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Bel Canto, esce il libro "La Bastardella" su Lucrezia Agujari

di TMNews venerdì 6 dicembre 2024
2' di lettura

Roma, 6 dic. (askanews) - È stato presentato alla Camera dei Deputati il libro "La Bastardella: vita di Lucrezia Agujari, regina del Bel Canto" (Set Editrice) firmato dalla cantante lirica, nonché Segretario Generale dell'Unione Artisti, Dora Liguori. Nel corso della presentazione, indetta su iniziativa dell'onorevole Grazia Di Maggio, è stata ricordata l'arte e la vita di quella che viene considerata la più grande esponente del Bel Canto, inserito dall'Unesco nella Lista del Patrimonio immateriale dell'Umanità.

"Non si può non ricordare la più grande di tutte le cantanti italiane che è Lucrezia Agujari detta la bastardella - ha dichiarato Dora Liguori - una grande cantante della seconda metà del Settecento celebrata in tutta Europa che ha alle sue spalle una grande testimonianza di Mozart padre e figlio, altrimenti non sapremmo di questa sua grande estensione vocale che viene raccontata da tutte le critiche dell'epoca. Lei è stata anche una grande donna e femminista. Trovata in un immondezzaio dall'avvocato Agujari, nonostante lui l'avesse adottata, prima che lo dicessero gli altri si faceva chiamare 'la bastardella' e diceva sempre: io sono mia; tant'è vero che riteneva talmente tanto di essere una sua proprietà che non ha mai voluto sposare il suo compagno (il compositore Giuseppe Colla, ndr), del quale era innamoratissima, al quale ha dato due figli, lo fa solo verso la fine. Anche il matrimonio era una maniera per compartecipare con un altro la sua persona e lei voleva essere sua. Questa è la grandezza di Lucrezia Agujari, grande cantante e grande femminista".

Nel corso della sua breve vita (morì di tubercolosi a soli 36 anni), la Agujari fu sempre una donna profondamente libera e anticonformista, una sorta di femminista "ante litteram" che non accettò mai legami o imposizioni.

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Salone Libro di Torino, la Rete Antonelliana all'Arena Piemonte

Roma, 26 mag. - Al Salone del Libro di Torino l'incontro "Rete Antonelliana. Cultura che unisce - L'architetto e i suoi luoghi", appuntamento dedicato al progetto promosso dalla Regione Piemonte per valorizzare l'eredità culturale, architettonica e identitaria di Alessandro Antonelli attraverso una rete che collega territori, istituzioni e comunità.

La Rete Antonelliana nasce da un percorso avviato nel marzo 2026 su impulso di Marian Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte, in collaborazione con Abbonamento Musei, con l'obiettivo di costruire un sistema culturale diffuso capace di mettere in connessione i luoghi antonelliani presenti sul territorio piemontese.

Il progetto coinvolge amministrazioni locali, istituzioni culturali, realtà associative e territori che custodiscono opere, tracce e testimonianze legate all'architetto simbolo del Piemonte, trasformando un patrimonio diffuso in una narrazione comune e riconoscibile.

La Rete Antonelliana si inserisce all'interno di una strategia più ampia della Regione Piemonte che punta a rafforzare un nuovo sistema culturale regionale fondato sulla collaborazione tra territori, sulla valorizzazione delle identità locali e sulla capacità della cultura di generare sviluppo, turismo e partecipazione.

"La Rete Antonelliana nasce da una visione politica chiara: trasformare un patrimonio diffuso in un sistema culturale capace di unire territori e comunità attraverso un'identità comune. - dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte - L'archistar Antonelli rappresenta uno dei simboli più forti della storia architettonica e culturale del Piemonte e in particolare di Novara e della sua provincia, che custodiscono una parte fondamentale della sua eredità. La nostra volontà è costruire un progetto stabile e riconoscibile, capace di mettere in rete i luoghi antonelliani e di creare un vero brand culturale territoriale che identifichi Antonelli con il Piemonte, valorizzandone il patrimonio storico, artistico e turistico. La cultura oggi deve avere la capacità di generare connessioni e sviluppo. Mettere in rete i comuni significa rafforzare l'identità dei territori e costruire nuove opportunità di crescita, partecipazione e attrattività. La Rete Antonelliana vuole essere proprio questo: una grande infrastruttura culturale diffusa, capace di raccontare il Piemonte attraverso uno dei suoi protagonisti più straordinari", conclude Chiarelli.

"Questo ambizioso progetto prende avvio dal desiderio corale di raccontare un architetto straordinario che ha dato forma all'identità della nostra regione. Qui al Salone Internazionale del Libro non celebriamo solo i suoi capolavori, ma un modo nuovo di fare cultura: un'alleanza tra istituzioni e comunità che parla direttamente alle persone e mette al centro la valorizzazione del territorio", aggiunge Simona Ricci. Accanto agli appuntamenti culturali, il progetto prevede inoltre attività di promozione territoriale, percorsi di valorizzazione integrata, contenuti digitali, itinerari e iniziative capaci di coinvolgere cittadini, scuole e nuove generazioni.

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Export, professionisti determinanti per rilancio made in Italy

Roma, 26 mag. (askanews) - "L'export italiano è cresciuto da 623 a quasi 650 miliardi di euro e punta ora a raggiungere quota 700 miliardi grazie alla collaborazione tra istituzioni, imprese e professionisti, considerati strategici per l'internazionalizzazione delle aziende. Nonostante le difficoltà legate ai dazi e ai conflitti internazionali, il governo ha predisposto un piano per l'export e una nuova Direzione generale del Ministero degli Esteri dedicata alla crescita internazionale delle imprese, con il supporto attivo delle ambasciate italiane".

Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, in apertura dell'Annual International Meeting (AIM) 2026, promosso da Confprofessioni e Apri International, che si è svolto a Roma nel centro congressi di Palazzo Rospigliosi.

"Il risultato conferma la qualità del Made in Italy e il valore della filiera produttiva nazionale. Centrale anche il ruolo delle professioni - ha aggiunto Tajani -, valorizzato dall'accordo con Confprofessioni e dall'equiparazione dei liberi professionisti agli imprenditori per l'accesso ai fondi europei. L'export, che vale quasi il 40% del Pil, resta uno dei principali motori dell'economia italiana, sostenuto anche dalla diversificazione dei mercati internazionali".

Francesco Lollobrigida, ministro dell'agricoltura, si è rivolto alla platea con un videomessaggio: "Le libere professioni sono ambasciatrici del saper fare italiano e svolgono un ruolo strategico nella crescita economica e nell'internazionalizzazione del Paese. Il governo Meloni ha rafforzato il sistema fieristico e aumentato le risorse per l'Ice, puntando sulla promozione del Made in Italy nel mondo. Qualità, innovazione e ricerca restano i principali punti di forza dell'Italia, insieme al contributo dei professionisti e dei corpi intermedi a sostegno del sistema produttivo nazionale".

Il valore della rete dei professionisti italiani è stato sottolineato da Marco Natali, presidente Confederazione Italiana Libere Professioni: "La filiera delle professioni svolge un ruolo sempre più strategico nei processi di internazionalizzazione delle imprese italiane, soprattutto nei settori ad alta innovazione e nei nuovi mercati globali, dalla Cina al Mercosur fino al Medio Oriente e all'Africa. I professionisti accompagnano le aziende sotto il profilo tecnico, fiscale, organizzativo e infrastrutturale, aiutando soprattutto le Pmi ad affrontare la complessità normativa dei mercati esteri.

Grazie alla flessibilità delle imprese italiane e al supporto di commercialisti, avvocati, consulenti, ingegneri e professionisti tecnici, l'Italia può non solo raggiungere l'obiettivo dei 700 miliardi di export, ma anche rafforzare competitività e crescita economica. Le professioni vengono considerate partner strategici dell'internazionalizzazione e veri facilitatori della conoscenza. Proprio con questo obiettivo Confprofessioni e il Ministero degli Affari Esteri hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per una nuova diplomazia economica, finalizzata a integrare maggiormente il sistema delle professioni nelle politiche per l'export e a sostenere le piccole e medie imprese nei percorsi di apertura verso i mercati internazionali".

Il presidente di Apri International, Luigi Carunchio, ha evidenziato il valore dell'Annual International Meeting come piattaforma di confronto e cooperazione internazionale. "L'AIM si conferma un appuntamento strategico per rafforzare il ruolo dei liberi professionisti nei processi di internazionalizzazione e favorire il networking internazionale. Centrale il matching tra Pmi esportatrici e professionisti qualificati, in sinergia con ambasciate, Ice e Camere di commercio estere. Apri International ha inoltre creato una rete di senior advisor specializzati sui mercati internazionali per sostenere il raggiungimento degli obiettivi del Piano Export Italia". Maria Elena Boschi (capogruppo Italia Viva e vicepresidente della Commissione di vigilanza della Rai) ha indicato nell'export una priorità strategica per rilanciare la crescita economica italiana, evidenziando come il Pil sia cresciuto poco negli ultimi anni a causa della debole domanda interna e del rallentamento delle esportazioni, aumentate appena dello 0,2%. Un dato lontano da quello di altri Paesi europei, come la Spagna, dove l'export ha trainato la crescita. E' necessario investire sulle eccellenze italiane e sui settori ad alto valore aggiunto, rafforzando il sostegno alle imprese attraverso politiche pubbliche e competenze professionali capaci di accompagnare soprattutto le Pmi nei mercati esteri". Andrea Di Giuseppe (Fdi) ha sottolineato il valore della riforma del Ministero degli Esteri e del ruolo delle ambasciate come piattaforme operative per le imprese italiane che vogliono investire all'estero.

Centrale anche il contributo dei professionisti, evidenziato da Cinzia Pellegrino (FdI), soprattutto in materie complesse come contrattualistica internazionale, diritto commerciale e finanza islamica. Secondo Nazario Pagano (Forza Italia) la crescita delle Pmi passa attraverso una strategia orientata all'export e al rafforzamento della rete diplomatica italiana. Un esempio concreto arriva Mateusz Rykala, presidente della seconda Zes più grande del mondo e senior advisor, che sta organizzando un network di senior advisor polacchi e ieri ha firmato il protocollo di intesa con Apri International.

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Ue, 26 scienziati chiedono regole distinte per prodotti smoke-free

Roma, 26 mag. (askanews) - Iniziato, lo scorso 22 maggio, il periodo di consultazione pubblica sulla revisione della direttiva dell'Unione Europea sui prodotti del tabacco e della direttiva sulla pubblicità del tabacco della Commissione Europea. Il dibattito, si è progressivamente spostato su un terreno più articolato. Non si parla più solo della riduzione del consumo, ma anche della distinzione tra categorie di prodotto profondamente diverse tra loro.

A riaccendere il confronto, la recente lettera inviata alla Commissione Europea da 26 scienziati ed esperti di salute pubblica, che chiedono di considerare con maggiore attenzione le differenze tra prodotti combustibili tradizionali e alternative smoke-free, richiamando inoltre un ampio corpus di evidenze scientifiche (131 studi) che, secondo i firmatari, non sarebbe stato adeguatamente valorizzato nel processo di revisione normativa.

Tra i principali player globali del comparto c'è una realtà come Imperial Brands, il cui portafoglio include anche prodotti di nuova generazione (NGP) come il dispositivo di tabacco riscaldato PULZE 3.0. Il tema della revisione normativa europea richiede un approccio coerente con l'evoluzione del contesto scientifico e regolatorio in corso, come ha dichiarato Enrico Ziino, Presidente di Imperial Brands Italia: "Il dibattito aperto in queste settimane da autorevoli esponenti della comunità scientifica europea conferma quanto sia importante che la revisione della Direttiva europea sui prodotti del tabacco venga affrontata con un approccio pragmatico e fondato sulle evidenze scientifiche, non su posizioni ideologiche. Continuare a trattare in modo indistinto prodotti combustibili e alternative smoke-free significa ignorare un confronto scientifico e regolatorio che a livello internazionale è ormai sempre più consolidato. Le alternative senza combustione non sono prive di rischi e devono essere regolamentate con grande rigore, soprattutto per quanto riguarda la tutela dei minori. Ma proprio per questo serve una regolamentazione proporzionata, capace di distinguere tra categorie di prodotto profondamente diverse tra loro e di valutare innovazione e dati scientifici in modo oggettivo. Il rischio, altrimenti, è quello di adottare misure inefficaci rispetto agli obiettivi di riduzione del fumo che l'Europa si è posta, favorendo la crescita del mercato illecito, con prevedibili conseguenze dannose su criminalità, sicurezza dei prodotti e ricadute negative anche sul piano sanitario. Per raggiungere davvero questi obiettivi, serve quindi meno ideologia e più solidità scientifica."

Il tema si inserisce in una fase cruciale per l'Europa, chiamata a ridefinire il quadro regolatorio dei prodotti del tabacco e della nicotina in un contesto in cui innovazione, salute pubblica e sostenibilità normativa si intrecciano sempre di più. Al centro della discussione, appunto, il principio della proporzionalità regolatoria: trattare in modo differente prodotti differenti, soprattutto alla luce del potenziale rischio ridotto associato alle alternative senza combustione rispetto alle sigarette tradizionali.

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Mirai Job Game, i dati parlano chiaro: giovani scelgono il green

Roma, 26 mag. - I giovani scelgono il green e la sostenibilità: è quanto emerge dai dati raccolti nel corso del progetto Mirai Job Game, presentati a Roma nel corso del Festival del Lavoro dal Dott. Fortunato Varone (Direttore Generale del Dipartimento Lavoro, Imprese, Aree Produttive della Regione Calabria), dalla Dott.ssa Teresa Citraro (Direttore INAIL Calabria), dalla Dott.ssa Franca Falduto (Delegata Ufficio Scolastico Regionale) e dalla responsabile del progetto, Dott.ssa Mariagrazia Muscatello.

Incentrato sull'orientamento al lavoro e rivolto agli studenti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori calabresi, il progetto, che vede la Calabria come regione pilota per l'Italia, è stato infatti ideato e promosso dal Dipartimento regionale Lavoro, Imprese e Aree produttive della Regione Calabria e realizzato da Planet Multimedia, attraverso un percorso strutturato di orientamento, formazione e confronto con il mondo delle professioni e con il coinvolgimento diretto di studenti, docenti e dirigenti scolastici. Il nome non è una scelta casuale: il termine "Mirai" in giapponese significa "futuro" e viene utilizzato per augurare una vita ricca di opportunità e di successi.

L'iniziativa è stata portata avanti attraverso i Centri per l'Impiego, che sono entrati nelle scuole per svolgere attività di orientamento e supportare gli studenti nella comprensione delle opportunità professionali e formative. Tra le attività principali del "Mirai Job Game", una competizione educativa tra studenti con quiz e sfide sui temi del lavoro, delle competenze e della sicurezza a scuola, sicurezza stradale e nei luoghi di lavoro, utilizzando anche metodologie didattiche innovative, quali la gamification, basate su partecipazione attiva e apprendimento esperienziale.

I dati emersi dalle sessioni di gioco e orientamento tracciano una radiografia chiara delle loro aspettative: contrariamente al mito del "posto fisso a tutti i costi", i ragazzi hanno mostrato una forte propensione per l'autonomia e l'innovazione. Green & Sustainability Manager: per questa figura professionale si è riscontrato un vero e proprio boom di preferenze . I ragazzi sono profondamente attenti all'impatto ambientale e mirano a figure professionali legate all'economia circolare e alla transizione ecologica. Altra professione molto gettonata, quella di Specialista del Digital & AI Marketing: tutto ciò che unisce creatività e algoritmi. La gestione dei brand nel metaverso o tramite intelligenza artificiale è tra i profili più scelti nel game. E poi la figura dell'Esperto di Territorial Marketing ed Enogastronomia 4.0: c'è un forte ritorno d'orgoglio per le proprie radici e un grande senso di appartenenza. Molti ragazzi esprimono il desiderio di restare in Calabria, ma applicando tecnologie moderne alla valorizzazione del territorio, del turismo e della Dieta Mediterranea.

I test del Mirai Job Game non mappano solo il cosa, ma anche il come. Alla domanda "Cosa cerchi in un lavoro?", le risposte predominanti sono state: Flessibilità e Work-Life Balance: Il tempo libero e lo smart working (dove possibile) contano quasi quanto lo stipendio. Meritocrazia e Formazione continua: c'è una forte richiesta di aziende che investano sulla crescita delle competenze, sentita come unica vera garanzia per il futuro. Impatto Sociale: i giovani calabresi vogliono fare lavori che "servano a qualcosa", con una forte sensibilità verso l'inclusione sociale e l'abbattimento delle barriere.

Il progetto, che vanta la Media Partnership di Rainews24, si è configurato anche come momento di confronto istituzionale tra Ministero del Lavoro, Regione Calabria, rappresentanti delle Regioni italiane, dirigenti dei Centri per l'Impiego e mondo scolastico, ed ha registrato una fortissima adesione: 10.000 gli studenti partecipanti, segno dell'interesse crescente verso strumenti di orientamento che aiutino i giovani a costruire il proprio percorso professionale, conoscere il mercato del lavoro e progettare il proprio futuro.

Il progetto rientra nel Pr Calabria Fesr Fse+ 2021/2027 - OP 4 - Azione 4.b.1 - OIS - "Territorio in Azione".

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