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Macron difende Biden: Lapsus? "Capitano a tutti noi"

di TMNews venerdì 12 luglio 2024
1' di lettura

Washington, 12 lug. (askanews) - "Ci capita a tutti di fare lapsus". Lo ha affermato il presidente francese, Emmanuel Macron, durante una conferenza stampa interpellato sul lapsus che poco prima, al vertice Nato a Washington, ha visto protagonista il presidente Usa Joe Biden, che ha presentato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky come "presidente Putin".

"Mi astengo dal fare qualunque commento di politica interna americana, ma capita a tutti di fare dei lapsus. E' capitato a me e mi capiterà sicuramente anche un domani e chiederò la stessa indulgenza che bisogna avere tra persone in buona fede", ha detto. Poi ha chiarito che la visita in Russia del primo ministro ungherese e presidente di turno della Ue Viktor Orban non vincola l'Europa perchè non ha ricevuto alcun mandato ma è legittima.

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Il provvedimento riguarda il complesso aziendale di una società bresciana operante nel settore del recupero di rifiuti, una flotta di autoarticolati abusivamente impiegati per i trasporti e risorse per circa 12 milioni di euro.

Secondo gli inquirenti i vertici dell'organizzazione, dopo aver ritirato a prezzi concorrenziali i rifiuti tessili, avrebbero omesso le operazioni di cernita ed igienizzazione, riclassificato i rifiuti come materia prima recuperata (End of Waste), per poi riempire 15 capannoni industriali in 9 province tra Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte.

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Racconta con il suo stile inconfondibile l'amore sensuale che strega e ammalia, il desiderio, la promessa e la passione.

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Poi arriverà anche il disco nuovo, quindi finalmente ci sarà un oggetto da stringere tra le mani con questo titolo che amo particolarmente ed è un lavoro che amo particolarmente dell'amore e il fallimento e altri passi di danza".

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Roma, 24 giu. (askanews) - Il Senato degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione sui poteri di guerra, un richiamo del Congresso al ruolo costituzionale nelle decisioni sull'uso della forza militare che rappresenta una critica istituzionale al presidente Donald Trump per la guerra con l'Iran.

Un voto, passato 50 a 48, in parte simbolico e senza piena forza di legge, ma che riflette le crescenti preoccupazioni anche tra alcuni repubblicani per il conflitto e l'accordo raggiunto da Trump con Teheran.

Dura la risposta del presidente, che ha accusato i parlamentari di avere indebolito la sua posizione nei negoziati. In un messaggio sul social Truth, Trump ha affermato di avere messo l'Iran "alle corde", pronto "ad andare al tappeto" e disposto a concedere agli Stati Uniti "praticamente qualsiasi cosa".

Trump ha criticato il voto del Senato "War Powers Act", definendolo "mal programmato e privo di senso". A suo giudizio, avrebbe inviato a quello che ha definito il "principale sponsor del terrorismo al mondo", il messaggio che gli Stati Uniti non approvano la linea della Casa Bianca e che il presidente dovrebbe fermarsi.

Così facendo, ha sostenuto, il Senato avrebbe fornito "aiuto e conforto al nemico". Attaccati anche i quattro senatori repubblicani che hanno votato con i democratici, definiti "perdenti".

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