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Groenlandia, c'è attesa per il vertice alla Casa Bianca

di TMNews mercoledì 14 gennaio 2026
1' di lettura

Roma, 14 gen. (askanews) - C'è attesa per il vertice sulla Groenlandia alla Casa Bianca. Il vicepresidente statunitense J.D. Vance partecipa all'incontro tra i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia - rispettivamente Lars Lokke Rasmussen e Vivian Motzfeldt - e il segretario di Stato Marco Rubio. Sul tavolo il futuro del territorio semi-autonomo sotto il Regno di Danimarca, mentre incombono le minacce di Donald Trump sulla sua acquisizione.

Alla vigilia di questo incontro, il premier groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, durante una conferenza stampa a Copenaghen con la sua controparte danese Mette Frederiksen, ha avvertito che preferirebbe rimanere parte del Regno di Danimarca piuttosto che unirsi agli Stati Uniti.

"Questo sarà un grosso problema per lui", gli ha replicato a stretto giro Trump, le cui parole, dopo l'azione militare in Venezuela, non possono che essere prese sul serio.

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Von der Leyen: Groenlandia appartiene al popolo e fa parte della Nato

Roma, 14 gen. (askanews) - I groenlandesi "possono contare su di noi": lo ha affermato la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, dopo le minacce del presidente statunitense Donald Trump di acquisire l'isola artica e mentre alla Casa Bianca è atteso un importante vertice sul futuro del territorio semi-autonomo sotto il Regno di Danimarca.

"Rispettiamo la volontà dei groenlandesi e i loro interessi", ha aggiunto von der Leyen durante una conferenza stampa a Bruxelles, spiegando che la Groenlandia fa parte della NATO e, quando parliamo di sicurezza nell'Artico, questo è uno dei temi centrali

dell'Alleanza.

"La Groenlandia appartiene al suo popolo, quindi spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che li riguardano", ha ribadito Von der Leyen, dopo che martedì il primo ministro groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, ha dichiarato che preferirebbe rimanere parte del Regno di Danimarca piuttosto che unirsi agli Stati Uniti.

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Ocean Viking torna in zona operativa nel Mediterraneo

Mar Mediterraneo, 14 gen. (askanews) - La nave umanitaria Ocean Viking è tornata a pattugliare il Mediterraneo, al largo delle coste di Malta, Italia e Libia, per prestare soccorso ai migranti in difficoltà in partenza dalla Libia. Il rientro in area operativa avviene mentre le condizioni meteorologiche sono in miglioramento, un fattore che spesso coincide con un aumento delle partenze.

Mar, coordinatrice delle operazioni di soccorso in mare: "Torniamo in zona operativa perché le condizioni meteo stanno migliorando. Prevediamo possibili partenze nei prossimi giorni e vogliamo che l'Ocean Viking sia dove è più necessaria".

Secondo l'equipaggio, periodi prolungati di maltempo spingono chi tenta la traversata ad attendere una finestra favorevole, osservando le condizioni direttamente dalle spiagge, con il rischio di sottovalutare i pericoli al largo.

"Di solito registriamo un aumento delle partenze quando il meteo è favorevole - prosegue Mar -. In questo periodo soffia spesso vento da terra: sulla spiaggia non si percepisce e può trarre in inganno, facendo pensare che le condizioni siano buone. Ma a poche miglia dalla costa il tempo cambia, ed è lì che le persone finiscono in pericolo".

"Scrutiamo l'orizzonte e il mare alla ricerca di qualsiasi segnale: tutto ciò che vediamo - spiega Salvador, soccorritore marittimo - tra la nave e la linea dell'orizzonte viene passato al vaglio. A seconda dei binocoli e delle condizioni meteo, a volte riusciamo a vedere anche oltre dieci miglia dalla nave".

Nel 2025, secondo i dati dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, quasi 1.900 migranti sono morti o risultano dispersi nel Mediterraneo.

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Dal centro ad aeroporto in funivia, progetto italiano per Queenstown

Milano, 14 gen. (askanews) - Dall'aeroporto al centro città in funivia. A Queenstown, in Nuova Zelanda, nascerà la prima funivia urbana dell'Oceania. Il progetto prevede la realizzazione di un collegamento aereo tra lo scalo e il centro urbano, con l'obiettivo di offrire un'alternativa al traffico stradale e ridurre l'impatto ambientale degli spostamenti.

A realizzare l'opera sarà Leitner, azienda italiana con sede in Alto Adige, specializzata in sistemi di trasporto a fune. L'avvio dei lavori è previsto nel 2027, mentre la prima tratta dovrebbe entrare in funzione nel 2029.

Il progetto prevede una cabinovia articolata su cinque sezioni, con sette stazioni e una capacità fino a 3.000 passeggeri all'ora per venti minuti di tempo per coprire il tragitto. Una soluzione pensata non solo per i turisti, ma anche per i residenti, come parte integrante del futuro sistema di trasporto pubblico della città.

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Scrivere mentre il mondo brucia, Amitav Ghosh e il futuro

New Delhi, 14 gen. (askanews) - Amitav Ghosh è uno dei più importanti scrittori indiani, noto in tutto il mondo e da anni impegnato sul tema della crisi climatica, che giorno dopo giorno si conferma l'urgenza più rilevante del nostro tempo. Anche il suo prossimo romanzo, "Ghost-Eye" tratterà della fragilità del nostro pianeta, insieme a una storia di reincarnazioni e futuri nel passato. Che in fondo ci stanno portando, secondo lo scrittore, ad "accelerare la corsa verso l'abisso".

"Stiamo semplicemente precipitando lungo la strada dell'estrattivismo - ha detto Ghosh -. Solo che ora c'è una certa retorica greenwashing al riguardo. E questa retorica greenwashing è stata completamente adottata dai politici, che sono diventati molto abili in questo".

L'occhio fantasma del titolo del romanzo si riferisce alla capacità di cogliere anche le possibilità che non si vedono. Ma il mondo odierno sembra muoversi in una sola direzione. "Penso che ci sia un'atmosfera sempre più repressiva in tutto il mondo - ha aggiunto -. L'India, in un certo senso, è stata in prima linea in questa tendenza. Ma la repressione della libertà di parola che abbiamo visto in Europa e in America negli ultimi due anni è sbalorditiva. Semplicemente non ci si riesce a credere".

Ghosh parla dell'affermarsi dei movimenti di destra, così come di una rabbia e disperazione di sinistra, a causa dell'ansia estrema che coglie i giovani che vedono scomparire il proprio orizzonte davanti gli occhi. Ed è inevitabile porsi delle domande sulle responsabilità. "Una generazione fa - ha concluso Amitav Ghosh - i giovani chiedevano ai genitori: 'Cosa facevate durante la guerra?'. Credo che la generazione di mio nipote chiederà ai propri nonni e genitori: 'Cosa facevate quando il mondo andava a fuoco?'. Almeno, saprà che io stavo pensando a queste cose".

E pensare al mondo contemporaneo porta lo scrittore a ricordarci che le alternative esistono e che possono stare in posti misteriosi, perché nonostante tutta la tecnologia che ci opprime e controlla, la terra è ancora un posto più strano di quanto siamo disposti ad ammettere. La letteratura, probabilmente, serve a ricordarcelo. (Leonardo Merlini)

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