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Antibiotico resistenza, il ruolo dei medici di famiglia

di TMNews giovedì 5 dicembre 2024
2' di lettura

Firenze, 5 dic. (askanews) - L'antibiotico resistenza causa in Europa circa 33 mila decessi l'anno, di cui quasi un terzo in Italia. Per conoscere le opinioni dei medici di medicina generale su questo preoccupante scenario, Iqvia ha condotto una ricerca a livello nazionale con oltre 300 partecipanti, grazie al contributo incondizionato di Reckitt, da cui sono emersi aspetti molto importanti

"Innanzitutto che come ormai notoriamente sappiamo oltre il 90% delle infezioni delle alte vie respiratorie sono causate da virus e quindi non è necessario l'uso degli antibiotici; che la maggior parte dei medici come primo approccio nei confronti dei pazienti con infezioni delle alte vie aeree, e in particolare mal di gola, usano e prescrivono antinfiammatori non steroidei che sono alla base del processo fisiopatologico dei sintomi che vengono poi ingenerati nel paziente"

L'uso di sintomatici, antinfiammatori non steroidei può controllare in maniera efficace i sintomi alle vie respiratorie alte. Secondo il 68% dei medici intervistati, infatti, far comprendere ai pazienti che gli antibiotici non sono indicati per trattare le infezioni virali è cruciale per promuovere l'appropriatezza prescrittiva.

"Molto si può fare, specialmente il medico di medicina generale che è presente in tutta la popolazione e sono oltre 20 milioni casi di infezione di respiratore presente sul territorio ogni anno; i consigli principali che il medico può dare innanzitutto non usare gli antibiotici per proprio conto ma solo dopo prescrizione medica, che gli antibiotici non sono risolutori dei sintomi legati a mal di gola e che i farmaci sintomatici possono controllare benissimo nelle fasi iniziali tutta la sintomatologia, in particolare il dolore alla gola, il dolore alla deglutizione e la difficoltà alla deglutizione".

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