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Iran, riapre lo spazio aereo. Riunione del Consiglio di Sicurezza Onu

di TMNews giovedì 15 gennaio 2026
2' di lettura

Roma, 15 gen. (askanews) - L'Iran ha riaperto il suo spazio aereo dopo una chiusura improvvisa durata diverse ore, calmando le tensioni che avevano fatto temere un'imminente escalation militare. I voli hanno ripreso gradualmente a sorvolare il Paese, anche se molte compagnie internazionali continuano a evitare l'area per motivi di sicurezza.

Intanto, su richiesta degli Stati Uniti, ci sarà una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione nel Paese.

Gli Stati Uniti hanno avviato misure precauzionali, con indicazioni di evacuazione per parte del personale, in una base in Qatar e restrizioni ai movimenti dei diplomatici in Kuwait e Arabia Saudita. Teheran ha parallelamente avvertito alcuni Paesi della regione che eventuali basi statunitensi sul loro territorio sarebbero diventate obiettivi legittimi in caso di un attacco americano.

In tutto il mondo continuano le manifestazioni di protesta, da Londra a Israele, contro le dure repressioni dei manifestanti da parte del regime. E Donald Trump nelle ultime ore ha dichiarato: "Ci è stato detto che le uccisioni in Iran stanno cessando, sono cessate... E non ci sono piani per esecuzioni.., mi è stato detto da fonti attendibili e lo scopriremo".

L'Iran continua a negare le migliaia di vittime. Il ministro degli Esteri Araghchi ha affermato che una "campagna di disinformazione" sui disordini nel Paese è in corso, per trascinare gli Stati Uniti in un conflitto. Parlando a Fox News, Araghchi ha respinto le notizie secondo cui migliaia di manifestanti sarebbero stati uccisi, insistendo sul fatto che il numero effettivo è nell'ordine delle centinaia e non di migliaia.

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Arriva Chalamet con "Marty Supreme", dal Golden Globe, verso l'Oscar

Roma, 15 gen. (askanews) - Dopo aver incassato 70 milioni di dollari negli Stati Uniti arriva il 22 gennaio nei cinema italiani "Marty Supreme", che ha già regalato all'attore protagonista, Timothée Chalamet, il Golden Globe e il Critics Choice Award, e lo colloca in pole position per le nomination agli Oscar.

Il film diretto da Josh Safdie è ambientato nella New York degli anni '50 e racconta la storia di Marty Mauser, ambizioso e vitalissimo ragazzo cresciuto nel Lower East Side, ossessionato dal ping pong e certo di avere un destino glorioso davanti a sé. Da New York al Cairo, da Tokyo a Parigi, insegue i suoi sogni senza mai fermarsi, fra truffe, scommesse, passioni proibite.

Quella di Marty è un'esistenza rocambolesca che il regista racconta con grande ritmo, tra ironia e tensione emotiva. E accanto a Chalamet prendono vita vivaci personaggi interpretati da Gwyneth Paltrow, Odessa A'zion e Tyler "The Creator" Okonma.

Safdie ha spiegato: "George Bernard Show ha detto: 'L'uomo ragionevole adatta se stesso al mondo, quello irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Così il progresso dipende dagli uomini irragionevoli'. Trovo quest'affermazione fantastica. Cioè, non devi sottostare allo status quo, a chi ti odia, chi uccide i tuoi sogni. E nel film Marty è esuberante, impaziente, vuole raggiungere il suo sogno e così contagia anche le altre persone".

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In anteprima "In my dreams", nuovo singolo di Zara Broadway

Milano, 15 gen. (askanews) - In anteprima "In my dreams", nuovo singolo di Zara Broadway che dopo l'uscita di Happy Pill, torna con un brano profondamente personale, nato come sfogo emotivo a seguito della sua ultima relazione.

Il pezzo affronta il come un semplice "periodo temporaneo", si riveli tutt'altro che facile da superare. Nel brano, Zara Broadway si rivolge direttamente a una persona che il suo subconscio non riesce a dimenticare, interrogandosi sul perché continui ad apparire nei suoi sogni nonostante siano trascorsi mesi dalla rottura e nonostante la convinzione di essere andata avanti.

L'artista in questa traccia si trova davanti ad un muro emotivo e continua a domandarsi come tutto possa essere finito, dopo aver condiviso così tanto con una persona tanto importante nella sua vita.

Ancora oggi, nonostante il tempo passato, Zara Broadway ammette di temere di incontrare quella persona nei sogni. Allo stesso tempo, però, quelle apparizioni assumono il valore di una visita: un breve momento in cui l'artista si concede la felicità di rivedere, anche solo per un istante, chi ha amato profondamente.

La copertina del brano è un ulteriore elemento intimo e autentico del progetto: realizzata interamente a mano su tela dalla stessa Zara Broadway, utilizza la tecnica del ritaglio su carta, la creazione e l'applicazione delle lettere e l'uso di adesivi a forma di stella, riflettendo visivamente la delicatezza e la fragilità del racconto musicale.

Zara Broadway conferma la sua capacità di trasformare le esperienze più intime e fragili in musica autentica, dando voce a emozioni universali come la nostalgia, la paura di dimenticare e il bisogno di accettare ciò che è stato. Un'ulteriore tappa del suo percorso artistico, in cui sincerità e sensibilità diventano strumenti di connessione profonda con l'ascoltatore.

Zara Broadway (classe 2002) è una cantautrice inglese cresciuta nel Nord Italia, che porta con sé la passione per il canto e la scrittura fin da giovanissima.

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Crosetto: stop ad aiuti a Kiev significa pace apparente e fragile

Roma, 15 gen. (askanews) - "Un'arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno, ma quando un'arma impedisce a un'altra arma di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo è una cosa diversa. Lo spirito con cui l'Italia ha aiutato l'Ucraina finora è stato quello, impedire che chi vuole distruggerla e chi vuole distruggere la popolazione ucraina e chi vuole piegarla, potesse farlo e di questo, qualcuno di voi si vergognerà. Io mi sento orgoglioso".

Lunghi applausi alla fine dell'intervento del ministro della Difesa Guido Crosetto, in aula alla Camera, anche da parte di alcuni deputati dell'opposizione come ammesso dalla stessa Elena Bonetti di Azione che ha dichiarato poi nella sua domanda successiva, di essersi "alzata in piedi" per battere le mani all'intervento "alto e nobile", pur poi criticando la maggioranza.

Secondo il ministro sostenere l'Ucraina "non significa voler prolungare il conflitto", ha detto. "Significa evitare che la fine delle ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull'ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente. Interrompere oggi il sostegno, l'aiuto all'Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita" ha dichiarato .

Crosetto, nella sua informativa alla Camera in merito agli aiuti all'Ucraina ha spiegato che l'Ucraina ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, non per vincere una guerra, non per sconfiggere un nemico, ma per proteggere il proprio territorio, la propria popolazione e un arretramento del supporto internazionale non porterebbe alla pace, al contrario favorirebbe un'ulteriore escalation dell'aggressione.

Il ministro ha poi ricordato che il presidente russo Vladimir Putin continua a dichiararsi pronto a conquistare militarmente i territori ucraini che considera propri, in assenza di progressi nei colloqui. E nel suo ultimo discorso per il Natale ortodosso ha affermato che è per ordine di Dio che i soldati russi difendono la madrepatria Russia anche in Ucraina.

Questo è un segnale politico centrale, secondo Crosetto, perché non lancia in realtà alcun segnale concreto di reale disponibilità russa a ridimensionare le proprie pretese territoriali ed egemoniche.

Andrea Orsini di Forza Italia, primo deputato iscritto a parlare dopo il ministro, ha ricordato che la durata del conflitto in Ucraina ha superato, per quanto riguarda la Russia, quella della Seconda Guerra Mondiale. "Stalin riuscì ad arrivare a Berlino e ad assediare il bunker della cancelleria in meno tempo di quello impiegato da Putin per tentare di conquistare Kupiansk o le macerie che ne rimangono", ha detto.

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Crans-Montana, la corsa per rigenerare la pelle dei grandi ustionati

Epalinges (Svizzera), 15 gen. (askanews) - Dopo l'incendio di Crans-Montana, la corsa contro il tempo per salvare i grandi ustionati passa anche dai laboratori del Centre hospitalier universitaire vaudois, in Svizzera. Nel centro di produzione cellulare di Epalinges, tecnici e farmacisti lavorano senza sosta per coltivare nuova pelle destinata ai pazienti più gravi.

"Tutte le persone del centro si sono rese disponibili da subito a mettersi al lavoro - spiega Laurent Carrez, responsabile tecnico del centro di produzione cellulare - Abbiamo iniziato già da venerdì 2 gennaio a lavorare per ricostruire la pelle sulla base delle prime tre biopsie ricevute. Da quel momento, abbiamo iniziato a lavorare sette giorni su sette.

L'incendio ha causato 40 morti e oltre cento feriti. Molti pazienti presentano ustioni estese, che non possono guarire spontaneamente. Nei laboratori, iniziando da piccole porzioni di pelle sana, vengono coltivate superfici molto più ampie, pronte per essere trapiantate. "A partire da una biopsia di dieci centimetri quadrati di pelle sana siamo in grado di produrre da uno a tre lotti da 2.600 centimetri quadrati, che corrispondono più o meno alla superficie di una schiena", aggiunge Carrez.

Per i pazienti più gravi, superata la fase iniziale, si apre ora un percorso lungo e complesso, che richiederà settimane. Il dottor Olivier Pantet, specialista grandi ustionati del Centro, spiega: "Per i pazienti di cui ci stiamo occupando in questo momento stiamo uscendo da una fase molto, molto acuta ed entriamo progressivamente in una fase sub-acuta o cronica, in cui iniziamo di rimozione dei tessuti danneggiati e poi di innesto. Questo lavoro proseguirà per diverse settimane, fino a quando l'intera superficie cutanea sarà cicatrizzata. Successivamente inizierà la riabilitazione, che richiederà molta rieducazione in centri specializzati".

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