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Bilancio di sostenibilità di Caviro: riflesso di gesti concreti

di TMNews martedì 23 aprile 2024
3' di lettura

Faenza (Ravenna), 24 apr. (askanews) - "Impari le cose fatte con le mani. Nulla che non sia prima nelle mani". La celebre citazione di Gio Ponti non solo incarna il valore del saper fare, ma riflette perfettamente l'impegno tangibile del Gruppo Caviro nei confronti delle persone, della filiera e dell'ambiente. Un impegno che la più grande cantina vitivinicola d'Italia, con 11.100 viticoltori, 26 cantine in sette regioni e un'estensione di oltre 37mila ettari vitati ha raccolto nel bilancio di sostenibilità che è stato presentato al MIC di Faenza, il Museo Internazionale delle Ceramiche che espone tra l'altro 200 opere dell'architetto e designer italiano. Il bilancio fotografa innanzitutto l'andamento economico del Gruppo che, nonostante le difficoltà e i gravi danni provocati dall'alluvione del 2023 in Romagna, è riuscito a stabilire un record di ricavi grazie a un fatturato di 423 milioni di euro.

"Il contesto economico è sempre complicato, è sempre complesso - ha spiegato Carlo Dalmonte, Presidente Gruppo CAVIRO -. Diciamo che ci sono degli elementi che ci danno un po' di ottimismo, di prudente ottimismo, e ci sono sempre degli elementi di preoccupazione. Per quanto riguarda la nostra situazione specifica abbiamo appena concluso una sessione di adeguamento dei nostri listini che è stata complicata ma doverosa perché noi dobbiamo rispondere alla nostra base sociale e avevamo assolutamente necessità. Mi pare che le risposte del mercato siano confortanti".

Il mercato italiano rimane il principale riferimento con il 70% delle vendite. Il Gruppo esporta in 87 Paesi nel mondo una gamma completa di vini, dal daily al premium, e prodotti nobili derivanti dalla valorizzazione degli scarti della vinificazione. Il valore generato tra il 2022 e il 2023 è stato distribuito quasi al 100% agli stakeholder. "Adesso - ha aggiunto Dalmonte - per il futuro dobbiamo impegnarci ancora più di prima perché ogni stagione è molto impegnativa. Siamo un gruppo forte, abbiamo attraversato nell'ultimo anno cose inimmaginabili. Questo ci deve fare avere la consapevolezza di essere più forti, più preparati e abbiamo sfide importanti davanti per dare ai nostri soci quello che meritano".

L'evento di Faenza è stato condotto da Paolo Cevoli e ha visto la partecipazione, tra gli ospiti, del direttore del Centro studi di Unioncamere Emilia-Romagna Guido Caselli e della direttrice di Confcooperative Fabiola Di Loreto. Qui è stato presentato "Il cerchio della vite", un manifesto che racconta dei progetti concreti messi in campo dalla cooperativa rispetto alla transizione ecologica.

"Dei 17 obiettivi dell'agenda 2030 noi con le nostre azioni concrete ne abbracciamo 10. L'ultimo ingressato è l'obiettivo 17 che è il partnership per gli obiettivi" ha detto Silvia Buzzi, HSE and Sustainability Manager Caviro.

"Tutto comincia dalla vigna e tutto ritorna alla vigna": questa sintesi del bilancio di sostenibilità racconta delle 600mila tonnellate di scarti che ogni anno trovano nuova vita grazie a un processo in continua evoluzione per restituire alla terra ogni residuo dell'attività di vinificazione per valorizzarla e trasformarla in materia nobile fino al completo utilizzo e allo scarto zero. "Sono tanti anni che passiamo ai fatti - ha proseguito Buzzi - e quello che promettiamo di fare poi alla fine lo facciamo veramente. I risultati si vedono, i numeri tornano e l'impegno dell'azienda è constante verso obiettivi di sostenibilità che sappiamo bene non sono solamente quelli economici, ambientali e sociali, ma sono anche quelli di tenere insieme un gruppo che dura da tanti anni".

L'impegno di Caviro si traduce anche in 621 milioni di litri di acqua recuperati e non prelevati da falda, equivalenti al il 42% del suo fabbisogno, ed è già in grado di produrre - attraverso un processo di rigenerazione - 135mila tonnellate di fertilizzanti naturali. "Siamo in linea con i programmi che ci eravamo dati e con le aspettative del gruppo" spiega il presidente Dalmonte che si dice ottimista per il futuro: "la rotta è quella di valorizzare i nostri soci, le aziende e le famiglie del gruppo".

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Beatrice Zaia eletta presidente di FenImprese Padova

Roma, 30 apr. (askanews) - L'avvocato Beatrice Zaia è stata eletta presidente di FenImprese Padova, assumendo la guida della struttura provinciale con l'obiettivo di rafforzare la rappresentanza delle piccole e medie imprese e consolidare il dialogo tra sistema produttivo, professioni e istituzioni locali.

L'elezione di Zaia arriva in una fase economica caratterizzata da importanti trasformazioni, tra innovazione tecnologica, transizione energetica, internazionalizzazione dei mercati e necessità di sostenere la competitività delle imprese. In questo scenario, il ruolo delle associazioni di categoria diventa sempre più strategico per accompagnare gli imprenditori nelle nuove sfide.

Nel territorio padovano, storicamente tra i più dinamici del Nord Est, il tessuto produttivo è composto in larga parte da PMI, realtà che rappresentano il motore dell'economia locale grazie alla capacità di innovare, creare occupazione e presidiare filiere di eccellenza nei settori manifatturiero, commerciale, artigianale e dei servizi.

"Le piccole e medie imprese - ha sottolineato l'avvocato Zaia - rappresentano il cuore pulsante della provincia di Padova. Sono aziende che ogni giorno generano lavoro, valore e coesione sociale, contribuendo in modo determinante alla crescita del territorio. Il nostro impegno sarà quello di ascoltare gli imprenditori, offrire strumenti concreti e costruire una rete capace di sostenere sviluppo, innovazione e competitività" A evidenziare il valore della designazione anche il presidente della Federazione Nazionale Imprese, Luca Vincenzo Mancuso: "L'elezione di Beatrice Zaia rappresenta un segnale importante per FenImprese e per tutto il territorio padovano. La sua competenza professionale, unita alla capacità di visione e dialogo, sarà determinante per rafforzare la presenza dell'associazione e dare voce alle esigenze delle imprese locali in una fase cruciale per il sistema economico nazionale".

Un messaggio di sostegno è arrivato anche da Daniele Pescara, numero uno di FenImprese Dubai, che ha evidenziato le opportunità internazionali per le aziende del territorio: "Padova esprime un tessuto imprenditoriale di altissimo livello, con imprese che possono competere con successo sui mercati esteri. La collaborazione tra i territori italiani e realtà strategiche come Dubai può aprire nuove prospettive in termini di export, investimenti e networking internazionale". Con la nuova presidenza, FenImprese Padova punta ora a rafforzare i servizi associativi, promuovere iniziative dedicate alla formazione, sostenere l'accesso al credito e favorire processi di internazionalizzazione, confermando la centralità delle PMI nello sviluppo economico e sociale del territorio.

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Poste: richiesta passaporto in circa 7.500 uffici postali

Roma, 30 apr. (askanews) - In circa 7.500 uffici postali è possibile richiedere il rilascio e il rinnovo del passaporto. Tutti i 6.932 uffici postali del progetto Polis - l'iniziativa di Poste Italiane che punta a sostenere la coesione economica, sociale e territoriale e il superamento del digital divide nei comuni con meno di 15mila abitanti - sono stati abilitati. A loro si uniscono i 431 uffici nelle grandi città, come Roma, Milano, Napoli, Firenze, Bologna, Verona, Venezia e Cagliari.

Il servizio di rilascio e rinnovo dei passaporti, avviato a marzo 2024 con la sperimentazione in provincia di Bologna, è stato completato nei tempi stabiliti e coinvolge ora tutto il territorio nazionale. Gli uffici postali hanno erogato circa 206mila passaporti, di cui 156mila nei Comuni Polis. Grazie al progetto, i cittadini si sono potuti procurare i passaporti senza l'obbligo di recarsi in Questura e con la possibilità di ricevere il documento a casa (una scelta effettuata da 8 persone su 10 che risiedono nei piccoli centri).

L'iniziativa conferma il ruolo di Poste Italiane come punto di riferimento per i cittadini, ed è stata resa possibile grazie alla convenzione stipulata tra l'Azienda, il Ministero dell'Interno e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Complessivamente, gli uffici postali Polis hanno fornito oltre 222mila servizi della Pubblica Amministrazione tra passaporti, certificati pensionistici e documenti anagrafici e di stato civile.

Significativo l'impatto economico generato da Polis: oltre 1 miliardo di euro di apporto al Pil; oltre 18.500 posti di lavoro creati e 484 milioni di euro generati da redditi da lavoro. Il progetto Polis, lanciato a gennaio del 2023, permette ai cittadini residenti nei Comuni al di sotto di 15mila abitanti di accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione direttamente presso gli uffici postali. Polis ha l'obiettivo di favorire l'inclusione digitale e la coesione sociale nel Paese, contrastando il pericolo di desertificazione dei servizi nelle aree interne. L'investimento complessivo del progetto è 1,2 miliardi di euro, di cui 800 milioni provenienti da risorse del piano complementare al Pnrr e 400 milioni di euro di investimento diretto di Poste Italiane. Il servizio del TG Poste.

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Dfp, Giorgetti: il nostro debito ci impone di non ignorare la realtà

Roma, 30 apr. (askanews) - "Questo Paese ha il debito pubblico più elevato in Europa, questo è dato da cui partire e non si può ignorare la realtà, non si può fare politica ignorando la realtà": lo ha detto il ministro dell'Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, replicando in aula alla Camera al termine del dibattito sul Dfp, Documento di finanza pubblica.

"Con realismo, serietà e qualcuno ironizza prudenza, dobbiamo scrivere delle previsioni realistiche, quello che abbiamo scritto oggi e che presentiamo al parlamento oggi sul Pil, non è un Pil gonfiato per darci possibilità di spendere o fare delle cose elettorali", ha proseguito.

"Un Paese indebitato non è totalmente libero, dipende da questo vincolo che non si può ignorare. Se qualcuno viene a proporre l'idea di cominciare a spendere senza considerare questo posso garantire che la sostenibilità del debito diventerà un vero grosso problema per chiunque avrà la responsabilità di assicurarlo", ha concluso.

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Hormuz, Trump mantiene il blocco, petrolio ai massimi

Milano, 30 apr. (askanews) - Donald Trump non intende togliere il blocco navale americano contro l'Iran finché Teheran non accetterà un accordo sul programma nucleare. Il presidente americano considera il blocco la sua principale leva negoziale e ha definito "geniale" la decisione di fermare il traffico verso i porti iraniani.

Le immagini mostrano navi cargo ferme nello Stretto di Hormuz e imbarcazioni iraniane in movimento nell'area. Washington sostiene che le navi non iraniane possano attraversare lo stretto, a condizione che non paghino pedaggi a Teheran. Secondo il Comando centrale americano, la Marina Usa ha già reindirizzato 42 navi commerciali accusate di tentare di violare il blocco.

Intanto, secondo Axios, l'ammiraglio Brad Cooper, capo del Centcom, dovrebbe presentare oggi a Trump nuovi piani per una possibile azione militare contro l'Iran.

Uno dei piani prevede attacchi "brevi e potenti", probabilmente contro obiettivi infrastrutturali, per spingere Teheran a tornare al tavolo con una posizione più flessibile sul nucleare. Un'altra ipotesi riguarda la presa di controllo dello Stretto di Hormuz per riaprirlo alla navigazione: un'operazione che potrebbe includere anche forze di terra.

La tensione nello stretto, da cui passa normalmente circa un quinto del petrolio mondiale, ha spinto il greggio ai livelli più alti da oltre quattro anni. Il Brent ha superato i 120 dollari al barile.

Il blocco arriva dopo gli attacchi lanciati il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran. Il 7 aprile Washington e Teheran hanno annunciato un cessate il fuoco di due settimane. I colloqui successivi a Islamabad si sono chiusi senza risultati e Trump ha esteso la sospensione delle ostilità per dare all'Iran il tempo di presentare una "proposta unificata".

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