascita di un artista geniale, visionario e inquieto che arriva "Formidabile Boccioni", documentario inedito di Eleonora Zamparutti e Piero Muscarà con la regia di Franco Rado.

"Umberto Boccioni è stato un artista straordinario. E' un artista che ha rivoluzionato l'arte in Italia e in Europa - spiega Piero Muscarà, co-autore del documentario "Formidabile Bocconi -. Questo grazie al fatto che è riuscito ha trasformare e a portare nella scultura il concetto di movimento e della continuità nello spazio".

"Formidabile Boccioni" sarà disponibile in esclusiva in streaming sulla piattaforma su ITsART a partire non a caso dal 19 ottobre: "Abbiamo subito pensato che un documentario così ricco e così rigoroso anche dal punto di vista scientifico nell'analizzare questo personaggio così dirompente e dirimente per la cultura sicuramente europea ma anche mondiale ha subito suscitato in noi un sano interesse e quindi siamo stati compagni di questa avventura", racconta Cristina Pistis, responsabile contenuti di ITsART.

Un passaggio praticamente obbligato per ITsART, la piattaforma promossa dal Ministero della Cultura per offrire in tutta Europa e nel Regno Unito un servizio streaming in grado di valorizzare il nostro patrimonio artistico: "Noi nasciamo come piattaforma divulgativa e di promozione di arte e della cultura italiana e quindi anche per noi portare arte e cultura italiana a quante più persone possibili in Italia e nel mondo è una missione, un onore che abbiamo il piacere di compiere", precisa Pistis.

La parola d'ordine, per rilanciare il settore culturale dopo l'inevitabile frenata dovuta alla Covid, è fare sistema: "E' fondamentale che privati, pubblico e istituzioni culturali creino un ecosistema vitale in modo che, ognuno per la sua parte, possa lavorare in sinergia. Da soli non si va da nessuna parte, insieme si possono fare grandi cose. Questo è un documentario che lo incarna un po' - puntualizza ancora la responsabile contenuti di ITsART - perchè ha partecipato Museo del Novecento, Castello Sforzesco, Peggy di Gugghenein di Venezia e tante altre istitituzioni, anche internazionali".

Il documentario è corredato da numerosi documenti, filmati e materiali d'epoca: racconta la vita e le opere dell'artista futurista attraverso interviste esclusive a massimi esperti d'arte, collezionisti e direttori dei più importanti musei che custodiscono i capolavori del "formidabile Boccioni": "Abbiamo cercato di unire tre piani - racconta ancora Muscarà - : quello naturalmente biografico, quindi del racconto della vita di Umberto Boccioni, che è si intrecciato naturalmente con la sua ricerca artistica, quindi il divenire futurista, e il piano storico. Quindi in che contesto tutto questo è accaduto? E' accaduto in un'Italia che era in piena trasformazione, dove la ricerca della modernità, del cambiamento e dell'innovazione che passava attraverso la scienza tecnologia che è stata una delle caratteristiche del futurismo, poi si è dovuta incarnare in una rappresentazione estetica che potesse descrivere che cosa stava diventando la nostra società. In questo senso i futuristi sono stati dei grandissimi anticipatori. Umberto Boccioni è il primo attore del teatro messo in piedi da Marinetti e che ha coinvolto e ha travolto interamente tutta l'Europa".

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Punta della Dogana, le storie di Lorna Simpson e Paulo Nazareth

Venezia, 30 mar. (askanews) - Nota come fotografa concettuale, con lavori esposti in tutto il mondo, Lorna Simpson, nata a Brooklyn nel 1960, da anni lavora anche sulla pittura, continuando a esplorare le tematiche della memoria, della rappresentazione, con le sue falle, e dell'instabilità delle narrazioni. In grandi opere che uniscono la forza della pittura come atto di possibilità a quella delle immagini fotografiche, le sale di Punta della Dogana a Venezia accolgono un racconto visuale ed esperienziale, cha passa attraverso la tecnica del collage, particolarmente cara a Simpson.

"C'è veramente da parte dell'artista e della curatrice Emma Lavigne - ha detto ad askanews Bruno Racine, direttore di Palazzo Grassi - Punta della Dogana - la volontà di dialogare con lo spazio di Punta della Dogana, che racconta delle storie, storie del commercio, degli imperi del passato ed entra in risonanza con le grandi tematiche di Lorna, la schiavitù e questa permanenza del retaggio della storia".

La densità del luogo, sempre straordinaria, e quella delle opere dialogano bene, si scambiano suggestioni invisibili, ma presenti, ampliano il raggio emotivo della mostra, intitolata "Third Person", proprio per la volontà di costruire un racconto polifonico. Che dialoga anche con l'altra esposizione ospitata a Punta della Dogana, quella dedicata all'artista camminatore brasiliano Paulo Nazareth, molto presente nella collezione Pinault, intitolata "Algebra", nel senso dell'originale arabo, ossia come arte del ricomporre le ossa rotte, del sistemare ciò che si è fratturato. Come per esempio le nostre società.

"Paulo Nazareth - ha aggiunto Bruno Racine - è un artista militante, che vuole con il suo atteggiamento far capire che c'è tutto un passato da recuperare, da superare, direi. Rispetto agli altri artisti, lui espone come delle reliquie del suo passaggio: oggetti che ha trovato, che fanno capire che sono passati dei rifugiati e parla del nostro tempo".

In fondo la mostra documenta, in relazione con una piccola città brasiliana chiamata anch'essa Venezia, una performance arte-vita che è tuttora in corso e vuole raggiungere, a piedi e con il corpo che abbiamo, ciò che la storia ha cancellato, ciò che il potere ha nascosto, un'architettura di sofferenze che riemerge, qui in mezzo alla Laguna, per provare a ricomporre, per quanto possibile, quel dolore.

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A Roma il Festival Co-Housing, abitare insieme vuol dire vivere meglio

Roma, 30 mar. (askanews) - "Siamo all'Auditorium Parco della Musica per il festival del Co-Housing di Roma Capitale, una giornata in cui si sono alternati esponenti dello spettacolo, della cultura e del welfare per dire che abitare insieme vuol dire abitare meglio e stare meglio. Riflettere su come vivere quando la vita avanza è un tema che riguarda tutti, grandi, giovani, più anziani e meno giovani. Oggi abbiamo iniziato a raccontarlo: un percorso che non finisce qui, va avanti a Roma fino a giugno,, per mettere al centro il tema di contrastare la solitudine e trovare ogni forma possibile di convivenza e progettare il vivere insieme nella nostra città": così l'assessora alle Politiche sociali e Salute di Roma capitale, Barbara Funari, a margine del primo appuntamento del Festival del Co-Housing all'Auditorium Parco della Musica, primo grande evento pubblico italiano dedicato alle nuove forme di abitare condiviso per anziani.

Un'intera giornata per lanciare un progetto di animazione civica e culturale che coinvolge l'intero territorio romano fino al 13 giugno 2026.

La Sala Petrassi ha accolto un programma che intreccia riflessioni filosofiche e dati scientifici, interventi istituzionali e performance artistiche, panel di esperti e conversazioni intime, costruendo uno spazio civico in cui il pensiero e la vita si incontrano davvero attorno a una domanda sempre più urgente: "come continuare a vivere in modo autonomo, dignitoso e pieno di relazioni quando l'età avanza?".

Proiettato in prima assoluta, inoltre, il video umoristico realizzato dal collettivo "Le Coliche" per il Festival, con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri nel cast. Il cortometraggio affronta con ironia il tema della convivenza nelle città contemporanee, scegliendo il registro della commedia. Dal 7 aprile il video sarà online e di pubblico dominio.

Tra i partecipanti alla prima giornata - oltre al sindaco Gualtieri che ha aperto i lavori e all'assessora Funari - Erri De Luca, Vincenzo Paglia, Donatella Di Cesare, Nicola Piovani, Luca Barbarossa, Ema Stokholma e Maria Grazia Calandrone.

Il Festival è promosso dall'Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, voluto dall'assessora Funari, e realizzato da Doc Servizi Soc. Coop. in partnership con Auser Lazio, Cooperativa Risvolti e Cooperativa Prassi e Ricerca, con il finanziamento del PNRR - NextGenerationEU e il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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Milano, Dedapulse 2026: AI e persone guidano il cambiamento

Milano, 30 mar.(askanews) - Oltre 800 imprenditori, manager e innovatori si sono riuniti a Milano per Dedapulse 2026, l'evento di Dedagroup dedicato al futuro dell'intelligenza artificiale. La nuova edizione "Shape Your Future. Stay Human" ha visto al centro del dibattito, il ruolo delle imprese nella costruzione di modelli sempre più AI-driven, tra innovazione, competitività e valore umano.

Dalla sovranità digitale europea agli investimenti in innovazione: le imprese sono chiamate a giocare un ruolo chiave nella trasformazione in atto.

Le parole di Marco Podini, Presidente Esecutivo e CEO di Dedagroup: " Gli investimenti, oggi, sono sicuramente un fattore chiave. Abbiamo visto anche quanto negli Stati Uniti d'America ed in Cina la mole di investimenti abbia addirittura superato le aspettative. In questo senso, noi come sistema paese, come Europa, dobbiamo accelerare. Noi come Deda sicuramente stiamo facendo la nostra parte. Solo nell'ultimo anno abbiamo investito più di 50 milioni, naturalmente nei settori verticali di elezioni."

Gli investimenti in innovazione si confermano una leva strategica per costruire nuovi modelli di sviluppo, capaci di generare progresso, creare opportunità e accompagnare imprese e territori nella trasformazione digitale.

A tal proposito, ecco nuovamente il commento del Presidente Esecutivo e CEO di Dedagroup: "Il settore dell'informatica ci ha abituato in un incessante evoluzione. Grazie alla straordinaria funzione esponenziale data dalla legge di Moore, il cambiamento nel nostro settore è costante. E ultimo, la nuova rivoluzione dell'intelligenza artificiale generativa ha imposto la necessità al nostro paese, all'Europa tutta, di accelerare in questo ambito. Perché vediamo che il divario con l'America, gli Stati Uniti, la Cina è già molto importante. Quindi abbiamo la necessità, come impresa tecnologica di riferimento in Italia, come Deda, il compito di guidare i nostri clienti in questa evoluzione."

Ma per rendere l'Europa davvero competitiva serve anche costruire una filiera tecnologica solida e sicura, garantendo al tempo stesso un utilizzo etico e trasparente dell'intelligenza artificiale.

L'intervista a Roberto Loro, Chief Technology Officer Dedagroup: "Su questo abbiamo investito molto, partendo dalle infrastrutture. Per questo abbiamo costruito insieme a delle aziende del territorio e all'Università degli Studi di Trento un partenariato pubblico-privato che ha realizzato il primo data center al mondo all'interno di una miniera attiva sotto 100 metri di roccia in una valle del Trentino. Questa è la base solida in cui poter collocare dati, workload critici e anche per sviluppare nuovi servizi di intelligenza artificiale di precisione."

Dalla governance dell'intelligenza artificiale alla necessità di rafforzare l'autonomia tecnologica europea, Dedapulse 2026 conferma come la sfida non sia solo tecnologica, ma anche culturale. Un percorso in cui innovazione e responsabilità dovranno procedere insieme per generare valore concreto per imprese, istituzioni e cittadini.

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"Tutta vita", Bollani e Cenni tra musica, gioco, improvvisazione

Roma, 30 mar. (askanews) - Parte il primo aprile da Palermo, per proseguire poi a Napoli, Firenze e in tanti cinema in tutta Italia il tour con cui Stefano Bollani e Valentina Cenni presenteranno il documentario "Tutta vita". Cenni ha diretto questo film per testimoniare un incontro speciale tra Bollani e un ensemble straordinario di musicisti jazz composto da Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto. La regista li ha ripresi per una settimana tutti insieme in una casa-studio, in preparazione di un concerto.

"Questi sono 10 grandissimi artisti, meravigliosi musicisti che mettono veramente tutti loro stessi nella musica, nella vita, senza fingere, senza maschere, molto integri" ha spiegato la regista.

Con uno spirito di amicizia, divertimento, gioco ma anche grande maestria, ascolto dell'altro, scambio, questi grandi del jazz ci svelano il dietro le quinte di un'avventura musicale e i segreti dell'improvvisazione. "Improvvisare jazz con gli altri musicisti è una cosa meravigliosa perché sei tenuto ad essere creativo, sei tenuto a fare qualcosa che gli altri nove non si aspettano. - ha raccontato Bollani - E sono nove musicisti favolosi quindi sei tenuto ad avere un livello molto alto ma sai anche che tutti loro sono nella stessa situazione. Quindi è una comunità perfetta nel senso che ognuno sa che si può fidare di tutti gli altri, che giocano tutti un'unica partita, quella verso la bellezza".

Il tour di presentazione di "Tutta vita" si concluderà il 30 aprile al Quattro Fontane a Roma, con una serata che unirà cinema e musica dal vivo.

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