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AI leva per la competitività Ue, Meta: norme non limitino lo sviluppo

di TMNews giovedì 18 luglio 2024
3' di lettura

Milano, 18 lug. (askanews) - L'intelligenza artificiale può essere una leva importante per la competitività dell'Europa ma il

suo sviluppo dipende dal quadro regolatorio di cui si doterà. E' intorno a questi temi che si è sviluppato il confronto organizzato da Meta in collaborazione con l'Ispi a Palazzo Clerici a Milano alla presenza di rappresentanti di istituzioni, aziende e società civile. La discussione della terza policy breakfast della casa madre di Facebook, in media partnership con askanews, è partita dall'Ai Act approvato dall'Unione europea, proprio nelle stesse ore in cui la plenaria del Parlamento rieleggeva Ursula von der Leyen alla guida della Commissione.

Per Meta il quadro normativo non deve essere un limite all'innovazione ma bilanciare tutela dei cittadini e sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale, un tema quest'ultimo su cui le imprese già lavorano, come testimonia l'esperienza degli Innovation Labs di Leonardo.

"Sul fatto che l'AI sia utile in azienda è indubbio - ha detto Marina Geymonat, responsabile AI Lab Leonardo Laboratories -

Quello che noi facciamo è non soltanto sviluppare un AI che sia già fin d'ora coerente con le normative ma qualcosa in più. Bisogna fare un passo in più ed è quello di essere veramente utili alle persone e far capire loro che l'AI farà per le persone tutte le cose che noiose, ripetitive, pericolose, tutto quello che alle persone non piace fare, quindi sarà un aiuto, ma sta a noi progettare dei sistemi che siano veramente così, che non sostituiscano l'uomo ma lo supportino perché possa fare quello che è più nell'indole umana".

Le persone sono al centro delle sfide poste dall'intelligenza artificiale, sfide che non riguardano solo l'approccio ai sistemi produttivi ma che sono prima di tutto culturali "Affrontare la transizione solo con il timore di non essere in grado di governarla non è utile e non è utile soprattutto per lo sviluppo economico del Paese - ha spiegato Alessandra Poggiani, direttrice generale Cineca - quindi bisogna formare professionalità specifiche per occupare le posizioni lavorative e professionali che si vengono a creare già adesso, ma anche di utenti, persone che possono utilizzare i sistemi nuovi in maniera consapevole. La sfida non è solo produttiva e organizzativa, ma è una sfida che a che fare anche con la ricerca e la formazione".

Di formazione ha parlato Paolo Micozzi, dirigente sistemi informativi e statistica ministero dell'Università e della ricerca, per il quale la sfida è governare questa innovazione rendendola utile a tutti i cittadini: "Il Mur è uno dei ministeri che ha le più grandi banche dati. Noi abbiamo i dati di tutti gli studenti - ha detto Paolo Micozzi, dirigente sistemi informativi e statistica del Ministero dell'Università e della ricerca - Stiamo cercando di lavorare in sinergia con dei campioni nazionali di intelligenza artificiale per mettere a fattor comune questi dati strutturarli e cercare di interpretarli nella migliore delle forme. Un altro silos è quello di cercare di automatizzare, tramite l'intelligenza artificiale, tutte quelle attività routinarie. La regolamentazione è sicuramente un aspetto fondamentale, l'IA-Act in questo è importantissimo e traccia le linee guida credo che questo sia però il momento in cui mettere a terra questi progetti e cercare di renderli utili a tutto il paniere di possibili utilizzatori sia pubblici che privati".

La chiarezza del quadro normativo è un elemento chiave per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, e di conseguenza della competitività del Paese. Ed è quello che si aspetta dal regolatore europeo Meta che per ora non lancerà in Europa la sua Intelligenza artificiale multimodale, una forma avanzata AI in grado di lavorare non solo input testuali ma su livelli diversi come immagini, video o audio. La stessa tecnologia inserita negli smart glasses Ray-Ban Meta sviluppati con Luxottica.

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Artissima 2026, la forza dell'immaginazione e lo spazio della poesia

Torino, 1 lug. (askanews) - Le gallerie saranno 180, provenienti da 35 Paesi e 4 continenti, ma il filo rosso della 33esima edizione di Artissima a Torino vuole andare oltre e guardare al mondo delle emozioni e al modo in cui l'arte pensa se stessa dentro la società.

"Il progetto editoriale di Artissima 2026 nel mio quinto anno - ha detto ad askanews il direttore Luigi Fassi in occasione della presentazione torinese dell'edizione 2026 - è un progetto che cerca anche di fare una sintesi su quello che è stato il lavoro nei quattro anni precedenti. Quindi abbiamo scelto di lavorare con Martha Nussbaum con cui ci siamo anche confrontati come ispirazione per il tema 'Fancy: A Flexible, Acrobatic Body'. L'idea è che siamo tutti attraversati dalla fancy, capacità proiettiva dell'immaginazione che ci spinge costantemente in avanti. Questo acrobatismo che appartiene al pensiero immaginario, all'immaginazione che ci spinge oltre il presente, è l'acrobatismo stesso della fiera che si articola in quattro giorni, che presenta centinaia di opere di centinaia di artisti e che quindi è una sintesi di questa forza, fanti, è capacità di rinnovare costantemente il nostro pensiero".

La fiera, interamente dedicata al contemporaneo, si terrà all'Oval dal 30 ottobre al 1 novembre e presenterà, tra gli espositori, 60 progetti monografici, oltre alle sezioni principali e a quelle curate. "Abbiamo 33 gallerie che partecipano alla Fiera per la prima volta - ha aggiunto il direttore - abbiamo fatto uno scouting fortissimo, abbiamo gallerie veramente da tutto il mondo, quindi il nostro progetto, la nostra missione è di democratizzare il mercato dell'arte, farlo attraverso la piattaforma della Fiera, il nostro essere identitariamente all'interno della Fondazione Torino Musei e quindi vivere il nostro ruolo civico".

Ovviamente nel ragionamento curatoriale entra poi il confronto con le tematiche forti del nostro tempo, un tempo dentro il quale Artissima vuole collocarsi a occhi ben aperti: "Il progetto di Artissima quest'anno - ha detto ancora Fassi - porta avanti l'idea della trasformazione del presente attraverso l'arte in un momento in cui dobbiamo confrontarci con l'intelligenza artificiale, l'invito è a guardare le nostre emozioni".

Particolarmente intrigante, soprattutto nel contesto di una fiera, è la residenza di una poetessa, Laura Accerboni, che cerca risonanze tra parola e immagine per aprire un dialogo tra la poesia, così inattuale e indispensabile, e l'arte visiva. "Laura Accerboni, la poetessa - ha concluso Luigi Fassi - ci sta aiutando a fare questo: a pensare che i cerchi concentrici dell'arte visiva in senso stretto debbono più che mai sintetizzarsi con la forza di altri artisti, ad esempio quelli che lavorano con la parola poetica, e da questo trarre tutti insieme forza attraverso il nostro immaginario per continuare a ripensare anche il modello del sistema dell'arte e renderlo sempre più parte della nostra società in senso democratico, condiviso e felice".

Dopo avere visto grandi fiere internazionali nelle quali a dominare la scena erano quasi esclusivamente i lavori di artisti storicizzati, sentire parole come "immaginazione", "corpo" o "felicità" appare già di per sé un motivo di interesse e, in qualche modo, una specie di promessa. (Leonardo Merlini)

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Sport, Ambrosi (FdI): interrogazione al ministro Abodi

Roma, 1 lug. - "Ho presentato un'interrogazione al Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, da sempre attento sul tema, a seguito delle notizie emerse sugli organi di stampa riguardanti alcuni vertici della Federazione Italiana Danza Sportiva e Sport Musicali". E' quanto ha dichiarato in una nota alla stampa l'On. Alessia Ambrosi, deputata di Fratelli d'Italia.

"Lo sport rappresenta una delle più straordinarie scuole di vita. Un luogo nel quale migliaia di giovani apprendono ogni giorno il valore dell'impegno, del sacrificio, del rispetto delle regole e del merito. Proprio per questo ogni vicenda che coinvolga organismi federali nazionali richiede la massima attenzione istituzionale e la massima trasparenza."

Ambrosi precisa che l'iniziativa nasce "nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, dell'autonomia dell'ordinamento sportivo e del principio costituzionale della presunzione di innocenza. È tuttavia importante comprendere quali strumenti siano stati attivati dagli organismi competenti e quali garanzie siano previste per tutelare atleti, società sportive e la credibilità delle istituzioni federali".

Nell'interrogazione la deputata chiede al Governo se siano state avviate le necessarie verifiche da parte degli organismi competenti, quali strumenti di garanzia e trasparenza siano oggi previsti e se sia opportuno promuovere, insieme al CONI, una riflessione sul rafforzamento dei meccanismi di tutela reputazionale, correttezza amministrativa e protezione degli atleti all'interno del sistema sportivo nazionale.

"Le federazioni sportive nazionali svolgono una funzione di rilevanza pubblica e rappresentano un punto di riferimento per migliaia di atleti, tecnici, dirigenti, volontari e famiglie. Eventuali situazioni che coinvolgano i vertici federali rischiano inevitabilmente di generare incertezza e preoccupazione tra coloro che vivono quotidianamente il mondo dello sport", aggiunge.

"Il Governo Meloni ha investito con convinzione nello sport come strumento di crescita educativa, inclusione sociale e promozione del merito. Difendere oggi la credibilità delle istituzioni sportive significa tutelare il lavoro quotidiano di migliaia di persone che operano con serietà e passione e garantire ai giovani modelli positivi fondati sul rispetto delle regole e sulla lealtà competitiva."

"La reputazione dello sport italiano è un patrimonio costruito nel tempo grazie all'impegno di atleti, tecnici, dirigenti e volontari. È nostro dovere preservarla attraverso trasparenza, correttezza e piena fiducia nelle istituzioni sportive", conclude l'Ambrosi.

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Belgio, incendio in complesso residenziale ad Anversa: almeno 6 morti

Roma, 1 lug. (askanews) - Vigili del fuoco al lavoro per prestare soccorso dopo che un incendio è divampato in un complesso residenziale di dieci piani ad Anversa, in Belgio: secondo la polizia diverse persone sono morte e molte altre sono rimaste ferite, anche gravemente. La causa dell'incendio non è ancora stata accertata.

"Ci sono diversi morti e diversi feriti gravi", ha dichiarato ad Afp una portavoce della polizia. I vigili del fuoco hanno dispiegato numerosi mezzi e una grande scala per trarre in salvo le persone rifugiate sui balconi.

Poco prima delle 10 è stato avvistato del fumo denso che si levava dall'ottavo piano dell'edificio nel quartiere di Linkeroever. Un video drammatico ha mostrato un uomo che si arrampicava dal proprio balcone attraverso la finestra di un vicino per sfuggire al fumo nero.

Secondo la polizia, nel complesso residenziale vivono più di 200 persone e i vigili del fuoco hanno evacuato 80 appartamenti dell'edificio.

L'incendio sarebbe stato causato da un problema tecnico al piano terra, scrive la BBC.

"L'incendio ha causato gravi danni qui a Linkeroever", ha dichiarato la portavoce della polizia Kim Bastiaens alla televisione pubblica belga, aggiungendo che diverse persone hanno riportato ferite gravi e lievi.

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Giappone, visti d'impresa più difficili: ristoratori a rischio

Tokyo, 1 lug. (askanews) - Tokyo, quartiere di Okubo, una delle zone più multiculturali della capitale giapponese. Qui Budhathoki Samjhana, imprenditrice nepalese, ha costruito da zero il suo ristorante.

Arrivata in Giappone come studentessa nel 2016, ha aperto il primo locale nel 2023. Ma la stretta sui visti per manager d'impresa rischia ora di mandare in crisi il suo progetto. Con le nuove regole la cifra richiesta per il rinnovo del visto passa da 5 a trenta milioni di yen, che sono l'equivalente di circa 162mila euro.

"Il problema è il requisito di capitale - dice l'imprenditrice - questa nuova soglia fissata a trenta milioni di yen. Sono venuta qui come studentessa internazionale, sono riuscita a ottenere un visto da manager d'impresa e speravo di poter far funzionare la mia attività. Ma all'improvviso è comparsa questa cifra del tutto inattesa: sono davvero preoccupata perché non vedo come potrei mettere insieme una somma del genere".

Una stretta decisa dopo le accuse di abusi e società di comodo, ma che secondo gli esperti rischia di colpire anche attività reali e piccoli imprenditori già radicati nel Paese.

"Ormai arrivano pochissime nuove domande - spiega Daisuke Komori, consulente amministrativo per le pratiche di visto - Secondo i media, le richieste sono calate di circa il 90 per cento. Ho l'impressione che questo tipo di visto si stia quasi azzerando. E nel frattempo è evidente che gli imprenditori già attivi sono in difficoltà".

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