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Crans-Montana, la corsa per rigenerare la pelle dei grandi ustionati

di TMNews giovedì 15 gennaio 2026
2' di lettura

Epalinges (Svizzera), 15 gen. (askanews) - Dopo l'incendio di Crans-Montana, la corsa contro il tempo per salvare i grandi ustionati passa anche dai laboratori del Centre hospitalier universitaire vaudois, in Svizzera. Nel centro di produzione cellulare di Epalinges, tecnici e farmacisti lavorano senza sosta per coltivare nuova pelle destinata ai pazienti più gravi.

"Tutte le persone del centro si sono rese disponibili da subito a mettersi al lavoro - spiega Laurent Carrez, responsabile tecnico del centro di produzione cellulare - Abbiamo iniziato già da venerdì 2 gennaio a lavorare per ricostruire la pelle sulla base delle prime tre biopsie ricevute. Da quel momento, abbiamo iniziato a lavorare sette giorni su sette.

L'incendio ha causato 40 morti e oltre cento feriti. Molti pazienti presentano ustioni estese, che non possono guarire spontaneamente. Nei laboratori, iniziando da piccole porzioni di pelle sana, vengono coltivate superfici molto più ampie, pronte per essere trapiantate. "A partire da una biopsia di dieci centimetri quadrati di pelle sana siamo in grado di produrre da uno a tre lotti da 2.600 centimetri quadrati, che corrispondono più o meno alla superficie di una schiena", aggiunge Carrez.

Per i pazienti più gravi, superata la fase iniziale, si apre ora un percorso lungo e complesso, che richiederà settimane. Il dottor Olivier Pantet, specialista grandi ustionati del Centro, spiega: "Per i pazienti di cui ci stiamo occupando in questo momento stiamo uscendo da una fase molto, molto acuta ed entriamo progressivamente in una fase sub-acuta o cronica, in cui iniziamo di rimozione dei tessuti danneggiati e poi di innesto. Questo lavoro proseguirà per diverse settimane, fino a quando l'intera superficie cutanea sarà cicatrizzata. Successivamente inizierà la riabilitazione, che richiederà molta rieducazione in centri specializzati".

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Crosetto: stop ad aiuti a Kiev significa pace apparente e fragile

Roma, 15 gen. (askanews) - "Un'arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno, ma quando un'arma impedisce a un'altra arma di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo è una cosa diversa. Lo spirito con cui l'Italia ha aiutato l'Ucraina finora è stato quello, impedire che chi vuole distruggerla e chi vuole distruggere la popolazione ucraina e chi vuole piegarla, potesse farlo e di questo, qualcuno di voi si vergognerà. Io mi sento orgoglioso".

Lunghi applausi alla fine dell'intervento del ministro della Difesa Guido Crosetto, in aula alla Camera, anche da parte di alcuni deputati dell'opposizione come ammesso dalla stessa Elena Bonetti di Azione che ha dichiarato poi nella sua domanda successiva, di essersi "alzata in piedi" per battere le mani all'intervento "alto e nobile", pur poi criticando la maggioranza.

Secondo il ministro sostenere l'Ucraina "non significa voler prolungare il conflitto", ha detto. "Significa evitare che la fine delle ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull'ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente. Interrompere oggi il sostegno, l'aiuto all'Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita" ha dichiarato .

Crosetto, nella sua informativa alla Camera in merito agli aiuti all'Ucraina ha spiegato che l'Ucraina ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, non per vincere una guerra, non per sconfiggere un nemico, ma per proteggere il proprio territorio, la propria popolazione e un arretramento del supporto internazionale non porterebbe alla pace, al contrario favorirebbe un'ulteriore escalation dell'aggressione.

Il ministro ha poi ricordato che il presidente russo Vladimir Putin continua a dichiararsi pronto a conquistare militarmente i territori ucraini che considera propri, in assenza di progressi nei colloqui. E nel suo ultimo discorso per il Natale ortodosso ha affermato che è per ordine di Dio che i soldati russi difendono la madrepatria Russia anche in Ucraina.

Questo è un segnale politico centrale, secondo Crosetto, perché non lancia in realtà alcun segnale concreto di reale disponibilità russa a ridimensionare le proprie pretese territoriali ed egemoniche.

Andrea Orsini di Forza Italia, primo deputato iscritto a parlare dopo il ministro, ha ricordato che la durata del conflitto in Ucraina ha superato, per quanto riguarda la Russia, quella della Seconda Guerra Mondiale. "Stalin riuscì ad arrivare a Berlino e ad assediare il bunker della cancelleria in meno tempo di quello impiegato da Putin per tentare di conquistare Kupiansk o le macerie che ne rimangono", ha detto.

TMNews

Iran, riapre lo spazio aereo. Riunione del Consiglio di Sicurezza Onu

Roma, 15 gen. (askanews) - L'Iran ha riaperto il suo spazio aereo dopo una chiusura improvvisa durata diverse ore, calmando le tensioni che avevano fatto temere un'imminente escalation militare. I voli hanno ripreso gradualmente a sorvolare il Paese, anche se molte compagnie internazionali continuano a evitare l'area per motivi di sicurezza.

Intanto, su richiesta degli Stati Uniti, ci sarà una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione nel Paese.

Gli Stati Uniti hanno avviato misure precauzionali, con indicazioni di evacuazione per parte del personale, in una base in Qatar e restrizioni ai movimenti dei diplomatici in Kuwait e Arabia Saudita. Teheran ha parallelamente avvertito alcuni Paesi della regione che eventuali basi statunitensi sul loro territorio sarebbero diventate obiettivi legittimi in caso di un attacco americano.

In tutto il mondo continuano le manifestazioni di protesta, da Londra a Israele, contro le dure repressioni dei manifestanti da parte del regime. E Donald Trump nelle ultime ore ha dichiarato: "Ci è stato detto che le uccisioni in Iran stanno cessando, sono cessate... E non ci sono piani per esecuzioni.., mi è stato detto da fonti attendibili e lo scopriremo".

L'Iran continua a negare le migliaia di vittime. Il ministro degli Esteri Araghchi ha affermato che una "campagna di disinformazione" sui disordini nel Paese è in corso, per trascinare gli Stati Uniti in un conflitto. Parlando a Fox News, Araghchi ha respinto le notizie secondo cui migliaia di manifestanti sarebbero stati uccisi, insistendo sul fatto che il numero effettivo è nell'ordine delle centinaia e non di migliaia.

TMNews

Ucraina sotto attacco, emergenza energia e allarme blackout

Kiev, 15 gen. (askanews) - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato l'introduzione dello stato di emergenza nel settore energetico, mentre i bombardamenti russi e le interruzioni di corrente continuano ad affliggere il Paese nel pieno dell'inverno.

Volodymyr Zelensky, presidente dell'Ucraina: "Abbiamo analizzato separatamente la situazione in alcune delle nostre città. È particolarmente difficile a Kiev. Ci sono poi Odessa, la regione di Dnipropetrovsk, le città di Dnipro e Kryvyj Rih, oltre a diverse altre città e regioni. Vediamo che molto è stato fatto, in particolare a Kharkiv, dove le autorità locali si sono preparate bene. A Kiev, purtroppo, è stato fatto molto meno: nella capitale è stato fatto davvero poco. E anche in questi giorni non vedo l'intensità necessaria. Questo deve essere corretto con urgenza".

Il presidente ha annunciato la nomina di Denys Chmygal a vice primo ministro e ministro dell'Energia, con il compito di gestire l'emergenza causata dagli attacchi alle infrastrutture energetiche e dalle rigide condizioni invernali. "Lo stato di emergenza nel settore dell'energia sarà attuato legalmente, il che offrirà maggiori possibilità - ha aggiunto Zelensky - Il Consiglio dei ministri dell'Ucraina razionalizzerà al massimo tutto ciò che riguarda il collegamento alla rete delle attrezzature energetiche di emergenza".

"Devono esserci più punti di supporto per la popolazione a Kiev e in altre città, molti più "Punti di invincibilità" (strutture che garantiscono servizi essenziali durante le interruzioni di corrente, ndr). Ho ordinato una revisione delle regole del coprifuoco: durante lo stato di emergenza possiamo revocare il coprifuoco in alcune città e comunità, quando la situazione della sicurezza lo consente. I responsabili di governo devono presentare le proposte corrispondenti", ha concluso il presidente ucraino.

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Savino (Mef): Rigore conti e attenzione concreta economia reale

Roma, 15 gen. (askanews) - "Il rapporto tra fisco e professione è un punto nevralgico del nostro sistema economico. Le norme fiscali non vivono nei testi di legge, ma nel lavoro quotidiano dei professionisti che le interpretano, le applicano e le rendono sostenibili per cittadini e imprese. Per questo i commercialisti rappresentano una vera infrastruttura immateriale dello Stato: senza il loro contributo, le riforme resterebbero sulla carta. La Legge di Bilancio 2026 si muove in questa direzione, coniugando rigore nei conti e attenzione concreta all'economia reale, puntando su semplificazione, sostegno al lavoro e stabilità. Il confronto con le professioni è e resterà un punto fermo dell'azione del Governo". Lo ha dichiarato Sandra Savino, sottosegretario all'Economia e alle Finanze nel corso del convegno nazionale "Fisco e professione: le aspettative per l'anno appena iniziato", promosso dall'Associazione nazionale commercialisti, presieduta da Marco Cuchel.

"La Legge di Bilancio si fonda sostanzialmente su quattro pilastri - ha sottolineato Alberto Luigi Gusmeroli, presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei deputati -. Il primo è la tenuta dei conti pubblici, un elemento assolutamente fondamentale perché garantisce tassi di interesse più bassi sia sul debito pubblico sia sulle rate dei mutui a tasso variabile delle famiglie, oltre a mantenere lo spread contenuto e i mercati tranquilli. Il secondo pilastro è rappresentato dalla rottamazione, con una rateizzazione lunga fino a nove anni, rate tutte uguali e la possibilità di includere i debiti fino al 31 dicembre 2023. Il terzo pilastro riguarda l'iper-ammortamento e il super ammortamento, cioè gli incentivi per l'acquisto di beni strumentali, pensati per sostenere gli investimenti delle imprese. L'ultimo pilastro consiste nella richiesta di un contributo al sistema bancario e assicurativo, chiamato a partecipare allo sforzo complessivo previsto dalla manovra". Critiche sono state espresse da Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia: "Gli scenari che si aprono dopo l'approvazione della 'Finanziaria' non sono incoraggianti per il nostro Paese. Manca una reale prospettiva di crescita e non si registra un aumento significativo di salari e compensi. È vero che il contesto internazionale è complesso, ma ci saremmo aspettati uno scatto d'orgoglio e di qualità da parte della manovra. Così non è stato, e questo ci dispiace. È necessario investire con decisione in ricerca, innovazione e sviluppo, mentre in questa Legge di Bilancio manca una visione economica chiara e strategica per il futuro del Paese". Secondo Andrea De Bertoldi (Commissione Finanze a Montecitorio): "Ogni maggioranza di governo è chiamata a confrontarsi con le ristrettezze di bilancio. In questa manovra abbiamo cercato di fare il meglio possibile: penso, ad esempio, alla riduzione dell'aliquota per il ceto medio, che rappresenta certamente un aiuto concreto alle fasce della popolazione che oggi ne hanno maggiore bisogno.

È una 'Manovra' che guarda anche alle imprese, attraverso il rinnovo di importanti incentivi come il rifinanziamento della Nuova Sabatini, la rottamazione quinquies e la possibilità di una rateizzazione fino a nove anni. Si tratta di un insieme di strumenti che consente al Paese di continuare a competere. Abbiamo inoltre una situazione di occupazione in crescita e lavoreremo per fare ancora meglio".

Sulla mancanza di una crescita economica reale dell'Italia si è soffermato Antonio Misiani, vicepresidente della Commissione Bilancio a Palazzo Madama: "Ci aspettiamo scenari complessi. Abbiamo chiuso il 2025 con una crescita molto modesta, pari allo 0,5%, e le prospettive per l'immediato futuro non appaiono migliori. Anzi, l'instabilità internazionale che ha caratterizzato questi primi giorni del nuovo anno rischia di provocare un ulteriore rallentamento della congiuntura a livello globale, con effetti negativi anche sull'economia italiana. Ciò che colpisce è che la crescita resti così debole nonostante il PNRR: siamo nella fase finale del Piano e stiamo investendo decine di miliardi di euro di risorse europee, conquistate grazie all'impegno dei precedenti governi. Senza quel piano saremmo probabilmente già in recessione. Quello che emerge, però, è l'assenza di una vera strategia per rilanciare la crescita. Questo rappresenta il principale punto debole della politica economica e un nodo che resta ancora irrisolto".

Critiche confermate anche dal senatore Mario Turco, vicepresidente nazionale del M5s: "Questa Legge di Bilancio appare priva di soluzioni concrete e di misure efficaci a sostegno della crescita economica, dei cittadini e delle imprese. Da un lato si aumentano le tasse e si riduce la spesa pubblica, dall'altro si chiedono ulteriori sacrifici per finanziare le spese militari: oltre 23 miliardi di euro rappresentano, di fatto, la vera misura contenuta nella manovra. Si rischia così di trasformare un'economia orientata al sociale in un'economia di guerra".

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