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La Fiamma Olimpica a Cortina sulle piste da sci e bob

di TMNews martedì 27 gennaio 2026
1' di lettura

Cortina d'Ampezzo (BL), 27 gen. (askanews) - Danilo Stramare a 88 anni torna a correre con la Fiamma Olimpica, 70 anni dopo averla portata nel 1956, anno che ospitò i Giochi invernali nella perla delle Dolomiti: Cortina, tappa numero 50 del viaggio della Fiamma che precede i Giochi invernali al via il 6 febbraio a Milano. Una tappa significativa ed emozionante, perché durante il suo percorso ha toccato i luoghi simbolo e le venue olimpiche, tra cui la pista di sci e quella di bob, fino al palazzo del ghiaccio. Askanews ha percorso il tragitto con il convoglio della Fiamma.

La Fiamma è passata di mano in mano, da tedoforo a tedoforo, attraversando i punti simbolo della città. Primo momento topico è la pista Olympia delle Tofane, che ospiterà tutte le gare femminili di sci alpino. Il sacro fuoco di Olimpia è stato portato da un tedoforo insieme all'ex campione di sci Kristian Ghedina, affiancati da 25 maestri di sci. Ancora di mano in mano, la Fiamma è arrivata allo Sliding Centre, sulla pista da bob. Qui siamo alla curva 3 del percorso.

Ed ecco il momento conclusivo del viaggio della Fiamma a Cortina, con la City Celebration in Largo delle Poste. Il braciere viene acceso, alla presenza delle istituzioni. Ora il "fuoco sacro di Olimpia" sarà custodito presso il Comune fino all'accensione del calderone durante la Cerimonia di Apertura del 6 febbraio.

Servizio di Serena Sartini

Immagini di Serena Sartini

Montaggio di Carlo Molinari

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I giornalisti di Iran International: vogliamo dar voce agli iraniani

Londra, 27 gen. (askanews) - Difficile documentare ciò che accade in Iran dove si parla di oltre 30mila morti per la repressione delle proteste da parte del regime. I giornalisti di Iran International, emittente privata in lingua persiana con base a Londra, dicono di voler fare di tutto per "mostrare la verità", nonostante le minacce contro di loro e le loro famiglie. Teheran l'ha etichettata come "organizzazione terroristica" nel 2022, come il canale in lingua persiana della BBC. Ma dalla nascita, nel 2017 i suoi giornalisti affermano di "voler essere la voce della verità, la voce del popolo iraniano".

E in molti a Teheran hanno trovato il modo di accedervi comunque tramite codici VPN satellitari e privati anche dopo che le autorità hanno imposto un blackout delle comunicazioni senza precedenti l'8 gennaio scorso. Hanno inviato video della repressione, ritrasmessi dopo verifica; racconti e testimonianze audio o scritte che descrivono le atrocità a cui hanno assistito.

"A volte penso: sono così triste, vorrei piangere, ma in un posto nascosto o quando sono sola a casa. Ma mi sono ripromessa di essere forte e, se posso, di aiutare la mia gente, questo fa parte del mio lavoro, dovrei essere d'aiuto", afferma Farnoosh Faraji, giornalista senior del team digitale.

"Sono molto triste per quello che sta accadendo in Iran - dice Reza Mohaddes, caporedattore - per queste uccisioni di massa. Pensavo che il governo non avrebbe tollerato le proteste ma non mi aspettavo un numero così elevato di uccisioni, sono scioccato dalla brutalità del regime".

"Il nostro obiettivo? In poche parole direi, essere la voce della verità, la voce del popolo iraniano, mostrare al mondo la verità su quale sia esattamente la cultura dell'Iran, come sia il popolo... Non è quello che la Repubblica Islamica mostra alla gente", aggiunge. "Stiamo tutti lottando per sbarazzarci di questo regime brutale che ha tolto la libertà agli iraniani, ecco perché non abbiamo paura. Gli iraniani vanno in strada e penso che siamo tutti nella stessa squadra. Stiamo lottando tutti insieme per sbarazzarci di questo regime brutale".

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Roma, 27 gen. (askanews) - Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in occasione del Giorno della Memoria, ha pubblicato un videomessaggio sui social per ribadire l'impegno contro l'antisemitismo e onorare le vittime della Shoah. "Oggi, nella Giornata della Memoria, rendiamo omaggio alle vittime della Shoah e onoriamo i sopravvissuti, per assicurarci che l'orrore dell'Olocausto non torni mai più", ha detto Tajani, sottolineando che "la memoria non è un rito formale, è una responsabilità collettiva verso il futuro" e che è dovere delle istituzioni "consegnare alle nuove generazioni un mondo libero dal virus dell'antisemitismo".

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"Signore e signori, stiamo reagendo. È anche per questo che abbiamo messo a punto questo ampio pacchetto di misure. Il mio appello ai cittadini è di collaborare, fornire informazioni affinché questi autori, questi terroristi di sinistra che hanno colpito oltre 100.000 persone, possano essere consegnati alla giustizia a Berlino", ha dichiarato Dobrindt in conferenza stampa a Berlino, aggiungendo che la polizia lancerà una campagna pubblicitaria, con volantini e poster nella metropolitana di Berlino, nell'area metropolitana della città e del Land del Brandeburgo.

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"Mi hanno detto, ma è molto adatta a Sanremo? Io non ero molto convinta, e poi in effetti però, orchestrandola, ci siamo resi conto che era perfetta, era perfetta anche per mostrare un'altra parte di me che non avevo mai mostrato a Sanremo perché sono sempre andata con brani molto muscolari, molto caos, molti suoni, molta produzione", spiega la cantante. "Con 'Sei tu' mi presento veramente nuda e cruda, in punta di piedi e questo mi incuriosisce molto, non vedo l'ora. Non nasce come il brano sanremese ma poi lo diventa. Non un brano autobiografico, ma di racconto della fisicità dei sentimenti.

"Racconta la difficoltà di dichiararsi in amore e io non ho mai avuto questo problema. Da ragazzina mi chiedevo, perché a molti succede di non riuscire a verbalizzare l'amore. Mi chiedevo come potesse essere possibile perché io quando provo un'emozione te la devo dire, la grido. Sono troppo entusiasta per contenermi e quindi mi sono messa nei panni di una persona che invece si contiene tantissimo addirittura descrive le proprie sensazioni fisiche: è tutto un affanno, tutto un esplodere, implodere direi, ma poi non succede niente fuori".

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