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Londra, Re Carlo III incontra i leader religiosi a Lambeth Palace

di TMNews giovedì 16 novembre 2023
1' di lettura

Roma, 16 nov. (askanews) - Re Carlo III ha visitato la nuova biblioteca di Lambeth Palace, la residenza ufficiale a Londra dell'Arcivescovo di Canterbury

dove ha ammirato un'esposizione di libri religiosi antichi e ha incontrato i leader religiosi di tutto il Paese.

L'arcivescovo di Canterbury Justin Welby, il rabbino capo Sir Ephraim Mirvis e Aliya Azam della Fondazione Al Khoei erano tra i partecipanti al ricevimento in occasione della Settimana Interreligiosa, a cui hanno preso parte più di 30 leader religiosi e rappresentanti delle comunità.

Lambeth Palace ha dichiarato che l'evento ha offerto ai leader religiosi l'opportunità di parlare con il Re di ciò che le loro comunità "stanno vivendo alla luce dei conflitti globali" e di come questi conflitti "influenzino le relazioni comunitarie in questo Paese".

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Milano, 30 apr. (askanews) - Donald Trump non intende togliere il blocco navale americano contro l'Iran finché Teheran non accetterà un accordo sul programma nucleare. Il presidente americano considera il blocco la sua principale leva negoziale e ha definito "geniale" la decisione di fermare il traffico verso i porti iraniani.

Le immagini mostrano navi cargo ferme nello Stretto di Hormuz e imbarcazioni iraniane in movimento nell'area. Washington sostiene che le navi non iraniane possano attraversare lo stretto, a condizione che non paghino pedaggi a Teheran. Secondo il Comando centrale americano, la Marina Usa ha già reindirizzato 42 navi commerciali accusate di tentare di violare il blocco.

Intanto, secondo Axios, l'ammiraglio Brad Cooper, capo del Centcom, dovrebbe presentare oggi a Trump nuovi piani per una possibile azione militare contro l'Iran.

Uno dei piani prevede attacchi "brevi e potenti", probabilmente contro obiettivi infrastrutturali, per spingere Teheran a tornare al tavolo con una posizione più flessibile sul nucleare. Un'altra ipotesi riguarda la presa di controllo dello Stretto di Hormuz per riaprirlo alla navigazione: un'operazione che potrebbe includere anche forze di terra.

La tensione nello stretto, da cui passa normalmente circa un quinto del petrolio mondiale, ha spinto il greggio ai livelli più alti da oltre quattro anni. Il Brent ha superato i 120 dollari al barile.

Il blocco arriva dopo gli attacchi lanciati il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran. Il 7 aprile Washington e Teheran hanno annunciato un cessate il fuoco di due settimane. I colloqui successivi a Islamabad si sono chiusi senza risultati e Trump ha esteso la sospensione delle ostilità per dare all'Iran il tempo di presentare una "proposta unificata".

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Barilla Al bronzo, con i Riccioli la natura ispira la forma della pasta

Milano, 30 apr. (askanews) - Imitare la natura per migliorare l'esperienza a tavola. L'industria alimentare guarda alla biomimetica per lavorare su forma e consistenza dei cibi. Va in questa direzione Barilla Al Bronzo con il lancio de i Riccioli, un nuovo formato che punta ad appagare i cinque sensi, non solo l'estetica. "Barilla al bronzo ha già dieci formati in commercio e oggi lanciamo un nuovo formato, l'undicesimo: Barilla al bronzo i riccioli. Questo lancio è un modo di Barilla di impegnarsi a rispondere sempre di più ai bisogni del consumatore contemporaneo - ha spiegato Annalisa Achilli, Pasta Barilla & Emiliane Marketing Associate Director - bisogni che vanno oltre una semplice esperienza di gusto, ma che la vogliono elevare in un'esperienza multisensoriale. Riccioli è infatti caratterizzato da una forma unica, una forma avvolta con cinque ali, una forma che raccoglie ancora di più il sugo".

Realizzati con una selezione di grani duri italiani, i Riccioli presentano scanalature profonde e una superficie ruvida, ottenute grazie a una speciale trafilatura al bronzo. Caratteristiche queste che garantiscono la tenuta del sugo e un morso stratificato, in linea coi bisogni di consumatori sempre più esigenti. "La natura è il grande archivio delle soluzioni, anche per progettare il cibo - ha affermato Patrizia Martello, antropologa dei consumi - Allora, oggi più che mai questo trend è non solo il grande trend del design, ma è recepito e riconosciuto, quindi diventa molto efficace, perché noi consumatori di cibo, noi persone, sentiamo una particolare risonanza con le forme ispirate alla natura. Quindi una spirale, una modularità, una linea curva, ognuna di queste strutture, di fatto, è una promessa di gusto".

Non è un caso che in tanti ritengono che la forma della pasta ne modifichi la percezione del gusto, come attesta un'indagine Astraricerche: "Abbiamo chiesto agli italiani: ma i formati di pasta, che associ esplicitamente a una forma naturale, una conchiglia, una spirale, un alveare ti fanno sentire la pasta più buona? - ha raccontato Martello - E la risposta è sì per il 57.6%. Poi abbiamo un picco al sud, che va fino al 62, ma il dato più importante è tra le giovanissime donne, venti-ventinovenni, che dicono che questa cosa per loro è molto vera per il 69%".

Così mentre a Milano sono ancora vive le atmosfere della Design week, Barilla al Bronzo presenta i suoi nuovi Riccioli, che alla funzione uniscono una cura della forma capace di innovare un prodotto tradizionale come la pasta:

"Sono stati necessari diversi anni per sviluppare la forma di riccioli al bronzo e tutto il nostro team di R&D si è impegnato per riuscire a perfezionare ogni singolo aspetto di questo nuovo formato, ogni curvatura, il numero di ali, che sono cinque, e il modo in cui questa pasta si avvolge su se stessa - ha affermato Achilli - ma anche la superficie ruvida grazie alla trafilatura al bronzo fatta con microincisioni brevettate da Barilla. E proprio grazie a questo riusciamo ad offrire con riccioli al bronzo un'esperienza di gusto superiore".

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Flotilla, Israele intercetta decine di navi e arresta attivisti

Roma, 30 apr. (askanews) - Decine di imbarcazioni della nuova missione Global Sumud Flotilla, diretta a Gaza per portare aiuti umanitari sono state intercettate dalle motovedette israeliane al largo di Creta, in acque internazionali.

Sui social gli attivisti hanno condiviso un video a bordo di una delle imbarcazioni in cui l'equipaggio alza le braccia e dice di essere stato intercettato. La Marina di Tel Aviv ha affermato su X di aver fermato circa 175 attivisti diretti verso la Striscia di Gaza. Israele ha avvertito le altre imbarcazioni della Flotilla che se non cambieranno rotta, saranno a loro volta intercettate.

Gli attivisti hanno denunciato l'accaduto, parlando di "un vero e proprio attacco contro i civili in acque internazionali" e sollecitando "un intervento immediato" da parte dei governi di tutto il mondo". Inoltre, hanno affermato che le forze israeliane hanno lasciato diverse imbarcazioni "in avaria e danneggiate" dopo il loro intervento e hanno "distrutto i motori e i sistemi di navigazione" prima di ritirarsi, "abbandonando intenzionalmente centinaia di civili" mentre è in arrivo una tempesta.

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Oms, gli Usa devono ancora pagare le quote arretrate

Ginevra, 29 apr. (askanews) - Gli Stati Uniti hanno lasciato l'Organizzazione mondiale della sanità, ma non hanno ancora pagato le quote arretrate. Lo ha detto a Ginevra il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Washington aveva annunciato il ritiro dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Secondo l'Oms, però, l'uscita resta legata a due condizioni: il preavviso di un anno e il pagamento degli arretrati. La prima è stata rispettata, ha spiegato Tedros. Sulla seconda, l'organizzazione dice di non avere ancora ricevuto nulla. La vicenda sarà esaminata dall'assemblea annuale degli Stati membri, in programma a maggio.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms: "Il ritiro degli Stati Uniti è condizionato da due cose. La prima è la notifica, con un anno di anticipo, e questo requisito è stato rispettato. La seconda è il pagamento degli arretrati. Speriamo quindi che lo facciano, ma finora non abbiamo ancora ricevuto nulla".

Raul Thomas, vicedirettore generale Oms per le operazioni e la conformità: "No, non abbiamo ricevuto dagli Stati Uniti nessuna delle quote obbligatorie. Tuttavia, per il biennio 2026-2027 siamo finanziati all'85% e abbiamo messo in campo una serie di misure per controllare anche le nostre spese. Quindi, mentre lavoriamo alla mobilitazione delle risorse, stiamo anche stringendo la cinghia. Abbiamo adottato diverse misure in questo senso. Abbiamo piani di sostenibilità per garantire molta prudenza nella spesa. E anche se sappiamo che sarà molto difficile raccogliere l'ultimo 15%, siamo fiduciosi di riuscire, se non a mobilitare l'intero importo, almeno a mantenere le nostre spese pari al denaro che effettivamente incassiamo".

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