CATEGORIE

Crans-Montana, l'esperta: per grandi ustioni dopo l'ospedale il vuoto

di TMNews mercoledì 7 gennaio 2026
2' di lettura

Milano, 7 gen. (askanews) - La dottoressa Rosina Biondo è un medico specialista fisiatra, già dirigente medico dell'ASL Romagna. Ha lavorato per molti anni presso l'ospedale Bufalini di Cesena, all'interno del centro grandi ustionati diretto dal dottor Davide Melandri. In questo contesto, ha operato come consulente fisiatra all'interno dell'equipe grandi ustionati.

"Durante l'emergenza e la terapia intensiva - spiega all'indomani della tragedia di Crans-Montana - il paziente praticamente è assistito a 360 gradi da un'equipe multidisciplinare altamente specializzata, quindi diciamo vengono soddisfatti tutti i bisogni assistenziali di cui necessita. Il momento critico è quando viene dimesso perché a livello territoriale, a parte la difficoltà ad avere dei percorsi indefiniti, il paziente non trova risposte assistenziali né per quanto riguarda la specificità del trattamento prevalentemente riabilitativo e medicamentoso e né per quanto riguarda la disponibilità di quei mezzi necessari come le guaine elastocompressive, lamine di silicone, tutori particolari , medici e fisioterapisti e infermieri dedicati a questo, perché sul territorio c'è una grande carenza".

"Il bisogno fondamentale, cioè la risposta fondamentale, visto l'epidemiologia bassa del paziente ustionato - prosegue la dottoressa Biondo - sarebbe quella di poterlo inserire nel registro delle malattie rare. Perché? Perché comunque si è visto che dal punto di vista epidemiologico il paziente ustionato resta al di sotto della soglia per essere inserito nel registro dei malati, delle malattie rare e in più ha tutti gli altri requisiti richiesti, cioè che è una malattia cronica e soprattutto che ha bisogno di specialisti particolari e di presidi medicali che non sono, diciamo, ordinari e che non troviamo nei LEA".

"L'altro aspetto sul quale insisto molto - aggiunge l'esperta - è quello di inserire presso gli istituti di formazione tipo le università e le scuole per la formazione delle figure assistenziali, è quello di inserire un'attenzione particolare sulla malattia d'ustione, sia per i riabilitatori fisioterapisti, sia per tutti gli altri specialisti che in qualche modo insistono, soprattutto nella fase acuta e post-acuta, sulla presa in carico del paziente ustionato".

tag

Ti potrebbero interessare

Direttore di Bbc: Occidente "combatta" la disinformazione globale

Londra, 8 gen. (askanews) - La Gran Bretagna e i suoi alleati occidentali devono contrastare i "cattivi agenti" che stanno "inondando" gli spazi online globali con "disinformazione" e propaganda. Lo ha detto il direttore uscente della BBC, Tim Davie, che si dimetterà dall'incarico di direttore generale della BBC quando verrà trovato un sostituto dopo lo scandalo per una modifica considerata fuorviante di un discorso di Donald Trump, e che ha sollecitato un aumento dei finanziamenti per la divisione World Service della BBC in Parlamento.

TMNews

Gli abitanti di Minneapolis rendono omaggio a donna uccisa da Ice

Minneapolis (Minnesota), 8 gen. (askanews) - Gli abitanti di Minneapolis rendono omaggio al luogo della sparatoria mortale per Renee Nicole Good da parte degli agenti dell'Ice. Una donna rende omaggio alla commemorazione improvvisata sul posto. Un cartello dice "L'Ice sono terroristi". Un poster in primo piano recita: "RIP Renee, assassinata dall'Ice".

TMNews

Arriva "La Preside", Zingaretti: un'emozione a Caivano con i ragazzi

Roma, 8 gen. (askanews) - Luisa Ranieri è un'eroina determinata che lotta contro la dispersione scolastica e la criminalità, convinta che la scuola sia "un tempio", come dice lei stessa, e che i ragazzi vadano salvati. Dal 12 gennaio su Rai 1 e su RaiPlay è la protagonista de "La Preside", serie tv con la regia di Luca Miniero, presentata in anteprima ad Alice nella Città, in coproduzione con la Festa del Cinema di Roma, liberamente ispirata alla storia di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano divenuta simbolo di coraggio. La serie è stata fortemente voluta da Luisa Ranieri con il marito Luca Zingaretti, che l'ha ideata e co-prodotta e ha raccontato:

"La prima volta che sono andato a Caivano, sono piombato il giorno dopo che la preside mi aveva attaccato il telefono in faccia, non credendo che fossi io. Mi ha molto colpito, soprattutto l'aria intorno alla scuola che era piena di erbacce cancellate rotte, arrugginite, fuochi spenti da poco. Non era proprio quello che mi aspettavo di trovare. L'incontro dentro è stato bellissimo, perché la preside mi è venuta incontro abbracciandomi e scusandosi del fatto che il giorno prima mi aveva mandato a quel paese, mi ha presentato tutti gli alunni e lì è stata un po' l'emozione. Ho capito perché la preside si spendeva così tanto per questi ragazzi, perché veramente ho letto nei loro occhi una riconoscenza e l'amore verso la preside che gli aveva teso la mano e loro hanno capito, vincendo la resistenza, che quella mano tesa non solo era una seconda chance che gli si offriva, ma addirittura forse anche l'ultima".

La preside al suo primo incarico sceglie l'istituto più difficile, al centro di una delle più grandi piazze di spaccio, ma è pronta a tutto per portare avanti quella che per lei è una missione, recuperare i ragazzi, ridargli una speranza e offrirgli un'alternativa. Luisa Ranieri ha detto di aver sentito una grande responsabilità e la paura di non ruscire a restituire quello che lei aveva fatto:

"La sua storia mi ha influenzato nel senso che non avevo mai fatto una riflessione sul fatto di quanto è importante incontrare le persone giuste nell'età scolare, cioè le persone che hanno la capacità di accogliere, di guardare oltre, ma soprattutto del lavoro, la fatica che c'è contro tutto e tutti, specialmente nelle periferie per far funzionare le cose".

TMNews

Iran, l'analista: proteste politiche, il sistema è a un punto morto

Londra, 8 gen. (askanews) - Le manifestazioni che attraversano l'Iran non sono più solo legate alla crisi economica, ma si sono trasformate in una contestazione politica più ampia della Repubblica islamica. È l'analisi di Sanam Vakil, direttrice del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Chatham House.

"Le proteste in Iran non sono più soltanto economiche, ormai sono chiaramente politiche - ha spiegato l'analista - in strada vediamo manifestanti che esprimono rabbia, frustrazione e un profondo risentimento nei confronti della Repubblica islamica. La natura politica delle proteste è evidente sia nelle dimensioni delle mobilitazioni sia negli slogan che si sentono nelle strade".

"Questo indica quanto siano diffuse, in tutta la società iraniana, la rabbia e la frustrazione. Non si tratta di una sola frattura sociale: non è soltanto una protesta della Generazione Z né una mobilitazione guidata dal bazar. Le manifestazioni mettono insieme gruppi diversi, provenienti da tutto il Paese, comprese province a maggioranza di minoranze etniche. Questo segnala qualcosa di più ampio e, forse, più serio.

"Queste proteste potrebbero diventare significative proprio perché la popolazione è profondamente stanca. Le riforme di politica economica sembrano aver raggiunto un punto morto. Quello che vedo oggi è una crescente assenza di paura tra i manifestanti. Le persone sono esasperate. Resta da vedere se le forze di sicurezza romperanno i ranghi: finora non è accaduto. In passato, l'unità e la compattezza del regime hanno contribuito a contenere le proteste.

"Il Venezuela rappresenta un monito, sia per i manifestanti iraniani sia per la Repubblica islamica. Per i manifestanti, mostra che gli Stati Uniti tendono a promuovere i propri interessi più che un reale cambiamento democratico in Iran, puntando piuttosto a manovre simboliche e di facciata. E ancora questo chiarisce che non esistono vie d'uscita semplici per la leadership iraniana".

"Le proteste - ha concluso Sanam Vakil - si inseriscono in una sequenza di mobilitazioni che rendono chiaro che il cambiamento, in un modo o nell'altro, arriverà. Ciò che appare evidente è che il sistema nel suo complesso, l'establishment politico iraniano, è arrivato a un vicolo cieco. Senza un compromesso, senza un cambiamento delle politiche e dell'approccio verso i manifestanti e forse anche della struttura di governo la situazione è destinata a peggiorare".

TMNews