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Ai Golden Globes vincono "Una battaglia dopo l'altra" e "Hamnet"

di TMNews lunedì 12 gennaio 2026
1' di lettura

Roma, 12 gen. (askanews) - Sono "Una battaglia dopo l'altra" e "Hamnet - Nel nome del figlio" i film che hanno trionfato alla 83esima edizione dei Golden Globes. Il film del regista statunitense Paul Thomas Anderson su un gruppo rivoluzionari negli Stati Uniti dei suprematisti bianchi, ha conquistato quattro riconoscimenti: per il miglior film commedia, miglior regista, migliore attrice non protagonista, Teyana Taylor, e miglior sceneggiatura per il cinema. Due premi importanti invece sono andati ad pellicola "Hamnet" della regista Chloé Zhao, che ha vinto il titolo di miglior film drammatico e ottenuto il riconoscimento per la miglior attrice protagonista, Jessie Buckley.

Per quanto riguarda gli attori cinematografici il brasiliano Wagner Moura ha vinto come protagonista del film drammatico "L'agente segreto", che ha ottenuto il Golden Globe anche per la miglior pellicola in lingua straniera. Come previsto Timothée Chalamet ha vinto il premio per miglior protagonista nel film-commedia "Marty Supreme", Stellan Skarsgard è stato premiato come non protagonista di "Sentimental Value" e Rose Byrne come miglior attrice protagonista di commedia per "If I Had Legs I'd Kick You".

Sul fronte televisivo si confermano invece i riconoscimenti degli Emmy: le serie premiate sono "Adolescence", che ha ottenuto quattro Golden Globes, il medical drama "The Pitt" e la commedia "The Studio".

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Nelle immagini diffuse, si vedono migliaia di persone in corteo, molte bandiere della Repubblica islamica e le bare avvolte dai vessilli nazionali. La cerimonia è iniziata con la lettura di preghiere per i defunti davanti all'università della capitale. Molte le donne vestite di nero e su un cartello la scritta "Abbasso gli Usa".

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L'Iran ha promesso processi "rapidi" per i sospettati arrestati durante le proteste, mentre le organizzazioni per i diritti umani temono un uso diffuso della pena di morte nel Paese.

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Negli scavi di archeologia preventiva, condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura, diretta da Daniela Porro, per l'attuazione di un programma urbanistico nell'area, sono emerse due vasche monumentali, un sacello, un luogo di culto probabilmente dedicato a Ercole, divinità legata all'agricoltura e alla pastorizia, centrale in quest'area, se si pensa al santuario in suo onore lungo la via Tiburtina e molto altro. Fabrizio Santi, archeologo della Soprintendenza Speciale di Roma:

"Innanzitutto un lungo asse viario che è ricostruibile per circa 250 metri. Qui in antico passava un corso d'acqua, quindi l'asse viario doveva sicuramente scavalcare anche il corso d'acqua. Abbiamo poi rinvenuto due vasche monumentali, una delle quali alle mie spalle, lunga circa 30 metri, la cui funzione ancora non è del tutto chiara, potrebbe avere però una funzione cultuale rituale, ma non è da escludere neanche quella produttiva o comunque semplicemente di raccolta dell'acqua. L'altra vasca dista poche decine di metri, si trovava dall'altra parte del corso d'acqua e ha delle misure leggermente diverse, è più profonda e più piccola".

Tra i tesori due tombe di età repubblicana che facevano parte di un unico complesso monumentale. "Come si evince da alcuni blocchi in tufo ancora in situ, doveva esserci una facciata monumentale poi spoliata già nei secoli successivi, con due corridoi d'accesso, uno per ogni camera. La camera più importante ha portato al rinvenimento di un grande sarcofago in peperino databile nel corso del IV secolo a.C., probabilmente attorno alla fine del IV secolo a.C., e tre urne con dei coperchi displuviati, cioè fatti a tetto. Abbiamo trovato del materiale di corredo in questa camera, probabilmente collegati a una delle deposizioni, uno specchio in bronzo e alcuni vasi" ha spiegato ancora l'archeologo.

Ritrovamenti che dovranno essere contestualizzati in un'area dove è presente anche il Casale di Pietralata che insiste probabilmente sui resti di una villa romana. Completato lo scavo, sarà avviato lo studio per un piano di valorizzazione dell'area. "La tomba ha un bellissimo portale in tufo, che era chiuso da un lastrone monolitico di pietra veramente molto pesante, quindi c'è sicuramente la volontà di lasciare a vista almeno il portale della tomba" ha spiegato ancora Fabrizio Santi.

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