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Dazi e bollicine, lo champagne nel mirino di Trump

di TMNews martedì 20 gennaio 2026
2' di lettura

Milano, 20 gen. (askanews) - Dazi e bollicine, lo champagne nel mirino di Donald Trump, anche se la bevanda alcolica più allegra e tipicamente francese, spumeggiante per natura, faticherà ad essere necessariamente contenuta da misure economiche che rispecchiano gli alti e bassi dei rapporti tra America ed Europa. Il presidente degli Stati Uniti d'America ha minacciato lunedì dazi del 200% su vino e champagne francesi a causa dell'intenzione della Francia di rifiutare l'invito del leader statunitense a unirsi al suo "Consiglio per la Pace". Il Consiglio era stato originariamente concepito per supervisionare la ricostruzione della Striscia di Gaza devastata dalla guerra, ma l'iniziativa Usa non sembra volerne limitare il ruolo ai territori palestinesi occupati.

"Applicherò dazi del 200% sui suoi vini e champagne. E lui si unirà. Ma non è obbligato a farlo", ha detto Trump, riferendosi al presidente francese Emmanuel Macron. Una fonte vicina a Macron ha dichiarato lunedì che la Francia "non intende rispondere favorevolmente" all'invito. Lo statuto del Consiglio "va oltre il solo quadro di Gaza", ha affermato la fonte vicina al presidente francese. Trump ha inoltre confermato di aver invitato il suo omologo russo Vladimir Putin a far parte del suo Consiglio per la Pace, dopo che Mosca aveva diffuso la notizia lunedì mattina.

Una "minaccia inaccettabile che non può restare senza risposta". Con queste parole la ministra dell'Agricoltura Annie Genevard ha proseguito l'acceso dibattito transatlantico. Genevard ha anche detto che "tutto questo" è "un po' esagerato " ma "gli europei devono assumersi le proprie responsabilità".

Il riconoscimento universale di cui gode il "re" delle bollicine mondiali è assoluto. Ed è nei numeri che Moet & Chandon Brut è lo champagne più venduto al mondo. E quindi se si va a colpire quello, il discorso riguarda in primis il gruppo del lusso LVMH, di cui è uno dei fondatori e che in questi giorni vive proteste da parte dei dipendenti sui salari. Ma non solo. Chiaro è che allo stridore delle dichiarazioni corrisponde un bene particolarmente frizzante anche dal punto di vista economico per la Francia, che andrà preservato. Comunque finisca. Diceva Napoleone Bonaparte: "In caso di vittoria me lo merito; in caso di sconfitta, ne ho bisogno".

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Bessent avverte l'Ue, Von der Leyen: la nostra risposta sarà "ferma"

Davos, 20 gen. (askanews) - La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha promesso una risposta "ferma" dell'Europa di fronte alle ripetute minacce di ulteriori dazi avanzate dal presidente americano Donald Trump ai Paesi che si oppongono all'annessione Usa della Groenlandia, ma ha anche proposto di collaborare con gli Stati Uniti, definiti "Paese amico" sulla sicurezza dell'Artico.

"Consideriamo il popolo degli Stati Uniti non solo nostri alleati, ma nostri amici", ha detto dal palco di Davos 2026, sottolineando che "fare precipitare" l'Ue "in una spirale discendente non farebbe che favorire proprio gli avversari" e "pertanto, la nostra risposta sarà ferma, unita e proporzionata".

Von der Leyen ha poi annunciato: "Ecco perché stiamo lavorando a un pacchetto per sostenere la sicurezza dell'Artico", ha detto, ricordando che "la sovranità e l'integrità" della Groenlandia "non sono negoziabili", tema che sarà al centro del vertice straordinario Ue giovedì a Bruxelles.

In conferenza stampa da Davos, dove si è aperta la 56esima edizione del World Economic Forum, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha definito l'ipotesi secondo cui gli europei starebbero valutando di disinvestire dai titoli del debito pubblico statunitense in risposta alle minacce di Washington alla Groenlandia, una "narrazione fuorviante".

"Questa è una narrazione falsa, di cui non si parla nei governi europei. Questo è un rapporto scritto da Deutsche Bank sulla possibilità che questo possa accadere. I media se ne sono impadroniti", ha attaccato, ricordando che il mercato dei titoli del Tesoro statunitensi ha avuto la migliore performance del G7 dal 2020.

Ha poi negato che gli Usa siano preoccupati di potenziali misure finanziarie di ritorsione da parte del Regno Unito o dell'Ue:

"Ciò che invito tutti a fare è sedersi, fare un respiro profondo e lasciare che le cose si sviluppino. Come ho detto il 2 aprile, la cosa peggiore che un paese possa fare è un'escalation contro gli Stati Uniti".

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Pecoraro Scanio: "No all'accordo-truffa del Mercosur"

Roma, 20 gen. (askanews) - "L'accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, così come impostato, è una vera e propria truffa e deve essere immediatamente modificato. È inaccettabile che non vi siano garanzie chiare e vincolanti di reciprocità". Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde ed ex Ministro dell'Agricoltura e dell'Ambiente, commentando le manifestazioni contro la ratifica dell'accordo.

"Non possiamo accettare - prosegue Pecoraro Scanio - l'ingresso nel mercato europeo e italiano di prodotti realizzati con pesticidi, sostanze pericolose o ormoni vietati nell'Unione Europea ma consentiti in altri Paesi, spesso a vantaggio delle multinazionali statunitensi che operano in Sud America. Sarebbe un inganno ai danni dei consumatori e un colpo durissimo per gli agricoltori italiani e per l'intera economia nazionale".

Secondo il Presidente di UniVerde, "il Governo italiano e il parlamento europeo devono sostenere con decisione gli agricoltori, le associazioni ambientaliste e tutte le realtà che stanno protestando contro un accordo che mina le basi della qualità e della sicurezza alimentare europea e il principio di precauzione che abbiamo introdotto dopo la crisi della mucca pazza".

"Il controllo delle frontiere - conclude Pecoraro Scanio - è indispensabile per tutelare tutte le produzioni di qualità europee. Basta con un approccio lassista: è necessario ottenere con chiarezza che ogni prodotto che entra nel mercato europeo sia tracciabile e rispetti le stesse regole imposte ai nostri agricoltori, ai produttori agroalimentari e a chi lavora onestamente nel nostro mercato. Serve un commercio libero e giusto, non un Far West".

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Spazi da non perdere, a Palermo il sogno "Traiettorie Urbane"

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"Tra le tante iniziative che il progetto ha messo in campo - spiega Cristina Alga, presidente dell'ecomuseo Mare Memoria Viva, tra i partner dell'iniziativa - c'è stato il sostegno all'apertura di nuovi spazi o al consolidamento di alcuni spazi esistenti che hanno sperimentato diverse pratiche di partecipazione giovanile. Penso alle attività svolte ai Cantieri Culturali alla Zisa, all'Ecomuseo Mare Memoria Viva, alla Fattoria sociale di Danisinni, a Booq, alla nascita di un centro aggregativo rivolto agli adolescenti all'interno del centro diaconale La Noce e alla nuova piccola new entry del Mandorlo a piazza Ingastone".

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In questi spazi, la scelta di lavorare sulle attitudini e sulle life and social skills degli adolescenti con attività creative, ideate e messe in atto dai ragazzi stessi, mira ad offrire occasioni di emancipazione da contesti difficili, rinforzando la fiducia in sé stessi e nel gruppo dei pari.

"Pensiamo che l'esistenza di questi spazi possa essere una eredità importante del progetto "Traiettorie Urbane" - conclude Cristina Alga - perché Palermo sconta ancora un problema grave di mancanza di spazi dedicati ma soprattutto autogestiti, auto-organizzati, dove i ragazzi e le ragazze possano sentirsi protagonisti, immaginare e realizzare i loro desideri. E quindi l'idea che adesso stiamo provando a portare avanti, che vogliamo fare crescere, è quella di mettere in rete questi spazi, di farli dialogare tra loro e di immaginarli come un unico centro aggregativo diffuso".

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