CATEGORIE

Iniziata evacuazione turisti dalla Nuova Caledonia, paese nel caos

di TMNews martedì 21 maggio 2024
1' di lettura

Noumea, 20 mag. (askanews) - E' iniziata l'evacuzione dei turisti dalla Nuova Caledonia, sono partiti dall'aeroporto di Noumea i primi voli di salvataggio da quando nel paese è scoppiata la rivolta con saccheggi, incendi dolosi e sconti a fuoco mortali.

Gli attivisti Kanak chiedono il ritiro del disegno di legge di riforma elettorale e si rifiutano di abbandonare i blocchi stradali che hanno paralizzato l'arcipelago del Pacifico per una settimana. Contestano il disegno di legge che prevede la concessione del diritto di voto alle persone che vivono in Nuova Caledonia da oltre 10 anni. Ad oggi, hanno diritto di voto solo coloro che erano iscritti nelle liste elettorali durante l'accordo di Noumea del 1998, che ha dato al territorio un maggior grado di autonomia, insieme ai loro figli.

Si stima che più di 3.000 persone siano rimaste bloccate a causa dei disordini, che hanno portato la Francia a inviare 1.000 unità di rinforzi tra esercito e polizia e a fermare tutti i voli commerciali verso la popolare destinazione turistica dell'isola.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato di vedere "chiari progressi nel ripristino dell'ordine" in Nuova Caledonia, durante un Consiglio di difesa in cui si è deciso di mobilitare "per un certo periodo" il personale militare per "proteggere gli edifici pubblici" e alleviare così le forze di sicurezza interne.

tag

Ti potrebbero interessare

Russia, Renzi: Cirielli? Dite a Tajani di svegliarsi

Firenze, 16 mar. (askanews) - "Penso che qualcuno dovrebbe dire a Tajani che fa il ministro degli Esteri. Quindi diteglielo con le buone, diteglielo con dolcezza, non vorrei che ci rimanesse male ma dite a Tafani che tra un drone e l'altro, è ministro degli Esteri". Lo ha detto il senatore di Italia Viva, Matteo Renzi, a Firenze, rispondendo ai giornalisti sull'incontro tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l'ambasciatore russo a Roma Aleksej Vladimirovich Paramonov.

"Non chiedo che sappia cosa fanno gli israeliani quando bombardano in Iran, a lui non lo dicono, ma almeno sapere cosa fa il suo viceministro, per Tajani potrebbe essere un'idea. Quindi, svegliate il soldato Tajani", ha concluso Renzi.

TMNews

Tra "Anticristo" e neo-con, messa in latino a Roma (ma senza Thiel)

Roma, 16 mar. (askanews) - Sono giovani, molti sono stranieri, devoti ma soprattutto ultra conservatori: sono i selezionatissimi partecipanti ai seminari sull'"Anticristo" del controverso tecno-guru trumpiano Peter Thiel, co-fondatore di Paypal con Elon Musk e fondatore dell'azienda Palantir Technologies, in questi giorni a Roma. Domenica, dopo il primo incontro di circa due ore, hanno seguito una messa in latino nella Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, in pieno centro storico, tra via Giulia e Piazza del Monte di Pietà. Al termine delle funzione Davide Quadri, responsabile internazionale Lega Giovani, ha detto ai giornalisti presenti:

"Molti più giovani rispetto ad altre situazioni della Chiesa, penso che questo sia un fatto" probabilmente "perché la liturgia tradizionale è molto più rigorosa e più bella e quindi la gioventù è sicuramente ispirata a qualcosa di bello. La messa tradizionale è assolutamente bellissima, anche per gli stranieri. Il fatto che questo rito (in latino) sia uguale da New York a Hong Kong penso che aiuti nella Chiesa universale ad avvicinarci", ha dichiarato al termine della funzione parlando con i giornalisti fuori dalla chiesa.

Alcuni di loro ancora con il pass al collo per prendere parte ai prossimi due incontri previsti di Thiel, che, nonostante le voci dei giorni precedenti e la grandissima attenzione mediatica prodotta dalla sua visita a Roma, non si è presentato in Chiesa. Inizialmente, per sviare i giornalisti e i curiosi, ma anche gli stessi partecipanti, era corsa voce che la funzione religiosa si sarebbe tenuta nella chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini, a una decina di minuti a piedi di distanza.

TMNews

Tensione a Cuba: attacco al Partito Comunista, proteste e black out

L'Avana, 16 mar. (askanews) - Tra continui black out, carburante quasi introvabile e minacce da Trump, la tensione Cuba continua a salire. Il cibo scarseggia, mancano ormai tutti i beni di prima necessità, ferme quasi tutte le attività commerciali, gli ospedali, e gli uffici. E tra la popolazione dilaga la protesta, i manifestanti hanno preso d'assalto anche la sede del partito Comunista nella città di Moròn, comune agricolo nella provincia di Ciego de Avila, considerato uno dei baluardi della Cuba comunista. Si è così passati ai disordini, agli assalti e alle auto bruciate in tutta l'isola.

Sotto accusa il governo di Miguel Dìaz-Canel, ma anche il blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti che ha fermato l'arrivo di greggio dal Venezuela del deposto Maduro, che si aggiunge all'embargo economico imposto da Washington da decenni.

Il presidente Donald Trump ha più volte detto esplicitamente di volere un cambio di regime all'Avana dichiarando che Cuba il prossimo obiettivo.

Miguel Dìaz-Canel ha riconosciuto il malcontento popolare per la carenza di energia elettrica e la crisi economica sull'isola, ma ha avvertito che "non saranno tollerati" atti di vandalismo come quelli registrati nelle ultime ore.

In questa situazione il turismo, importante fonte di reddito per l'isola caraibica, è in crisi totale e gli arrivi sono quasi azzerati.

TMNews

Iran, Trump a Nato su Stretto Hormuz: futuro negativo se non aiuta

Washington, 16 mar. (askanews) - Donald Trump ha di nuovo chiesto con insistenza supporto per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, una via strategica per il trasporto del petrolio, ritenendo che il futuro sarebbe "molto negativo" per la Nato in caso di rifiuto di assistenza da parte dei suoi alleati. E annunciato che potrebbe rinviare la sua visita in Cina se Xi Jinping e Pechino non risponderanno positivamente.

"È normale che quanti traggono profitto da questo stretto contribuiscano a fare in modo che non accada nulla di spiacevole laggiù", ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti ricordando che Europa e Cina dipendono fortemente dal petrolio del Golfo, a differenza degli Stati Uniti. Teheran sta prendendo di mira lo Stretto di Hormuz come rappresaglia contro gli attacchi israelo-americani, con l'obiettivo di renderlo impraticabile: una strategia che mira a danneggiare l'economia mondiale per fare pressione su Washington, mentre i prezzi del petrolio continuano a salire.

Dalla Cina un invito a fermare immediatamente le operazioni militari nell'area dello stretto di Hormuz, dopo le dichiarazioni di Trump sulla possibile creazione di una coalizione internazionale incaricata di scortare le navi attraverso il passaggio strategico del Golfo Persico.

"La Cina invita ancora una volta tutte le parti a fermare immediatamente le operazioni militari a Hormuz, ed evitare un'ulteriore escalation delle tensioni e prevenire un deterioramento della situazione regionale che potrebbe avere conseguenze ancora più gravi per l'economia globale", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.

In occasione del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles i ministri degli Esteri Ue discutono delle difficili situazioni in Medio Oriente. Secondo l'Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas l'Unione europea valuta l'ipotesi di un'iniziativa internazionale per garantire il passaggio di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz, ispirata all'accordo che durante la guerra in Ucraina ha consentito l'esportazione di grano dal Mar Nero.

TMNews