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Casa Bianca: "Trump sta discutendo l'acquisto della Groenlandia"

di TMNews mercoledì 7 gennaio 2026
1' di lettura

Washington, 7 gen. (askanews) - La Casa Bianca conferma che il presidente Donald Trump sta discutendo con il suo team l'ipotesi di acquistare la Groenlandia dalla Danimarca. A dirlo è la portavoce Karoline Leavitt, che ha risposto alle domande dei giornalisti durante un briefing a Washington.

"È una questione che in questo momento viene discussa attivamente dal presidente e dal suo team per la sicurezza nazionale. Vorrei anche ricordare - ha detto Leavitt - che l'acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti non è un'idea nuova. È qualcosa che i presidenti, fin dall'Ottocento, hanno ritenuto vantaggioso per la sicurezza nazionale americana. Il presidente è stato molto chiaro, con tutti voi e con il mondo, nel dire che considera questa ipotesi nell'interesse degli Stati Uniti, per contrastare l'aggressione russa e cinese nella regione artica. Ed è per questo che il suo team sta attualmente discutendo su come potrebbe configurarsi un'eventuale acquisizione".

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Durante la conferenza Vance ha anche detto: "sappiamo che ci sono avversari ostili che hanno mostrato molto interesse per quel particolare territorio, quella particolare fetta di mondo. Quindi quello che chiediamo agli amici europei è di prendere sul serio la sicurezza di quella parte continentale. Ancora più seriamente, perché se non lo faranno, gli Stati Uniti dovranno fare qualcosa al riguardo. Lascerò questo compito al Presidente, mentre continuiamo a impegnarci nella diplomazia con i nostri amici europei e tutti su questo argomento specifico e ancora una volta grazie a tutti per l'ascolto".

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"La prima volta che sono andato a Caivano, sono piombato il giorno dopo che la preside mi aveva attaccato il telefono in faccia, non credendo che fossi io. Mi ha molto colpito, soprattutto l'aria intorno alla scuola che era piena di erbacce cancellate rotte, arrugginite, fuochi spenti da poco. Non era proprio quello che mi aspettavo di trovare. L'incontro dentro è stato bellissimo, perché la preside mi è venuta incontro abbracciandomi e scusandosi del fatto che il giorno prima mi aveva mandato a quel paese, mi ha presentato tutti gli alunni e lì è stata un po' l'emozione. Ho capito perché la preside si spendeva così tanto per questi ragazzi, perché veramente ho letto nei loro occhi una riconoscenza e l'amore verso la preside che gli aveva teso la mano e loro hanno capito, vincendo la resistenza, che quella mano tesa non solo era una seconda chance che gli si offriva, ma addirittura forse anche l'ultima".

La preside al suo primo incarico sceglie l'istituto più difficile, al centro di una delle più grandi piazze di spaccio, ma è pronta a tutto per portare avanti quella che per lei è una missione, recuperare i ragazzi, ridargli una speranza e offrirgli un'alternativa. Luisa Ranieri ha detto di aver sentito una grande responsabilità e la paura di non ruscire a restituire quello che lei aveva fatto:

"La sua storia mi ha influenzato nel senso che non avevo mai fatto una riflessione sul fatto di quanto è importante incontrare le persone giuste nell'età scolare, cioè le persone che hanno la capacità di accogliere, di guardare oltre, ma soprattutto del lavoro, la fatica che c'è contro tutto e tutti, specialmente nelle periferie per far funzionare le cose".

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