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Spillette "sold out", le pin delle Olimpiadi a ruba

di TMNews giovedì 12 febbraio 2026
1' di lettura

Milano, 12 feb. (askanews) - Pin sold out. Le spillette delle Olimpiadi sono le grandi protagoniste di questi Giochi invernali. Qui siamo al Castello Sforzesco di Milano, ma le code per riuscire ad accaparrarsele sono ovunque, le pin finiscono presto e ogni giorno riparte la caccia.

"Le scambio con tanta gente, coi volontari, con le altre persone", dice questo ragazzo venuto a Milano dal Belgio.

Ambitissime, al centro di scambi che coinvolgono tutti. "Fare la volontaria ha i suoi vantaggi. Ci sono tanti che vogliono scambiarle ogni giorno, ti fermano. Alcune sono sold out e ci sono veramente code lunghissime da fare. È bello perché conosci tanta gente, oggi anche alla fermata dell'autobus, mi hanno fermato degli americani, loro ne vanno matti".

Obiettivo collezionarle tutte? "Tutte è difficile, ma si prova almeno a finire il giro".

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Al presidente sono anche state consegnate alcune pin, spillette, dei Giochi Invernali.

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Milano, 12 feb. (askanews) - Italia promossa sul ritiro gratuito da parte dei punti vendita appartenenti alle catene della grande distribuzione elettronica dei piccoli RAEE, vale a dire i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche con dimensioni inferiori ai 25 cm. I risultati della ricerca 'Missione RAEE: Zero scuse', realizzata da Legambiente e sostenuta da Erion WEEE, parlano chiaro: è stato possibile conferire senza difficoltà il proprio piccolo RAEE nell'86% dei negozi, mentre non è stato consentito soltanto nel 14% dei casi.

'Abbiamo fatto un'analisi da cliente misterioso: con le nostre volontari e volontari siamo andati nei negozi a chiedere, in maniera assolutamente discreta, senza farci riconoscere, se era possibile conferire il piccolo rifiuto elettronico nei negozi di media o grandi dimensioni utilizzando la tecnica dell''uno contro zero', quindi restituisco il rifiuto senza acquistare un nuovo prodotto elettrico ed elettronico - spiega ad askanews Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente -. Quello che emerge, insomma, è che c'è una sostanziale conoscenza della di questa di questo strumento normativo molto importante c'è ancora una piccola sacca di resistenza'.

'Indubbiamente i risultati sono positivi, nel senso che la risposta dei negozianti è indubbiamente buona: quasi dappertutto il ritiro 'uno contro zero' dei piccoli RAEE avviene senza particolari problemi - aggiunge Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE -. Io credo che comunque sia tutto sbagliato, nel senso che non possiamo permetterci di raccogliere i piccoli RAEE soltanto nei grandi negozi specializzati con superficie superiore a 400 metri quadri: non funziona. I cittadini non vanno spessissimo in questi negozi e quando ci vanno si dimenticano a casa i RAEE. Quindi credo che se vogliamo raggiungere i risultati di raccolta che la comunità europea ci impone, e siamo lontanissimi dal farlo, dobbiamo portare la raccolta dei piccoli RAEE nei posti dove la gente va tutti i giorni. Credo che davvero sia l'unico modo per poter raccogliere di più sia andare vicino al cittadino, andare veramente nei posti dove tutti noi passiamo tutti i giorni, non solo nei grandi negozi dove andiamo appunto 3 o 4 volte all'anno'.

Secondo Erion WEEE, consorzio dedicato alla gestione, al recupero e al riciclo corretto dei RAEE, l'Italia presenta ancora ampi margini di miglioramento.

'Credo che più della metà dei cittadini italiani non sappiano ancora oggi cosa sono i RAEE, e quindi mentre siamo abituati a fare la raccolta differenziata dalla carta della plastica, sui RAEE siamo davvero ancora molto indietro - sottolinea ancora il Direttore Generale di Erion WEEE -. Oggi raccogliamo il 14% dell'immesso sul mercato sui piccoli RAEE, e la Comunità Europea ci dice di arrivare al 65%: vuol dire fare per 4, che è veramente una sfida quasi impossibile. Però ci dobbiamo provare perché i rifiuti di apparecchiatura elettrica elettronica contengono materie prime importanti: il Paese, il continente, l'Europa è povero di queste materie, quindi riciclare è l'unica possibilità che abbiamo'.

'I RAEE sono una delle filiere emergenti dell'economia circolare: dobbiamo aumentare i quantitativi di raccolta differenziata sempre di più - puntualizza il presidente nazionale di Legambiente -. E parallelamente dobbiamo anche lavorare per industrializzare, con cicli sempre più efficaci ed economici, quelle attività di recupero delle materie prime critiche su cui nel mondo si scatenano conflitti e che noi in qualche modo possiamo contribuire a ridurre se aumentano i quantitativi di materie prime critiche che preleviamo non dalla natura dal sottosuolo, ma dalla tecnologia che abbiamo usato e che smaltiremo in maniera assolutamente sbagliata sottoterra o in un impianto che per produrre energie, ma che invece possono diventare una nuova miniera che non crea conflitti in nessuna parte del mondo'.

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