CATEGORIE

Infezioni respiratorie, parte la campagna "Abituati a proteggerti"

di TMNews lunedì 4 novembre 2024
3' di lettura

Roma, 5 nov. (askanews) - Sensibilizzare cittadini e opinione pubblica sull'importanza della vaccinazione come pilastro fondamentale per ridurre il rischio di complicanze e proteggere la salute respiratoria, incoraggiando il dialogo con i professionisti sanitari, medici e farmacisti. E' l'obiettivo della campagna "Abituati a proteggerti", realizzata con il patrocinio delle principali società scientifiche del settore e associazioni di categoria con la quale Pfizer rinnova il proprio impegno a sostegno della salute pubblica, sostenendo un approccio integrato alla prevenzione concentrandosi sulle categorie più a rischio, come anziani e persone con fragilità immunitarie.

Biagio Oppi, Direttore della Comunicazione di Pfizer Italia: "La campagna che abbiamo lanciato e che da qualche giorno è on air sia sul web che su altri mezzi è importante perchè stiamo entrando nella stazione invernale. Gli ultimi dati di Ecdc ci dicono che il crollo delle vaccinazioni sta portando a una bassissimo livello di protezione, soprattutto tra i più fragili e gli anziani, ed è nostro dovere, come azienda impegnata in questo ambito da decenni e con una pipeline che promette di portare ulteriori farmaci innovativi nei prossimi anni, portare queste informazioni in modo che tutti possano raggiungere un'adeguata protezione".

La prevenzione efficace delle infezioni respiratorie stagionali è un tema cruciale per la salute pubblica. In Italia patologie come polmonite e influenza figurano tra le prime dieci cause di morte, evidenziando la necessità di una prevenzione mirata. Tuttavia, i tassi di copertura vaccinale nel nostro Paese rimangono insoddisfacenti. Per questo una task force di esperti si è riunita a Roma per sensibilizzare sulle soluzioni più efficaci per proteggere anziani e persone con patologie croniche da virus che potrebbero rappresentare una minaccia significativa.

Massimo Andreoni, Direttore scientifico Società italiana malattie infettive e tropicali: "Le persone a maggior rischio delle infezioni respiratorie sono le età estreme della vita, quindi sotto i 5 anni di età e sopra i 60 anni d'età, e poi tutti i soggetti fragili. I vaccini sono l'arma principale che abbiamo per combattere le infezioni respiratorie. Le vaccinazioni hanno la capacità di stimolare la nostra immunità se fatte precocemente, dobbiamo farle subito all'inizio della circolazione dei virus respiratori quindi ottobre è il miglior periodo di tempo".

Fondamentale, quindi, è rafforzare in Italia l'adesione alle vaccinazioni, per mitigare l'impatto di un possibile incremento delle infezioni respiratorie, dovuto alla co-circolazione di virus soprattutto nei mesi autunnali. Vaccinarsi contribuisce infatti a diminuire l'incidenza e la gravità delle infezioni respiratorie, riducendo il rischio di complicanze che richiederebbero cure intensive e prolungate. In questo senso, garantire una campagna vaccinale efficace per questa stagione richiede anche una pianificazione attenta e un'organizzazione capillare.

Roberta Siliquini, Presidente Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica: "La prevenzione non può avere riduzione di equità e diseguaglianza. Le patologie respiratorie provocano decine di migliaia di morti nei pazienti fragili e nei pazienti anziani. E' assolutamente necessario che tutti riescano ad essere raggiunti dalle vaccinazioni quindi è necessario che le Regioni si organizzino e che la distribuzione dei vaccini avvenga in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale".

Gli esperti hanno inoltre sottolineato il ruolo chiave della medicina generale e delle farmacie nella promozione della prevenzione: il coinvolgimento capillare dei medici di famiglia e dei farmacisti è essenziale per sensibilizzare la popolazione e facilitare l'accesso alle misure preventive.

tag

Ti potrebbero interessare

Salute, l'intelligenza artificiale per il futuro della medicina

Roma, 25 mag. (askanews) - Il sistema sanitario, la sfida tecnologica e l'assistenza per la persona. Alla 'AI Week' c'è stata l'occasione per riflettere su questo e tanto altro. Bisogna compiere passi in avanti, e chiedersi cosa sia veramente l'intelligenza artificiale applicata alla sanità.

Il professor Giuseppe Speziale, cardiochirurgo al Santa Maria Hospital e vicepresidente di GVM Care & Research ha spiegato: "Non stiamo capendo che non è una tecnologia da insegnare solo all'università, questo va bene. Ma non cambierà niente, la porteremo come l'esame di psicologia, di matematica. Invece bisogna introdurla come una rivoluzione, culturale. Che prenda non chi è capace. A volte i prompt li scrivono meglio i non ingegneri, quelli non del settore, perché capiscono bene il mondo e lo trasferiscono negli interrogativi".

I dati hanno, insomma, un valore strategico e bisogna costruire sistemi capaci di integrare informazioni cliniche, genetiche, ambientali e comportamentali.

Il professor Speziale ha poi aggiunto: "In sostanza l'intelligenza artificiale dovrà essere un modello nuovo con cui concepire la moderna sanità, una cosa diversa. E dobbiamo sfruttarlo, dobbiamo cavalcarlo, non bisogna averne paura. Perché per rispondere alla domanda l'AI sostituirà il medico? Posso fare una provocazione? Sì sostituirà il medico che non la utilizzerà. Perché ci saranno i medici capaci di utilizzarla e quelli no. Quindi la gente si rivolgerà ai primi. Il sistema premierà quelli che la utilizzano".

L'evoluzione tecnologica deve procedere insieme ad una maggiore attenzione verso la relazione umana e la comunicazione. La vera sfida non è automatizzare la medicina, ma umanizzarla meglio.

Perché "il paziente spesso ha bisogno di essere orientato e l'orientamento è una disciplina che all'università non si insegna, come la comunicazione, come entrare in relazione. La cosa più importante di cui noi parliamo continuamente è la comunicazione medico-paziente. E non viene insegnata mai. Mai. Quindi i medici non sono abituati, non sanno comunicare un evento avverso, un insuccesso. Non sono preparati loro stessi all'insuccesso".

Oggi la sanità sembra essere ancora molto indietro rispetto alle potenzialità offerte dall'innovazione. Quando invece il futuro è adesso.

Insomma "l'utilizzo di molti dati cosa ha portato? Per molti anni abbiamo visto protocolli standardizzati, fantastiche pubblicazioni che dicono per quella malattia devi prendere quel farmaco. Vero? No, assolutamente no. Questo è standard. Noi non siamo standard. Noi non siamo tutti uguali. Do un farmaco a te ed avrai un effetto che non avrà un altro. E viceversa".

La tecnologia può aiutare anche la sostenibilità del sistema sanitario. Non solo per il controllo dei costi, ma anche come capacità di migliorare i risultati, ridurre gli sprechi e generare valore sociale.

Il professor Speziale spiga: "Nel mio settore, in cardiochirurgia, un paziente che viene operato ed ha fiducia, ed atteggiamento positivo, guarisce più rapidamente. Scientificamente provato. Quindi significa che l'atteggiamento corretto è quello di avere una buona comunicazione e poi bisogna badare a tutto. Come cardiochirurgo non prendo in carico una valvola, ma il paziente con tutto il suo ecosistema, portarlo in casa e lavorarlo. Quello significa fare il medico, od avere una organizzazione vincente. Altrimenti siamo dei numeri".

TMNews

Al Motion OEM Hub alle porte di Milano si guarda al futuro

Milano, 25 mag. (askanews) - Sviluppo costante delle nuove tecnologie, con un occhio attento agli aspetti di efficienza energetica e alla Cybersecurity. Sono questi i pilastri dell'ABB Motion OEM Hub di Vittuone, centro di eccellenza di ABB dedicato ai costruttori di macchine italiani ed europei. Aida Curci, Responsabile Motion OEM Hub Sud Europa e Middle-Est Africa, racconta la realtà sita alle porte di Milano: "Il Motion OEM Hub non è solo uno spazio fisico, ma un vero e proprio laboratorio tecnologico all'interno del quale siamo in grado di replicare le applicazioni dei nostri clienti da 0 fino a 400 kW. I servizi che offriamo sono completamente gratuiti, in quanto il fine ultimo è quello di costruire un rapporto di partnership che permetta ai nostri clienti di diventare i migliori nel loro segmento di riferimento grazie alle nostre tecnologie. Oltre 50 esperti, esperti di applicazioni e prodotti quali motori, drives, PNC, sistemi di automazione e prodotti di terze parti, collaborano all'interno di questa struttura, con l'obiettivo di diventare una community of expert".

Sono oltre 50 gli esperti altamente specializzati che operano quotidianamente nell'hub, in cui vige una particolare attenzione al delicato tema dell'efficienza energetica, come spiegato ancora da Curci: "L'efficienza energetica è una priorità, oltre che un'urgenza. Pensate che noi di ABB abbiamo una vera e propria agenda di sostenibilità, all'interno della quale l'efficienza energetica è una componente fondamentale. All'interno del Motion OEM Hub, abbiamo la possibilità di dimostrare ai nostri clienti come, la scelta delle nostre tecnologie, possa contribuire a un incremento concreto dell'efficienza energetica delle macchine".

Fra gli aspetti in cui nell'Motion OEM Hub di Vittuone si fa più attenzione, poi, c'è quello della cybersecurity: "La cybersecurity è sicuramente una priorità dei nostri giorni. Se pensiamo che, con l'avvento dell'intelligenza artificiale e con l'aumento dell'energia richiesta dai datacenter sempre crescenti, ormai sempre di più abbiamo a che fare con sistemi complessi dove, tantissimi prodotti come motori, drives, sistemi scada e PLC sono interconnessi tra di loro. Ciascuno di questi punti può rappresentare un veicolo, o comunque un punto di ingresso, una minaccia dal punto di vista digitale".

Quello di Vittuone, dunque, per ABB non è un semplice showroom tecnologico, ma un ambiente operativo in cui vengono replicate le condizioni reali degli impianti dei clienti, consentendo di testare nuove soluzioni senza rischi per la produzione e di sviluppare progetti su misura in co-progettazione con i costruttori stessi.

TMNews

CCNL, la sfida dell'equivalenza sui contratti di lavoro

Roma, 25 mag. (askanews) - Durante il Festival del Lavoro tenutosi a Roma, è stato presentato all'interno del Centro Congressi La Nuvola "CCNL Equivalenti", il volume nato per offrire ai professionisti, alle imprese e agli operatori una guida chiara e trasparente su come leggere un contratto collettivo e cosa pretendere dallo stesso. In un momento storico dove soprattutto il settore lavoro attraversa una forte perturbazione, diventa di fondamentale importanza avere ben chiaro quali sono le condizioni e le tutele in un rapporto lavorativo.

L'intervista a Andrea Cafà, presidente CIFA Italia e presidente di FonARCom: "Il libro ha un duplice obiettivo, il primo è quello di dare una corretta informazione ad HR, amministrazioni pubbliche, stazioni appaltanti, imprenditori, consulenti, professionisti, addetti ai lavori per capire come si realizza un'equivalenza tra un contratto collettivo e un altro richiesto dalla legge del Codice Appalti. Oltre a questa spiegazione, dove serviva un caso pratico, abbiamo messo in comparazione il nostro CCNL intersettoriale Commercio Terziario Distribuzione Servizi e Pubblici Esercizi in comparazione con un contratto leader."

Il libro, che analizza il lato giuridico dei contratti di lavoro collettivi, non esaurisce qui le sue finalità. Esso diviene uno strumento per operatori economici ed HR manager, che vengono chiamati a documentare l'effettiva equivalenza delle tutele.

Il commento di Paolo Pizzuti, professore di diritto del lavoro presso l'università del Molise:"Il messaggio è che la contrattazione collettiva è un riferimento importante per tutelare il lavoro, i lavoratori e i contratti collettivi che hanno questo compito sono quelli comparativamente più rappresentativi, ma non solo, anche quelli che hanno un contenuto uguale, analogo, equivalente ai primi, questo consente di tutelare il pluralismo sindacale perché la nostra Costituzione impone che qualunque sindacato possa esprimersi attraverso il principale strumento che è il contratto collettivo, se però il contratto collettivo rispetta quelli che sono gli standard tutelanti, quindi la rappresentatività è importante ma è più importante e decisivo il contenuto del contratto".

Le parole di Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confsal:"Attraverso l'equivalenza noi puntiamo all'affermazione di una contrattazione collettiva che porta ai lavoratori miglioramenti economici anche rispetto alla contrattazione di riferimento".

Riflessione sulle dinamiche industriali, analisi giuridica e utilizzo degli strumenti operativi. Il libro prova a unire le tre tematiche e lancia un messaggio chiaro: quando si firma un contratto, è bene porre particolare attenzione ad elementi quali retribuzione, orario, part-time, malattia, maternità; verificando al contempo tutele economiche e normative equivalenti, senza farsi condizionare dalla fama delle sigle.

TMNews

Sclerosi multipla, al via settimana nazionale dal 23 al 30 maggio

Milano, 25 mag. (askanews) - Dal 23 al 30 maggio torna la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla promossa dall'Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la sua Fondazione FISM. Presso l'Hangar Bicocca, per l'evento di AISM "Lo sguardo oltre - Per costruire insieme il nostro domani" grande risalto all'Agenda 2030 della SM: un progetto che punta a migliorare ricerca, diagnosi e qualità della vita delle oltre 150 mila persone che convivono con la malattia in Italia.

Sensibilizzazione, diritti e inclusione: la Settimana Nazionale vuole accendere i riflettori sulle esigenze delle persone affette dalla malattia e sul ruolo delle istituzioni nel costruire un futuro più accessibile e vicino ai pazienti. Ha parlato così Francesco Vacca, Presidente Nazionale AISM: "Nella settimana della sclerosi multipla, ogni anno, noi andiamo sulle piazze proprio a sensibilizzare le persone sulla sclerosi multipla. Quest'anno l'evento grande di questa settimana è il lancio della nostra agenda, dell'agenda 2030 che è uno sguardo verso il futuro. Noi, ogni cinque anni, abbiamo un'agenda che è un documento programmatico, ma non programmatico di AIS, ma programmatico per il Paese, perché noi vogliamo che istituzioni e stakeholder se ne prendano in carico un pezzettino, perché da soli non riusciremo a portare a casa tutto e quindi di conseguenza abbiamo bisogno di aiuto".

Dalla diagnosi precoce alle nuove terapie, passando per la ricerca scientifica: la sfida della sclerosi multipla non si gioca solo nei laboratori e nei centri di ricerca. Ne ha parlato Mario Alberto Battaglia, Presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla e presidente della Federazione Internazionale Sclerosi Multipla: "L'agenda 2030 per la sclerosi multipla e le patologie correlate vuole essere una pietra miliare che cambia la realtà di queste malattie per le persone e per le famiglie. Oggi possiamo farlo con i farmaci che ci sono, con quelli che arriveranno, con un buon approccio riabilitativo, con il servizio psicologico, con tutti quei servizi che insieme possono consentire il lavoro, una buona qualità di vita, piena inclusione. Le leggi di oggi vanno applicate, le disponibilità di strumenti ci sono e la persona è al centro di tutte le soluzioni che possono essere trovate e discusse con tutti gli stakeholder. In primis con le reti assistenziali, sanitarie e sociali".

Dietro i numeri ci sono storie quotidiane fatte di ostacoli, forza e voglia di normalità. La convivenza con la sclerosi multipla significa affrontare ogni giorno sfide personali, lavorative e sociali. "Io faccio l'attrice, ci ho messo tantissimo tempo a farmi spazio nel mondo dell'apparire ed è stato molto difficile. Tante porte mi sono state chiuse in faccia ma io, con grande fiducia, ho continuato a bussare alle porte perché voglio fare questo lavoro, voglio continuare a lavorare nonostante la sclerosi multipla perché la protagonista della mia vita sono io e non è lei" le dichiarazioni di Antonella Ferrari, Madrina AISM.

Accesso alle cure, servizi sul territorio e sostegno concreto nella vita quotidiana: chi convive con la sclerosi multipla chiede maggiore attenzione da parte del sistema sanitario e delle istituzioni, per non sentirsi lasciato solo davanti alla malattia. "Credo che l'agenda 2030 ci dia la possibilità di ripensare il sistema cura salute proprio intorno alla persona a 360 gradi, grazie anche ad una leva importante che è quella del progetto di vita che le persone con sclerosi multipla, le persone con disabilità in generale, possono attivare" ha concluso Angela Martino, Testimonianza persona con SM.

Eventi, ricerca e testimonianze per informare e sensibilizzare il Paese su una malattia che colpisce soprattutto i giovani adulti. Il 28 maggio inoltre, l'Agenda SM e patologie correlate 2030 sarà al centro dell'incontro istituzionale alla Camera dei Deputati, in occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla.

TMNews