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Federica Brignone: sciare è doloroso, devo fronteggiare dei mostri

di TMNews lunedì 16 febbraio 2026
1' di lettura

Cortina, 16 feb. (askanews) - "Per me in questo momento sciare è comunque difficile, non è una cosa banale, è una cosa dolorosa, per cui devo sempre fare i conti con un certo tipo di mostri con cui combattere da un po'. Però sì, cercato di godermelo. Da quando sono arrivata qua all'Olimpiade ho cercato di godermi tutto, ogni singolo momento, ogni cosa che ho fatto, anche le piccole cose di vivere un'Olimpiade e penso che sia questa la cosa speciale. Poi il risultato viene e non viene, ma non è solo quello che ti porti a casa, sono le grandi emozioni, l'esperienza di vivere questa cosa grande che sono le Olimpiadi, che è qualcosa di pazzesco". Lo ha detto a Casa Italia Federica Brignone, dopo il successo anche nel gigante a Milano Cortina 2026. La sua storia è già leggenda dello sport, ma nasconde anche molto dolore e sofferenza.

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"Ci sono dei cicli, ci sono sempre stati. Da Nones, gli anni 68-70 poi c'è stato un buco, poi siamo arrivati noi, abbiamo tirato avanti la carretta come si dice parecchi anni, poi sono arrivati quelli di Torino 2006, Zorzi, Pietro, Valbusa e Di Centa. Adesso è un periodo un po' di magra, diciamo, nel fondo però penso che pian pianino possiamo anche tirarci su ancora".

Su tutto resta la soddisfazione per quanto è stato fatto. La medaglia più bella quella di Lillehammer nel 1994, una delle imprese storiche dello sport italiano.

"Credo che più di così non si può fare, cinque Olimpiadi, otto Mondiali e poi avere un'Olimpiade in valle penso che sia anche se non da corridore ma da spettatore una bella cosa".

Il fondista Silvio Fauner, con 5 medaglie alle Olimpiadi, 2 di bronzo, 2 d'argento e 1 d'oro e compagno di impresa di Vanzetta, conferma che la Val di Fiemme è la culla di questo sport.

"Sicuramente con tre edizioni di campionati del mondo e con innumerevoli edizioni di tour de ski e coppe del mondo la Val di Fiemme penso che resti sempre una sicurezza a livello organizzativo. Credo che alla fine la buona organizzazione paghi sempre comunque e credo proprio che sì che la Val di Femme possa ambire al quarto mondiale".

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Qui il tifo, di ogni colore, si vive all'insegna della convivialità, con i maxi schermi che trasmettono le Olimpiadi tutto il giorno fra i tavoli e le spine di birra, angoli per una foto ricordo e per il merchandising con le immancabili spillette.

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