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KuriU, social network del tempo libero dove gli italiani si raccontano

di TMNews mercoledì 3 luglio 2024
2' di lettura

Roma, 3 lug. (askanews) - E' un social network tutto italiano dedicato al tempo libero KuriU, che offre la possibilità di scambiarsi idee, suggerimenti, riflessioni e condividere le proprie esperienze legate a cibo, vacanze, offerte culturali, di sport o wellness. Alla Casa del cinema a Roma è stata presentata la ricerca del nuovo Osservatorio sul tempo libero promosso da KuriU, realizzato dagli istituti di ricerca SWG e Rachael, che si basa sull'analisi di oltre 16 mila esperienze condivise. Emerge che il 70% delle esperienze legate al relax si svolgono in Italia e cresce sempre più, da parte degli utenti, la voglia di raccontare ciò che fanno non solo attraverso gli scatti realizzati ma attraverso una narrazione che offre anche itinerari, consigli, suggestioni.

"Da una ricerca effettuata dai primi anni Duemila Confcommercio ha predeterminato il valore del tempo libero in 114 miliardi. Noi riteniamo che dopo 15 anni questo valore non può essere più che raddoppiato" ha spiegato Tommaso Albonetti, CEO di KuriU. E se gli italiani investono sempre più nel loro tempo libero i suggerimenti di altri utenti diventano fondamentali. "Il consiglio, il consiglio utile, fidato, perché i nostri utenti sono delle persone, come tutti noi, che vivono e scrivo per se stessi. - ha sottolineato il CEO di KuriU - E quindi se domani qualcuno riesce a trasmettere questo entusiasmo, riesce ancora di più a valorizzare il tempo libero per un'altra persona e per un altro utente".

KuriU oggi conta più di 60 mila utenti, che amano condividere prima di tutto esperienze legate a cibo e vino, ma anche legate a "green motion", cioè alla natura, a visite a musei, gallerie, siti archeologici, piccoli borghi. E sono le donne quelle che raccontano e si raccontano di più, anche nel dettaglio: circa il 60% del campione. Francesco Biasiol, Chief Technology Officer di Rachael e SWG, ha evidenziato: "E' una community particolare, con un bassissimo livello di conflittualità, però ci sono i commenti, c'è l'engagement, sembra che prevalga proprio il desiderio di esprimere se stessi, con un certo livello di autenticità, creatività e spontaneità".

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Università, Giachetti contro Bernini: prezzi studentati inaccessibili

Roma, 1 lug. (askanews) - "Signora ministra non so come faccia a dire i dati che le do io che ancora non glieli ho dati o faccia una cosa, li chieda direttamente agli studenti. Ma è normale che la ministra si metta ad agitare (i fogli)... Io vado avanti se mi è consentito e se non ho una ministra che sventola i fogli. I numeri glieli daranno gli studenti, quelli che rimarranno fuori, perché i prezzi che saranno messi in campo sono praticamente inaccessibili": lo ha detto Roberto Giachetti, deputato di Iv-Casa Riformista, nel corso del Question time con la ministra dell'Università Anna Maria Bernini, presieduto da Giorgio Mulè.

"Per essere chiari, il punto non è se nei canoni saranno comprese le utenze o altri servizi, il punto è che stiamo parlando di alloggi costruiti grazie a un contributo pubblico di circa 20.000 euro per posto letto e quei finanziamenti erano destinati a ridurre il costo dell'abitare per studenti, non a consentire modelli tariffari più alti del mercato. Ma chi l'ha detto che uno studente vuole la mensa? Ma se quello vuole mangiare un panino e vuole spendere di meno?"

"C'è un secondo elemento che deve essere chiarito. I bandi consentono nei periodi di sospensione dell'attività didattica l'utilizzo delle strutture per finalità turistico-ricettive a prezzi di libero mercato. È una scelta che rischia di snaturare la funzione di un investimento finanziato con risorse pubbliche e pensato per garantire il diritto allo studio", ha sottolineato ancora Giachetti.

"Per questo signora ministra, mentre sventola i fogli e fa la maestrina, le abbiamo chiesto di darci delle informazioni chiare per intervenire e correggere quello che avete sbagliato, e che non paga lei con i suoi proclami, ma pagano gli studenti", ha concluso.

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Università, Bernini: "Abbiamo trovato le tende e lasciamo studentati"

Roma, 1 lug. (askanews) - Sull'housing universitario il governo ha messo in campo "azioni concrete e certificate. Il resto è polemica politica che non sarà sufficiente a sminuire o ad oscurare la più grande operazione di housing sociale per gli studenti fatta nel nostro Paese. Questo governo ha trovato le tende e lascia gli studentati, anche se questo può disturbare". Così la ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini al question time alla Camera.

"Il target PNRR sui posti letto - ha precisato - non è stato ridotto, ciò che ha detto l'onorevole Giachetti semplicemente non è giusto: sono e rimangono 60.000, 30.000 realizzati con il bando Housing universitario ed altri 30.000 con lo strumento finanziario introdotto dall'ultima legge di bilancio su espressa domanda dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, con cui abbiamo fatto un accordo di collaborazione, e dei soggetti pubblici che ci hanno chiesto di avere più tempo. Quindi non esistono soggetti privati che hanno avuto dei vantaggi indebiti".

"Quanto ai canoni, gli studentati pubblici e il mercato privato semplicemente non sono comparabili, perché il mercato privato per gli studenti semplicemente non esiste. Il prezzo delle stanze PNRR comprende servizi essenziali e servizi extra. Gli studentati PNRR si trovano nelle principali città italiane e sedi di università, dove le tariffe per il diritto allo studio riservate al 30% degli studenti che vi accedono devono essere applicate dal gestore pubblico o privato, anche nel caso in cui l'ente per il diritto allo studio non sia in grado di collocare un numero corrispondente di studenti attraverso proprie graduatorie. In tal caso il gestore, pubblico o privato, deve formare autonomamente la propria graduatoria alle stesse condizioni previste dall'ente per il diritto allo studio con tariffe inferiori al valore di mercato che vanno dai 150 ai 300 euro, non esattamente una tariffa di lusso. Sono dati certificati", ha concluso Bernini.

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A Milano arrivano i dinosauri di Jurassic World The Experience

Milano, 1 lug. (askanews) - Un tuffo nel mondo dei dinosauri, a Milano approda Jurassic World: The Experience per la sua unica tappa italiana. Nel cuore di MilanoSesto si può vivere l'incredibile esperienza (prodotta da Universal Destinations and Experiences, NEON e Animax Designs) dedicata alla celebre saga cinematografica. Una gigantesca area tra intrattenimento immersivo, tecnologia d'avanguardia e dinosauri a grandezza naturale come racconta Gianmario Longoni, amministratore unico Alveare produzioni, promoter italiano dello spettacolo.

"Sono due esperimenti in uno. È la prima volta che viene in Italia un parco esperienziale perché è molto difficile definire questa una mostra o uno spettacolo o un parco, è qualcosa che sta in mezzo a tutto questo. Abbiamo dei bravissimi attori, dei dinosauri animatronici, 3.500 metri quadrati con un'aria condizionata molto efficiente e un esterno all'interno".

Di forte impatto l'incontro col T-Rex come racconta uno dei tecnici.

"Il dinosauro più difficile da montare a livello di montaggio meccanico è il T-Rex, è quello più ingombrante e ha bisogno di più passaggi per vederlo finito e quindi vedere se effettivamente funziona, perché c'è anche una sorta di rettilineo che deve percorrere e quindi non è soltanto il T-Rex fermo che si muove sul posto ma va anche avanti e indietro sulle rotaie".

Jurassic World: The Experience, che ha già incantato milioni di visitatori nelle più grandi metropoli del mondo, sarà aperta fino al 10 gennaio 2027.

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Sanità lombarda, AI e leadership per un sistema più inclusivo

Milano, 1 lug. (Askanews) - In Lombardia le donne sono il 73,5% della forza lavoro del Servizio Sanitario Regionale, più della media nazionale. Però, solo una struttura complessa su quattro è guidata da una donna. Questo conferma che c'è ancora un divario di genere per l'accesso ai ruoli di leadership.

Di tutto questo, di innovazione e del contributo che l'IA può dare alla governance del settore Life Sciences si è discusso a Palazzo Lombardia nel corso dell'evento "AI e leadership nel settore Life Sciences", promosso dall'Osservatorio sull'Equità di Genere della Leadership in Sanità e BION - Cluster lombardo scienze della vita in collaborazione con Regione Lombardia. Le parole di Guido Bertolaso, Assessore al Welfare Regione Lombardia: "Non possiamo ovviamente consentire che ci sia una parcellizzazione, una polverizzazione delle attività dove magari ogni struttura sanitaria, ogni realtà che possa avere la responsabilità di fare diagnosi e impostare terapie agisca in modo autonomo e non faccia parte invece di quel sistema di rete che solamente la Regione può garantire."

L'IA può contribuire ad abilitare modelli di governance più consapevoli, innovativi ed efficaci nel settore delle Life Sciences. Gianluca Vago, Presidente BION - Cluster lombardo scienze della vita, spiega così: "I punti in cui l'intelligenza artificiale può intervenire nei processi produttivi del Life Science sono molti e diversi a partire dalla ricerca di base. La questione organizzativa è una questione centrale, soprattutto per noi, per questo Paese, ma anche per l'Europa, perché potrebbe consentire un'accelerazione straordinaria dei processi che forse è l'elemento di debolezza maggiore della nostra area europea."

Il commento di Francesco Blasi, Prorettore ai Rapporti con il Sistema Sanitario dell'Università degli Studi di Milano: "L'Università degli Studi di Milano ha un piano strategico molto importante in cui l'intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale. Abbiamo un'academy per l'intelligenza artificiale e lo stesso per quanto riguarda la parità di genere. C'è un tavolo di lavoro e un lavoro molto intenso per la parità di genere, che è un punto fondamentale, perché il dato che c'è è che la parte femminile dell'Università, nella parte docenti, è molto forte nei primi livelli, cioè ricercatore, professore associato, mentre a livello apicale, cioè di professore ordinario, i numeri cadono in maniera significativa".

Nel settore sanitario solo il 7% delle professioniste si sente supportata nell'utilizzo degli strumenti di AI, a fronte del 17% degli uomini. Questo divario riflette un gap formativo ed evidenzia il rischio che le donne restino meno coinvolte nei luoghi di potere non solo nel medio termine, ma soprattutto nel lungo periodo.

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